“Via col Vento” di Margaret Mitchell parte 4

Salve a tutti e ben ritrovati,
ho finalmente terminato la lettura della quarta parte del romanzo e, prima di andare avanti, vorrei ripercorrere con voi i fatti che sono accaduti in queste pagine.

Foto11_5

La quarta parte di Via col vento è anche la più lunga poiché comprende 18, ovvero quasi un terzo del romanzo, che è diviso in 63 capitoli; ma prima di iniziare sento di dover fare una premessa dandovi qualche notizia sui carpetbaggers, che sono molto presenti in questa parte della storia:

Carpetbagger è il soprannome che la gente del sud dava agli abitanti del nord che si trasferivano in quegli stati durante l’era della Ricostruzione, ovvero tra il 1865 e il 1877. Queste persone formavano una coalizione con i freedmen (gli schiavi liberati) e gli scalawags (bianchi del sud che appoggiavano la Ricostruzione) all’interno del Partito Repubblicano, e insieme controllarono politicamente gli ex stati confederati a più riprese tra il 1867 e il 1877.
Il termine carpetbagger deriva dal fatto che questi politici repubblicani del nord che si spostavano a sud arrivavano portando come bagaglio una carpet bag da viaggio (la carpet bag è una borsa o valigia fatta di una stoffa simile a quella dei tappeti, spesso con decorazioni orientaleggianti, in voga all’epoca).
Non erano ben visti dalla gente del sud che li considerava pronti a saccheggiare e depredare il loro paese sconfitto in guerra.

Detto questo, direi che possiamo cominciare.

Alla fine della terza parte avevamo lasciato la piantagione di Tara in condizioni disastrose e senza più coltivatori negri, tanto che la stessa Rossella, con le sue sorelle, si erano dovute mettere a coltivare l’orto e il cotone nei campi.
La guerra era finita da pochi mesi e i soldati confederati chiedevano ristoro  nelle fattorie durante il lungo cammino verso le proprie case.
Will Benteen è uno di questi. E’ un personaggio che compare in realtà alla fine della terza parte, ma diventa importante e degno di nota soprattutto nella quarta parte del romanzo. Will si era fermato a Tara, come abbiamo detto, per cercare ristoro, ma sarà l’unico che non lascerà più la piantagione. Ottimo lavoratore e, seppur non istruito e di basso rango familiare, Will dimostra di avere un ottimo senso di praticità per quanto riguarda le questioni finanziarie, e spesso consiglia a Rossella come poter amministrare al meglio Tara. Lui stima molto la forza e il coraggio di Rossella e lei trova in Will un valido sostegno e un prezioso aiuto dopo la perdita del senno di Geraldo.

La quarta parte inizia in un freddo pomeriggio di gennaio del 1866, quando Will comunica a Rossella che i carpetbaggers avevano alzato vertiginosamente le tasse su Tara perché l’ex sorvegliante della piantagione, Giona Wilkerson (uno yankee), intendeva comprare il terreno.
Ovviamente Rossella non poteva permettere che questo accadesse, e in preda alla disperazione si confidò con Ashley sperando che lui potesse quanto meno darle dei buoni consigli. Ma quanto da lei sperato non accadde: Ashley, che passa le sue giornate a spaccare legna e a ricordare com’era la vita prima della guerra, non può aiutarla e non sa cosa consigliarle perché non è in grado di dare consigli neanche a sé stesso.

Ashley Wilkes è un uomo sconfitto dalla guerra, un uomo fatto per disquisire di filosofia e di letteratura e vivere nel lusso; non è adatto al lavoro manuale e non è in grado di ingegnarsi per poter risollevare la sua situazione, quindi vive della carità di Rossella e ciò ferisce il suo orgoglio poiché un uomo non è un vero uomo se dipende economicamente da una donna.

Rossella, presa dallo sconforto, gli suggerisce di fuggire con lei e gli rinnova la suaa96f2f1926f19bf0ef7afb1d157c354c proposta di una vita insieme, lontani e dimentichi di tutti i problemi che c’erano lì a Tara. Avrebbe abbandonato tutto per lui: il padre, le sorelle, il suo bambino, la debole Melania che era ancora costretta ad accudire e gli innumerevoli problemi finanziari che la logoravano notte e giorno. Questa sarà la sua terza ed ultima dichiarazione d’amore perché Ashley non può sopportare l’idea di poter cedere alla tentazione e disonorare la sua cara Melania, “la migliore delle mogli”, come la chiama lui. Piuttosto se ne sarebbe andato per sempre, e questo Rossella non avrebbe potuto mai sopportarlo, e gli promette che non gli avrebbe più rivelato tanto apertamente i suoi sentimenti.

Dopo l’inutile colloquio con Ashley, Rossella chiede aiuto all’unico uomo che sapeva poter avere una somma di denaro sufficiente: l’ex capitano Rhett Butler.

In quel periodo Rhett si trovava in prigione ad Atlanta e doveva essere impiccato con l’accusa di aver rubato il denaro della Confederazione che ora gli yankees reclamavano, inoltre era accusato di omicidio per aver ucciso un negro libero che aveva importunato una donna del sud.
scarlett-ohara-2Il piano di Rossella era quello di sedurlo e portarlo a farle una proposta di matrimonio entro pochi minuti, cosicché avrebbe potuto usufruire del suo denaro per riscattare Tara. Ma nel caso in cui lui fosse ancora fermo nella convinzione di essere un uomo non adatto alla vita matrimoniale, lei avrebbe ben acconsentito a diventare la sua amante, e farsi così pagare per la sua compagnia; proprio come Bella Watling, una prostituta che aveva aperto una casa di piacere e che Rhett frequentava.
Ma Rhett era un uomo che badava molto all’abbigliamento e all’aspetto delle signore, e lei non poteva presentarsi coperta di stracci e mostrargli così tutta la sua miseria o il suo orgoglio ne avrebbe troppo risentito; fece quindi un vestito verde con le preziose tende di sua madre e partì per Atlanta sicura di poter salvare Tara.

Purtroppo il temerario piano di Rossella andò in fumo perché il denaro di Rhett era attualmente riposto in una banca in Inghilterra, e non poteva trasferirlo in Georgia perché  gli sarebbe stato preso dagli yankees, quindi non poteva in alcun modo aiutare Rossella, che si era esposta con le sue proposte decisamente poco convenienti alla reputazione di una signora suscitando il divertimento e le risa dell’ex capitano.

Non appena Rossella fu fuori dalla prigione, furiosa per le beffe di Rhett e amareggiata per il fallimento del suo piano, incontrò Franco Kennedy che le offrì un passaggio fino alla casa di zia Pitty.

Franco fu la salvezza per Rossella.

Egli era da tempo lo spasimante di sua sorella Sùsele, e dalla fine sella guerra si era adoperato affinché potesse offrirle una vita dignitosa. Ora finalmente era un uomo rispettabile, aveva avviato un commercio di legnami, ed era degno di sposarsi.

La reazione di Rossella al racconto di come le condizione di Franco erano migliorate grazie al suo attuale lavoro furono repentine ed inventò una storia per far credere a quel poveretto che sua sorella, stanca d’aspettarlo, si sarebbe sposata il mese successivo con un altro, ed anzi si mostrò mortificata per la mancanza di Sùsele che non si era neanche degnata di scrivergli una lettera per avvertirlo.

Alla fine, nel giro di una settimana Rossella era sposata a Franco Kennedy e utilizzò i trecento dollari lui destinato all’acquisto di una segheria per pagare le tasse di Tara, cosa che la sua egoista e vanitosa sorella non avrebbe mai fatto.

Il matrimonio con Franco rappresenta un momento fondamentale per l’evoluzione del 3a9c01afda690e47d89a54043ae3e5b3personaggio di Rossella perché è da questo momento in poi che attirerà su di sé gli sguardi delle donne e sorgeranno continua chiacchiere per ciò che riguarda la sua condotta poco signorile. Infatti Rossella, a poco a poco, diventa una donna d’affari ed oltre al negozio del marito, compra in segreto anche la segheria che voleva acquistare Franco prima che si sposassero, grazie ad un prestito ottenuto da Rhett, che intanto era uscito di prigione grazie alla mediazione di alcune sua amicizie tra gli yankees.
Il comportamento di Rossella diventa quindi sconveniente per una signora perché una buona moglie doveva stare in casa, occuparsi del marito, avere dei figli  non dimostrare agli uomini di intendersi di affari, di finanza né di commercio, e tanto meno doveva girare in carrozza da sola per la città!
Poi, come se non bastasse, per incrementare i propri affari intratteneva dei rapporti con le famiglie yankee che si erano trasferite al Sud per seguire i soldati che erano dovuti rimanere ad Atlanta. Questi erano i nuovi ricchi poiché i ricchi d’un tempo (le nobili famiglie del Sud) erano ormai decaduti.
Per risparmiare denaro nei salari degli operai, arrivò persino ad assumere dei galeotti, che lavoravano per lei non meno di quanto avessero fatto degli schiavi.

tumblr_lvnojdcoqq1qbgi86o1_500La condotta di Rossella metteva in imbarazzo Franco, che veniva visto dalla gente come un uomo inetto e come un marito che non era in grado di offrire una vita agiata a sua moglie e la costringeva a lavorare. Per questo pensò bene che, almeno la maternità, avrebbe potuto addolcire lo spirito di Rossella e calmare il suo animo distogliendola dagli affari della segheria e tendola impegnata in casa come tutte le altre donne. Ma non fu così.
Rossella rimase incinta, e nonostante non fosse affatto decoroso che una donna in quelle condizioni apparisse in pubblico, lei continuava a recarsi alla segheria, esponendosi agli sguardi della gente.

Nel frattempo morì Geraldo O’Hara, e Rossella dovette tornare a Tara per il funerale, ed è in quest’occasione che avviene il definitivo annientamento della personalità di Ashley, che viene assunto nella sua segheria per evitare che possa accettare un posto in banca a New York e sparire così per sempre dalla vita di Rossella. Difatti Rossella, non potendo pensare di sopportare di vivergli lontano, fa di tutto per convincerlo a lavorare nella sua segheria convincendolo del fatto che aveva urgente bisogno del suo aiuto. Melania l’aiuta in questa opera di convincimento verso Ashley, poiché nutre per la cognata un affetto fraterno e una stima che superano persino l’amore per suo marito; inoltre le deve la sua vita e la vita di suo figlio, quindi è dovere della famiglia Wilkes rispondere alle richieste di aiuto di Rossella. E così fu.

I Wilkes andarono ad abitare dietro la casa di Rossella e di zia Pittypat in una piccola abitazione ad un solo piano e dall’arredamento molto essenziale, ma Melania era felice di possedere finalmente una casa tutta sua, che ben presto divenne il centro dei circoli musicali e di cucito frequentati dalle donne di Atlanta: tutta l’alta società del Sud decaduta con la guerra frequentava il salotto di Melania Wilkes in continue riunioni e ricevimenti in cui si suonava, si parlava di letteratura, si tessevano le lodi della Confederazione e si ricordavano i bei tempi ormai svaniti.

Nel frattempo Rossella diede alla luce la bimba di Franco, una bambina che parve a tutti molto brutta, senza capelli e con delle orecchie troppo grandi alla quale venne dato il nome di Ella Lorena.
Neanche la nascita della bambina servì affinché Rossella passasse più tempo in casa. Il suo pensiero era sempre rivolto alla segheria e vi si recava quanto più spesso poteva, prima con zio Pietro, il negro domestico di zia Pitty, e poi da sola.
La città di Atlanta non era un posto sicuro e c’era un altissimo tasso di criminalità per le strade. Questo accadeva perché tutti i negri che lavoravano i campi (quindi gli schiavi più rozzi e non adatti a servire la famiglia in casa), una volta liberati, si riversarono nelle città senza essere in grado di adattarsi al nuovo stile di vita. I marciapiedi erano pieni di bambini e di anziani malati che non sapevano come tirare avanti perché erano stati sempre i padroni bianchi a curare le loro malattie e a dirgli cosa dovevano fare, e tutto questo andò in poco tempo ad incrementare anche il tasso di povertà.
Le donne del Sud evitavano di uscire se non erano accompagnate da un uomo, o si riunivano in gruppi per andare a sbrigare delle commissioni e, poiché i soldati yankees presenti in città erano pronti a punire i maltrattamenti vero i negri, seppure per difesa personale, il Sud decise di fondare un’organizzazione segreta e di farsi giustizia da solo contro le offese che troppo spesso riceveva da parte degli ex schiavi: fu così che nacque il Ku Klux Klan, formato soprattutto dagli ex soldati dell’esercito degli Stati Confederati.

Nonostante la preoccupazione di Franco per la moglie che incoscientemente continuava a Don_t_you_cry_Miss_Scarlettguidare da sola il suo carretto tra la segheria e la sua casa, nonostante l’impegno di Rhett nel volerla spesso accompagnare e la preoccupazione di Melania nell’affidargli una guardia del corpo, una sera, mentre rincasava passando per l’accampamento di Shantytown (un luogo di ritrovo di ex schiavi) venne assalita da uno di questi intenzionato a derubarla. Fortuna volle che in quell’accampamento si trovasse Sam, il capo degli schiavi contadini di Tara, che riuscì a riportarla a casa sana e salva.

Quella sera, mentre Rossella si trovava da Melania e zia Pitty insieme a Lydia, la sorella di Ashley, gli uomini si erano recati a Shantytown per vendicarsi e uccidere il negro che aveva offeso una delle loro donne, ma i soldati yankees erano stati informati di quanto stava per avvenire e si erano messi sulle loro tracce. Fu grazie all’intervento di Rhett se gli uomini di Atlanta riuscirono a tornare salvi nelle loro case, infatti aveva raccontato ai soldati suoi conoscenti che tutti loro quella sera erano stati nella casa di piacere di Bella Watling e che non ci fosse stato alcun tentativo di omicidio. Gli yankees gli credettero e così venne risparmiata la forca ai componenti del Klan (si, Ashley e Franco facevano segretamente parte del Ku Klux Klan).
Quella sera Ashley se la cavò con una ferita alla spalla, ma purtroppo Franco rimase ucciso.
Per colpa di Rossella.

AshleyMelanieScarlettRhett

Il giorno del funerale di Franco, Rossella trascorse il pomeriggio rinchiusa nella sua stanza a bere brandy in preda al rimorso per quanto aveva causato al suo povero marito che le voleva bene e al quale lei stessa voleva bene.
Quando più tardi Rhett venne a salutarla prima di partire per uno dei suoi viaggi, lei fu ben felice di poter sfogare tutte le sue angosce su di lui: l’unico che sapeva ascoltarla e comprenderla.
Era stata una moglie cattiva, che aveva sfruttato suo marito solo per i soldi, al quale aveva procurato prima vergogna per la sua condotta disdicevole, e poi lo aveva ucciso con la sua impudenza.
Aveva paura di dover bruciare all’inferno per l’eternità.
Ma Rhett la calmò e la tranquillizzò perché la morte di Franco in fondo non era dipesa da lei e torturarsi non le sarebbe servito a molto. Anzi, le propose di sposarlo e di provare quanto potesse essere piacevole la vita coniugale se vissuta finalmente con l’uomo giusto.
Inizialmente Rossella si arrabbiò per la sua sfacciataggine in quel giorno di dolore…ma alla fine accettò.
In fondo Rhett era uno degli uomini più ricchi di Atlanta, e lei a tratti lo trovava simpatico e piacevole.

gallery-1467210837-rossella4

Annunci

5 pensieri su ““Via col Vento” di Margaret Mitchell parte 4

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...