Le piogge di Castamere

752c970ae2f71b24e09bca46600b999cSebbene sia una lettura che porto avanti ormai da parecchio, non ho mai voluto scrivere nulla su Le Cronache del Giaccio e del fuoco di George R.R. Martin per il semplice fatto che se ne parla fin troppo, sia della ormai celeberrima e straseguita serie TV, meglio conosciuta con il nome di Game of Thrones, sia della saga infinita dei libri di cui ancora attendiamo speranzosi la conclusione.
Ma voglio dirvi di un particolare che negli ultimi giorni ha richiamato la mia attenzione mentre leggevo Tempesta di spade, il terzo libro della saga:

E chi sei tu, disse l’orgoglioso lord,
che così in basso io devo inchinarmi?
Pelo d’oro o pelo rosso,
artigli un leone ancora ha.
E i miei sono lunghi e affilati, mio lord,
lunghi e affilati quanto i tuoi.

Le Nozze Rosse.
Il massacro delle Torri Gemelle.
Il matrimonio di lord Edmure Tully, fratello di Catelyn, con Roslin, una delle tante figlie di Walder Frey, signore del Guado.
E’ il matrimonio sostitutivo della precendente non mantenuta promessa di Robb Stark, ormai re del Nord, di prende in moglie una delle regazze Frey in cambio del passaggio da una sponda all’altra della Forca Verde del Tridente.
E’ la vendetta terribile di lord Frey per la mancanza di Robb, il tradimento verso la casata dei Tully, il violamento di tutte le sacre leggi dell’ospitalità in cambio di…protezione da parte di Tywin Lannister.

Durante il terribile massacro in cui morirono Robb, Catelyn e la maggior parte dei 3500 alfieri del re del Nord, un menestrello intona una canzone molto popolare, che gela il sangue nelle vene di Catelyn e che preannuncia la fine.

The Rains of Castamere

La canzone dei Lannister.

Quando vidi la serie TV non prestai troppa attenzione a questo fondamentale dettaglio, complice il fatto che la trasposizione in realtà non mi è mai piaciuta troppo ed ho sempre preferito i libri, ma leggendolo mi sono resa conto che la costante presenza del ritmo dei tamburi e il continuo cantilenare delle strofe sopra citate, dava a tutta la scena un tono di macabra inquietudine.
Penso che Martin non sia molto bravo nella descrizione di battaglie o attacchi improvvisi e non credo che sappia rendere l’idea della tempestività di una strage improvvisa come quella delle Nozze Rosse, ma non so descrivervi il gelo che trasmette questa scena dove si susseguono il terrore di Catelyn quando riconosce la canzone, i dardi che trafiggono Robb fino ad ucciderlo, le urla di una madre che vede morire colui che crede essere l’ultimo dei suoi figli ad essere ancora in vita, la follia che precede la morte mentre il menestrello continua a cantare con Walder Frey seduto ancora al suo tavolo…e poi il silenzio.

Così lui parlò, così lui parlò,
il lord di Castamere.
Ma ora le piogge piangono nella sua sala,
senza nessuno a udire quel pianto.
Sì, ora le piogge piangono nella sua sala,
senza una sola anima a udire quel pianto.

Venne scritta in occasione della schiacciante vittoria di lord Tywin sulla ribelle Casa Rayne di Castamere, da cui l’assonanza Rayne – rain (pioggia) presente nel testo.

E chi sei tu, disse l’orgoglioso lord,
che così in basso io devo inchinarmi?
Solo un gatto con un altro pelo,
questa è l’unica verità che conosco.
Pelo d’oro o pelo rosso,
un leone artigli ancora ha.
E i miei sono lunghi e affilati, mio lord
Lunghi e affilati come i tuoi.

Queste sono le parole del lord di Castamere, il cui stemma era un leone rosso, che osò sfidare il leone dorato.

Da quella volta, il ritornello viene cantato a chiunque osi ribellarsi alla supremazia Lannister per ricordargli qual è il destino che attende chi osa sfidare gli artigli affilati della casata di lord Tywin.

Così lui parlò, così lui parlò,
il lord di Castamere.
Ma ora le piogge piangono nella sua sala,
senza nessuno a udire quel pianto.
Sì, ora le piogge piangono nella sua sala,
senza una sola anima a udire quel pianto.

And who are you, the proud lord said,
that I must bow so low?
Only a cat of a different coat,
that’s all the truth I know.
In a coat of gold or a coat of red,
a lion still has claws,
And mine are long and sharp, my lord,
as long and sharp as yours.
And so he spoke, and so he spoke,
that Lord of Castamere,
But now the rains weep o’er his hall,
with no one there to hear.
Yes now the rains weep o’er his hall,
and not a soul to hear.

“Via col Vento” di Margaret Mitchell parte 5

OH. MIO. DIO.
Che cosa ho appena letto?!?
Gli ultimi dieci capitoli sono frenetico precipitare di eventi in cui tutto crolla sempre più veloce verso il disastro.
Devo ancora riprendermi.
Dopo tutto questo scompiglio proverò a riordinare le idee e a descrivere l’ultima parte del romanzo.

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Avevamo lasciato Rossella in lutto e in preda al rimorso per la morte di Franco e Rhett che le chiede di sposarlo per paura che al ritorno dal suo viaggio potesse trovarla sposata di nuovo con un altro uomo.

Quando Rhett tornò dal suo viaggio durato tre mesi, e si seppe del fidanzamento, nessuna delle vecchie conoscenze di Rossella approvava la loro unione, neanche Melania e Mammy (la sua bambinaia e educatrice), perché in fin dei conti Rhett era pur sempre uno speculatore, un rinnegato, un uomo che intratteneva rapporti d’affari e d’amicizia con gli yankees, Rhett frequentava la casa di piacere di Bella Watling senza preoccuparsi minimamente di tenerlo nascosto ed era stato ripudiato dal padre a Charleston perché si credeva che avesse compromesso una ragazza senza poi volerla sposare. Ma a Rossella questo non importava: lei avrebbe sposato Rhett e gli altri non dovevano intromettersi nei suoi affari personali.

Trascorsero il viaggio di nozze a New Orleans per due settimane e quei giorni per Rossella furono i più felici che potesse ricordare da tanto tempo. Era finalmente lontana da gente che la criticava e che non faceva altro che predicare l’onore e i sacri valori che portano rispettabilità e popolarità, e finalmente non c’era più nessuno che rimpiangesse i felici tempi che precedevano la guerra, quando si viveva nella ricchezza e nella sicurezza del domani e non si conoscevano gli orrori e le privazioni della guerra.
Era piacevole vivere con Rhett, che soddisfaceva ogni suo capriccio e che ogni sera le IMMA20faceva assaggiare piatti meravigliosi e costosissimi. E poi le feste, i balli, le serate trascorse giocando a carte con gente allegra, ricca e ben vestita…tutti amici di Rhett, che si erano arricchiti sfruttando la guerra e speculando, e che proprio come lui avevano un passato torbido e segreto. Erano anch’essi dei rinnegati.

Rossella finalmente poteva assaporare le gioie della vita matrimoniale: Rhett era sempre gentile e la viziava, anche a volte si divertiva a stuzzicarla per farla arrabbiare per poi ridere di lei e del suo temperamento. Ma infondo lui era l’unico che potesse capirla e ascoltarla, era l’unico che la conosceva veramente e che l’apprezzava per quello che era.

Al ritorno dal viaggio di nozze, la coppia si trasferì per qualche tempo in un lussuoso albergo perché la casa doveva essere ancora terminata. Rossella scelse degli arredamenti molto appariscenti con mobili in legno intagliato, massicce cornici dorate intorno agli specchi, enormi tappeti rossi e pesanti tendaggi in velluto dello stesso colore. A Rhett parve fin da subito essere una scelta di cattivo gusto e poco raffinata, ma se questo rendeva felice la sua Rossella, gli andava più che bene.

Quando finalmente Rossella e Rhett poterono trasferirsi nella sfarzosissima casa, fu l’inizio di un continuo susseguirsi di ricevimenti e feste frequentate, oltre che dalle famiglie yankees altolocate con le quali entrambi avevano intrattenuto rapporti d’affari, anche da tutte le amicizie di Rhett di New Orleans con le quali Rossella si sentiva tanto a suo agio: finalmente era ricca e poteva condurre una vita da signora, dare feste e farsi invidiare da tutti coloro che l’avevano criticata e che non avevano approvato i suoi modi di guadagnarsi da vivere. Finalmente era felice e soddisfatta ed era sicura che nessuno avrebbe potuto più portarle via Tara o la sua casa, e che non avrebbe sofferto più la fame.
Il genere di persone che frequentava la sua casa, però, fece sì che Rossella si allontanasse ancora di più dalla gente del sud che l’aveva conosciuta e aiutata durante la guerra, come il dottor Meade e sua moglie, la signora Merriwether, gli Elsing e Lydia Wilkes, sorella di Ashley ormai zitella, che da anni nutriva rancori nei confronti di Rossella per i suoi modi poco signorili. Le uniche persone che continuavano a far visita a Rossella erano Melania, Ashley e la zia Pittypat.

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Rossella ebbe da Rhett una bambina, che chiamarono Eugenia Vittoria e che soprannominarono Diletta per via del colore dei suoi occhi, che ricordava la loro azzurra diletta bandiera.

La nascita di Diletta segna l’inizio della totale trasformazione del personaggio di Rhett che divenne un padre affezionatissimo e non si preoccupava minimamente di farsi vedere in giro da solo con la bambina, sebbene risultasse alquanto strano vedere che un uomo si interessava dei suoi figli; ma lui anzi ne andava fiero.

Il declino del matrimonio di Rossella e Rhett ha inizio proprio ora.

Rhett comprende che se continua a frequentare le sue vecchie amicizie di New Orleans e se Gone-With-300x226continua ad intrattenere rapporti con gli yankees, neanche la sua bambina potrà mai avere un posto nella buona società del Sud e decide quindi di farsi amica tutta la gente che lo aveva allontanato negli anni precedenti. Inizia così a frequentare la chiesa, investe dei soldi a favore del ritorno al potere dei democratici, inizia a lavorare in banche per rispetto di tutti gli altri uomini di Atlanta che erano ottimi lavoratori e si mostra sempre gentile e disposto ad aiutare il prossimo; ma la cosa più importante è che evitava di rimanere in casa quando Rossella dava quei grandi ricevimenti che tanto le davano soddisfazione e ai quali non intendeva rinunciare, e allora lo si poteva vedere in carrozza con Wade, Ella e Diletta. La gente oramai sapeva della buona condotta di Rhett e si accaniva ancora di più verso Rossella, che si ostinava a voler condurre il suo stile di vita a voler frequentare quella gente. Non che Rossella avesse simpatia per gli yankees, ma oramai la guerra era passata e bisognava assicurarsi un futuro stabile e avere meno nemici possibile; e in ogni modo quegli yankees avevano potere, mentre la gente del Sud che la allontanava no.

Oltretutto Rossella aveva comunicato a Rhett di non voler più aver figli per poter mantenere la sua vita sottile ed evitare di sciuparsi il fisico, e si stupì dell’aspra reazione del marito.
Ashley certo non aveva reagito minacciando la moglie con il divorzio: Melania non poteva avere altri figli, eppure il loro matrimonio era ugualmente sereno, anche senza le concessioni alle quali la moglie è tenuta nei confronti del marito.
Rhett doveva capire, non c’era altro da fare.
E poi, in questo modo era come se lei ed Ashley si fossero fedeli a vicenda, nonostante il destino li vedeva sposati con persone che non amavano.

Ma il vero inizio della fine del romanzo arriva con la festa a sorpresa per il compleanno di Ashley, quando Melania chiede a Rossella di trattenerlo alla segheria il più possibile per avere il tempo di terminare gli addobbi per la festa.

Ashley è sempre stato un nostalgico e ha sempre sofferto per la scomparsa del mondo nel quale era cresciuto, e parlando di Tara, delle Dodici Querce, delle merende sotto gli alberi e delle lunghe passeggiate a cavallo costringe Rossella a guardare indietro per la prima volta, rendendola partecipe della proprie sofferenza.
Finalmente ora Rossella capiva l’animo di Ashley e capiva i suoi pensieri e lo vedeva per quello che era realmente e non più come lo aveva idealizzato. Era riuscita a raggiungere il suo animo. Aveva compreso il suo essere totalmente inadatto a quella realtà, semplicemente perché non gli apparteneva, e colta dalla nostalgia dei tempi felici e dalla pietà per quel povero uomo ormai rassegnato al suo destino, si lasciò abbracciare per piangere sul suo petto come fosse stata una sorella o un’amica d’infanzia.
Senza alcuna malizia.

Ma in quel momento la porta della segheria si aprì e Lidia, che era venuta a prendere Ashley per riportarlo a casa, li sorprese in quell’abbraccio.

Nell’arco di poche ore tutta la città sapeva dell’accaduto e Rossella era sulla bocca di tutti. Ne parlavano ovunque, persino in casa di Melania che non poteva credere che la sua cara cognata potesse anche solo aver pensato di compiere un’azione così terribile come l’adulterio…e con Ashley, per giunta.
Melania conosceva Rossella e le voleva bene come a una sorella. Le doveva la vita e mai le avrebbe voltato le spalle, piuttosto bandì Lidia dalla sua casa e minacciò di togliere il saluto a chiunque altro avesse ancora osato gettar fango sulla sua cara Rossella.
Questo causò una spaccatura tra le famiglie di Atlanta che si schieravano dall’una o dall’altra parte, e sarebbe durata per generazioni; ma Rossella, grazie a Melania, al suo buon cuore e alla sua fedeltà, on fu bandita dalla città e non rimase completamente sola.

Anche Rhett venne a sapere dell’accaduto, e la sua reazione fu solo l’inizio di un qualcosa di terribile.
Da questo momento in poi viene sempre più logorato dalla gelosia e dal whisky e sono sempre più frequenti liti come questa:

<<Geloso io? E perché no? Si, sono geloso di Ashley Wilkes. Perché no? Oh, puoi fare a meno delle spiegazioni. So che fisicamente mi sei stata fedele. Era questo che volevi dirmi? L’ho sempre saputo. Conosco troppo bene Ashley Wilkes e la sua razza. So che è un uomo onesto e un gentiluomo. Mentre tu ed io non siamo né onesti né gentiluomini; non è vero? Per questo prosperiamo!>>

<<Lasciami andare. Non voglio farmi insultare.>>

<<Non ti insulto affatto. Sto lodando le tue virtù fisiche. Ma non credere con questo di avermela data a bere. Tu credi che gli uomini siano degli imbecilli, Rossella; e non apprezzi mai l’intelligenza dei tuoi avversari. Io non sono affatto sciocco. Credi che non sappia che quando eri fra le mie braccia immaginavi che io fossi Ashley Wilkes?>>

Lei spalancò la bocca: sul suo volto apparvero terrore e meraviglia.

<<Una cosa piacevolissima. Piuttosto fantastica. Come se fossimo stati in tre in un letto dove avremmo dovuto essere in due.>> Le scrollò le spalle, ebbe un singulto, e sorrise beffardo. <<Sicuro; mi sei stata fedele perché Ashley non ti ha voluta. Ma non gli avrei davvero rifiutato il tuo corpo, che diamine! So che cosa vale un corpicino, specialmente di donna. Ma gli invidio il tuo cuore e il tuo caro spirito caparbio e senza scrupoli. Quell’imbecille non desidera il tuo spirito, ed io non desidero il tuo corpo. Posso comprare delle donne a minor prezzo. Ma desidero il tuo cervello e il tuo cuore e non li avrò mai; come tu non avrai il cervello di Ashley. Perciò mi fai pena.>>

Anche attraverso il suo terrore, la beffa di lui la punse.

<<Ti faccio pena?>>

<<Si; perché sei una bambina. Una bambina che piange perché vuole la luna. Che ne farebbe, se l’avesse? E tu che faresti di Ashley se lo avessi? Mi fa pena vederti gettare via la felicità e cercare di avere qualche cosa che non ti renderebbe mai felice. Perché sei una sciocca e non sai che si può essere felici solo coi propri simili. Se io e la signora Melly fossimo morti e tu avessi il tuo caro innamorato credi che saresti felice con lui? No, perdio! Perché non lo conoscerai mai, non saprai mai ciò che pensa, non lo comprenderai mai come non comprendi musica, poesia, libri e tutto ciò che non è dollari e centesimi. Mentre noi, cara moglie del cuor mio, avremmo potuto essere perfettamente felici, se tu vessi voluto, perché ci somigliamo. Siamo due furfanti, Rossella; e nessun ostacolo ci arresta quando desideriamo una cosa. Avremmo potuto essere felici, perché io ti amavo e perché ti conosco, Rossella, così perfettamente come Ashley non potrebbe mai…E se ti conoscesse, ti disprezzerebbe. Ma no; tu devi continuare per tutta la vita a cercare di avere un uomo che non puoi comprendere. E io, mia cara, continuerò a cercare delle prostitute. E credo che saremo una coppia migliore di molte altre.>>

A tutto questo si aggiunse poi l’improvvisa morte di Diletta all’età di soli quattro anni, dopo una caduta dal pony che suoGone-With-the-Wind-gone-with-the-wind-4375295-1024-768 padre le aveva regalato, mentre tentava un salto troppo alto.

Diletta, oltre ad essere l’unico vero amore di Rhett, che riversava su di lei tutto l’affetto che gli rifiutava sua moglie, era anche la figlia preferita di Rossella, che rivedeva in lei il temperamento di Geraldo e che le somigliava così tanto prima che la guerra le indurisse il cuore.

Perché Dio non aveva preso Ella, se doveva toglierle uno dei suoi figli? Ella non le dava alcun conforto ora che Diletta era scomparsa.

Rhett era distrutto dal dolore, e Rossella avrebbe voluto dargli un altro bambino se solo lui avesse dimostrato di volerle ancora bene. Oramai erano come due sconosciuti che condividono la stessa casa e che s’incontrano di rado.

Non riuscivano più a comprendersi.

Un altro fatto terribile e sconvolgente fu la morte di Melania, che aveva avuto un aborto spontaneo al terzo mese di una gravidanza che, secondo il dottor Meade, non avrebbe dovuto rischiare di avere.

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Poco prima di morire Melania chiede a Rossella di occuparsi di suo figlio Beau e di suo marito Ashley, che non potrebbe mai cavarsela da solo senza qualcuno che gli dia forza e buoni consigli; e infine le chiede di essere buona con Rhett, perché la ama tanto.
E’ in questo momento che Rossella si accorge di quanto Melania sia sempre stata al suo fianco pronta ad aiutarla e di come le abbia sempre voluto sinceramente bene, mentre lei più volte le aveva augurato la morte per poter finalmente stare con Ashley. Ed ora Dio la puniva per tutto questo e le portava via l’unica persona che, dopo sua madre, le aveva voluto bene sopra ogni cosa.

Neanche Ashley le interessava più. Aveva finalmente capito che il suo non era vero amore ma semplicemente un capriccio di bambina.

Lei aveva sempre amato Rhett, sebbene non lo sapesse.

Ma ora che lo sapeva, l’amore che Rhett aveva provato verso di lei si era consumato nei troppi anni di dolore e tormenti e in tutto il male che si erano fatti.

Fu così che lui se ne andò, lasciandola da sola nella sua disperazione e nella sua totale solitudine ora che anche Melania non c’era più.

Aveva 28 anni, e non le restava che l’unica cosa alla quale era sempre appartenuta: Tara.

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E’ così che si conclude il romanzo di “Via col vento”, e ciò che ne rimane è una stretta allo stomaco, ma…non voglio pensarci adesso. Ci penserò domani.

“Via col Vento” di Margaret Mitchell parte 4

Salve a tutti e ben ritrovati,
ho finalmente terminato la lettura della quarta parte del romanzo e, prima di andare avanti, vorrei ripercorrere con voi i fatti che sono accaduti in queste pagine.

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La quarta parte di Via col vento è anche la più lunga poiché comprende 18, ovvero quasi un terzo del romanzo, che è diviso in 63 capitoli; ma prima di iniziare sento di dover fare una premessa dandovi qualche notizia sui carpetbaggers, che sono molto presenti in questa parte della storia:

Carpetbagger è il soprannome che la gente del sud dava agli abitanti del nord che si trasferivano in quegli stati durante l’era della Ricostruzione, ovvero tra il 1865 e il 1877. Queste persone formavano una coalizione con i freedmen (gli schiavi liberati) e gli scalawags (bianchi del sud che appoggiavano la Ricostruzione) all’interno del Partito Repubblicano, e insieme controllarono politicamente gli ex stati confederati a più riprese tra il 1867 e il 1877.
Il termine carpetbagger deriva dal fatto che questi politici repubblicani del nord che si spostavano a sud arrivavano portando come bagaglio una carpet bag da viaggio (la carpet bag è una borsa o valigia fatta di una stoffa simile a quella dei tappeti, spesso con decorazioni orientaleggianti, in voga all’epoca).
Non erano ben visti dalla gente del sud che li considerava pronti a saccheggiare e depredare il loro paese sconfitto in guerra.

Detto questo, direi che possiamo cominciare.

Alla fine della terza parte avevamo lasciato la piantagione di Tara in condizioni disastrose e senza più coltivatori negri, tanto che la stessa Rossella, con le sue sorelle, si erano dovute mettere a coltivare l’orto e il cotone nei campi.
La guerra era finita da pochi mesi e i soldati confederati chiedevano ristoro  nelle fattorie durante il lungo cammino verso le proprie case.
Will Benteen è uno di questi. E’ un personaggio che compare in realtà alla fine della terza parte, ma diventa importante e degno di nota soprattutto nella quarta parte del romanzo. Will si era fermato a Tara, come abbiamo detto, per cercare ristoro, ma sarà l’unico che non lascerà più la piantagione. Ottimo lavoratore e, seppur non istruito e di basso rango familiare, Will dimostra di avere un ottimo senso di praticità per quanto riguarda le questioni finanziarie, e spesso consiglia a Rossella come poter amministrare al meglio Tara. Lui stima molto la forza e il coraggio di Rossella e lei trova in Will un valido sostegno e un prezioso aiuto dopo la perdita del senno di Geraldo.

La quarta parte inizia in un freddo pomeriggio di gennaio del 1866, quando Will comunica a Rossella che i carpetbaggers avevano alzato vertiginosamente le tasse su Tara perché l’ex sorvegliante della piantagione, Giona Wilkerson (uno yankee), intendeva comprare il terreno.
Ovviamente Rossella non poteva permettere che questo accadesse, e in preda alla disperazione si confidò con Ashley sperando che lui potesse quanto meno darle dei buoni consigli. Ma quanto da lei sperato non accadde: Ashley, che passa le sue giornate a spaccare legna e a ricordare com’era la vita prima della guerra, non può aiutarla e non sa cosa consigliarle perché non è in grado di dare consigli neanche a sé stesso.

Ashley Wilkes è un uomo sconfitto dalla guerra, un uomo fatto per disquisire di filosofia e di letteratura e vivere nel lusso; non è adatto al lavoro manuale e non è in grado di ingegnarsi per poter risollevare la sua situazione, quindi vive della carità di Rossella e ciò ferisce il suo orgoglio poiché un uomo non è un vero uomo se dipende economicamente da una donna.

Rossella, presa dallo sconforto, gli suggerisce di fuggire con lei e gli rinnova la suaa96f2f1926f19bf0ef7afb1d157c354c proposta di una vita insieme, lontani e dimentichi di tutti i problemi che c’erano lì a Tara. Avrebbe abbandonato tutto per lui: il padre, le sorelle, il suo bambino, la debole Melania che era ancora costretta ad accudire e gli innumerevoli problemi finanziari che la logoravano notte e giorno. Questa sarà la sua terza ed ultima dichiarazione d’amore perché Ashley non può sopportare l’idea di poter cedere alla tentazione e disonorare la sua cara Melania, “la migliore delle mogli”, come la chiama lui. Piuttosto se ne sarebbe andato per sempre, e questo Rossella non avrebbe potuto mai sopportarlo, e gli promette che non gli avrebbe più rivelato tanto apertamente i suoi sentimenti.

Dopo l’inutile colloquio con Ashley, Rossella chiede aiuto all’unico uomo che sapeva poter avere una somma di denaro sufficiente: l’ex capitano Rhett Butler.

In quel periodo Rhett si trovava in prigione ad Atlanta e doveva essere impiccato con l’accusa di aver rubato il denaro della Confederazione che ora gli yankees reclamavano, inoltre era accusato di omicidio per aver ucciso un negro libero che aveva importunato una donna del sud.
scarlett-ohara-2Il piano di Rossella era quello di sedurlo e portarlo a farle una proposta di matrimonio entro pochi minuti, cosicché avrebbe potuto usufruire del suo denaro per riscattare Tara. Ma nel caso in cui lui fosse ancora fermo nella convinzione di essere un uomo non adatto alla vita matrimoniale, lei avrebbe ben acconsentito a diventare la sua amante, e farsi così pagare per la sua compagnia; proprio come Bella Watling, una prostituta che aveva aperto una casa di piacere e che Rhett frequentava.
Ma Rhett era un uomo che badava molto all’abbigliamento e all’aspetto delle signore, e lei non poteva presentarsi coperta di stracci e mostrargli così tutta la sua miseria o il suo orgoglio ne avrebbe troppo risentito; fece quindi un vestito verde con le preziose tende di sua madre e partì per Atlanta sicura di poter salvare Tara.

Purtroppo il temerario piano di Rossella andò in fumo perché il denaro di Rhett era attualmente riposto in una banca in Inghilterra, e non poteva trasferirlo in Georgia perché  gli sarebbe stato preso dagli yankees, quindi non poteva in alcun modo aiutare Rossella, che si era esposta con le sue proposte decisamente poco convenienti alla reputazione di una signora suscitando il divertimento e le risa dell’ex capitano.

Non appena Rossella fu fuori dalla prigione, furiosa per le beffe di Rhett e amareggiata per il fallimento del suo piano, incontrò Franco Kennedy che le offrì un passaggio fino alla casa di zia Pitty.

Franco fu la salvezza per Rossella.

Egli era da tempo lo spasimante di sua sorella Sùsele, e dalla fine sella guerra si era adoperato affinché potesse offrirle una vita dignitosa. Ora finalmente era un uomo rispettabile, aveva avviato un commercio di legnami, ed era degno di sposarsi.

La reazione di Rossella al racconto di come le condizione di Franco erano migliorate grazie al suo attuale lavoro furono repentine ed inventò una storia per far credere a quel poveretto che sua sorella, stanca d’aspettarlo, si sarebbe sposata il mese successivo con un altro, ed anzi si mostrò mortificata per la mancanza di Sùsele che non si era neanche degnata di scrivergli una lettera per avvertirlo.

Alla fine, nel giro di una settimana Rossella era sposata a Franco Kennedy e utilizzò i trecento dollari lui destinato all’acquisto di una segheria per pagare le tasse di Tara, cosa che la sua egoista e vanitosa sorella non avrebbe mai fatto.

Il matrimonio con Franco rappresenta un momento fondamentale per l’evoluzione del 3a9c01afda690e47d89a54043ae3e5b3personaggio di Rossella perché è da questo momento in poi che attirerà su di sé gli sguardi delle donne e sorgeranno continua chiacchiere per ciò che riguarda la sua condotta poco signorile. Infatti Rossella, a poco a poco, diventa una donna d’affari ed oltre al negozio del marito, compra in segreto anche la segheria che voleva acquistare Franco prima che si sposassero, grazie ad un prestito ottenuto da Rhett, che intanto era uscito di prigione grazie alla mediazione di alcune sua amicizie tra gli yankees.
Il comportamento di Rossella diventa quindi sconveniente per una signora perché una buona moglie doveva stare in casa, occuparsi del marito, avere dei figli  non dimostrare agli uomini di intendersi di affari, di finanza né di commercio, e tanto meno doveva girare in carrozza da sola per la città!
Poi, come se non bastasse, per incrementare i propri affari intratteneva dei rapporti con le famiglie yankee che si erano trasferite al Sud per seguire i soldati che erano dovuti rimanere ad Atlanta. Questi erano i nuovi ricchi poiché i ricchi d’un tempo (le nobili famiglie del Sud) erano ormai decaduti.
Per risparmiare denaro nei salari degli operai, arrivò persino ad assumere dei galeotti, che lavoravano per lei non meno di quanto avessero fatto degli schiavi.

tumblr_lvnojdcoqq1qbgi86o1_500La condotta di Rossella metteva in imbarazzo Franco, che veniva visto dalla gente come un uomo inetto e come un marito che non era in grado di offrire una vita agiata a sua moglie e la costringeva a lavorare. Per questo pensò bene che, almeno la maternità, avrebbe potuto addolcire lo spirito di Rossella e calmare il suo animo distogliendola dagli affari della segheria e tendola impegnata in casa come tutte le altre donne. Ma non fu così.
Rossella rimase incinta, e nonostante non fosse affatto decoroso che una donna in quelle condizioni apparisse in pubblico, lei continuava a recarsi alla segheria, esponendosi agli sguardi della gente.

Nel frattempo morì Geraldo O’Hara, e Rossella dovette tornare a Tara per il funerale, ed è in quest’occasione che avviene il definitivo annientamento della personalità di Ashley, che viene assunto nella sua segheria per evitare che possa accettare un posto in banca a New York e sparire così per sempre dalla vita di Rossella. Difatti Rossella, non potendo pensare di sopportare di vivergli lontano, fa di tutto per convincerlo a lavorare nella sua segheria convincendolo del fatto che aveva urgente bisogno del suo aiuto. Melania l’aiuta in questa opera di convincimento verso Ashley, poiché nutre per la cognata un affetto fraterno e una stima che superano persino l’amore per suo marito; inoltre le deve la sua vita e la vita di suo figlio, quindi è dovere della famiglia Wilkes rispondere alle richieste di aiuto di Rossella. E così fu.

I Wilkes andarono ad abitare dietro la casa di Rossella e di zia Pittypat in una piccola abitazione ad un solo piano e dall’arredamento molto essenziale, ma Melania era felice di possedere finalmente una casa tutta sua, che ben presto divenne il centro dei circoli musicali e di cucito frequentati dalle donne di Atlanta: tutta l’alta società del Sud decaduta con la guerra frequentava il salotto di Melania Wilkes in continue riunioni e ricevimenti in cui si suonava, si parlava di letteratura, si tessevano le lodi della Confederazione e si ricordavano i bei tempi ormai svaniti.

Nel frattempo Rossella diede alla luce la bimba di Franco, una bambina che parve a tutti molto brutta, senza capelli e con delle orecchie troppo grandi alla quale venne dato il nome di Ella Lorena.
Neanche la nascita della bambina servì affinché Rossella passasse più tempo in casa. Il suo pensiero era sempre rivolto alla segheria e vi si recava quanto più spesso poteva, prima con zio Pietro, il negro domestico di zia Pitty, e poi da sola.
La città di Atlanta non era un posto sicuro e c’era un altissimo tasso di criminalità per le strade. Questo accadeva perché tutti i negri che lavoravano i campi (quindi gli schiavi più rozzi e non adatti a servire la famiglia in casa), una volta liberati, si riversarono nelle città senza essere in grado di adattarsi al nuovo stile di vita. I marciapiedi erano pieni di bambini e di anziani malati che non sapevano come tirare avanti perché erano stati sempre i padroni bianchi a curare le loro malattie e a dirgli cosa dovevano fare, e tutto questo andò in poco tempo ad incrementare anche il tasso di povertà.
Le donne del Sud evitavano di uscire se non erano accompagnate da un uomo, o si riunivano in gruppi per andare a sbrigare delle commissioni e, poiché i soldati yankees presenti in città erano pronti a punire i maltrattamenti vero i negri, seppure per difesa personale, il Sud decise di fondare un’organizzazione segreta e di farsi giustizia da solo contro le offese che troppo spesso riceveva da parte degli ex schiavi: fu così che nacque il Ku Klux Klan, formato soprattutto dagli ex soldati dell’esercito degli Stati Confederati.

Nonostante la preoccupazione di Franco per la moglie che incoscientemente continuava a Don_t_you_cry_Miss_Scarlettguidare da sola il suo carretto tra la segheria e la sua casa, nonostante l’impegno di Rhett nel volerla spesso accompagnare e la preoccupazione di Melania nell’affidargli una guardia del corpo, una sera, mentre rincasava passando per l’accampamento di Shantytown (un luogo di ritrovo di ex schiavi) venne assalita da uno di questi intenzionato a derubarla. Fortuna volle che in quell’accampamento si trovasse Sam, il capo degli schiavi contadini di Tara, che riuscì a riportarla a casa sana e salva.

Quella sera, mentre Rossella si trovava da Melania e zia Pitty insieme a Lydia, la sorella di Ashley, gli uomini si erano recati a Shantytown per vendicarsi e uccidere il negro che aveva offeso una delle loro donne, ma i soldati yankees erano stati informati di quanto stava per avvenire e si erano messi sulle loro tracce. Fu grazie all’intervento di Rhett se gli uomini di Atlanta riuscirono a tornare salvi nelle loro case, infatti aveva raccontato ai soldati suoi conoscenti che tutti loro quella sera erano stati nella casa di piacere di Bella Watling e che non ci fosse stato alcun tentativo di omicidio. Gli yankees gli credettero e così venne risparmiata la forca ai componenti del Klan (si, Ashley e Franco facevano segretamente parte del Ku Klux Klan).
Quella sera Ashley se la cavò con una ferita alla spalla, ma purtroppo Franco rimase ucciso.
Per colpa di Rossella.

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Il giorno del funerale di Franco, Rossella trascorse il pomeriggio rinchiusa nella sua stanza a bere brandy in preda al rimorso per quanto aveva causato al suo povero marito che le voleva bene e al quale lei stessa voleva bene.
Quando più tardi Rhett venne a salutarla prima di partire per uno dei suoi viaggi, lei fu ben felice di poter sfogare tutte le sue angosce su di lui: l’unico che sapeva ascoltarla e comprenderla.
Era stata una moglie cattiva, che aveva sfruttato suo marito solo per i soldi, al quale aveva procurato prima vergogna per la sua condotta disdicevole, e poi lo aveva ucciso con la sua impudenza.
Aveva paura di dover bruciare all’inferno per l’eternità.
Ma Rhett la calmò e la tranquillizzò perché la morte di Franco in fondo non era dipesa da lei e torturarsi non le sarebbe servito a molto. Anzi, le propose di sposarlo e di provare quanto potesse essere piacevole la vita coniugale se vissuta finalmente con l’uomo giusto.
Inizialmente Rossella si arrabbiò per la sua sfacciataggine in quel giorno di dolore…ma alla fine accettò.
In fondo Rhett era uno degli uomini più ricchi di Atlanta, e lei a tratti lo trovava simpatico e piacevole.

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