“Sherlock” di Steven Moffat e Mark Gatiss

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Arrivo sempre in ritardo quando si tratta di serie TV.
In genere ne vedo poche perché preferisco di gran lunga i film e tendo a lasciarmi intimidire dal numero delle puntate e delle stagioni da recuperare.
Poi, per quanto riguarda questa serie nello specifico, ero abbastanza prevenuta e decisa a non spendere il mio tempo per guardarla. La motivazione principale è che si tratta di un adattamento dello Sherlock Holmes di sir Arthur Conan Doyle ma ambientato nella Londra dei giorni nostri, e quando si tratta di reinterpretazioni e adattamenti di opere originali, che siano esse film, romanzi o composizioni musicali, sono sempre un po’ restìa e poco propensa a prestargli attenzione.
Ma devo ammettere che stavolta mi sbagliavo.

Ho iniziato a vedere Sherlock quasi per caso, forse incuriosita dal fermento che la quarta stagione ha lasciato dietro di sé ed anche perché avevo già apprezzato la recitazione di Benedict Cumberbatch in The Imitation Game, film del 2014 diretto da Morten Tyldum, o forse non c’è un reale motivo e ho iniziato a guardare la prima puntata per noia… fatto sta che è stata una scoperta fantastica.

La prima stagione è composta da tre episodi della durata di 90 minuti ciascuno.
Questi sono, a mio avviso, due fattori molto positivi perché:

  1. ogni episodio è sufficientemente lungo da permettere che il ritmo e lo sviluppo della trama siano più simili a quelli di un film vero e proprio che non a quelli di un telefilm;
  2. il fatto che la stagione sia composta soltanto da tre episodi non ne appesantisce la visione ed evita di far sembrare il tutto troppo ripetitivo.

Ma al di là di questo tipo di considerazioni, voglio dirvi quali sono state le cose che veramente mi sono piaciute e che mi hanno convinto a proseguire con la visione delle stagioni successive.

Il genio di Benedict Cumberbatch.0c2c7a033c56585e0fda263f31402097

Prima di iniziare le riprese, l’attore ha studiato il personaggio di Sherlock Holmes
leggendo tutti i romanzi di sir Arthur Conan Doyle perché voleva coglierne l’essenza.
E ci è riuscito molto bene.
La sua recitazione è qualcosa di spettacolare, a tratti quasi teatrale: postura, portamento e gestualità rendono il suo Sherlock un personaggio affascinante, carismatico e misterioso.
E pensare che la madre di Benedict riteneva che il figlio non fosse abbastanza bello per interpretare il detective più famoso di tutti i tempi, e quindi che non fosse la persona adatta.
Direi che la signora si sbagliava.

La fotografia.

Sherlock: A Study In Pink

Composizioni studiate al millimetro, contrasti di colori, perfette simmetrie ed esaltazione di profondità e di spazi arricchiscono la sceneggiatura e la trama di Sherlock.
La cura che è stata dedicata alla fotografia di questa serie è un fattore che contribuisce ad avvicinarla ancora di più ai prodotti cinematografici del grande schermo.
Ciò che subito si nota sono i colori desaturati nelle scene aperte, soprattutto in quelle che mostrano Londra e i suoi palazzi: i colori sono a tratti impercettibili, come un bianco e nero sbiadito, che danno un effetto un po’ retrò e sono di forte impatto emotivo.
Questo si scontra poi con i contrasti rafforzati nelle scene buie, negli inseguimenti lungo le vie a ridosso del Tamigi e nelle ambientazioni notturne.
E’ bello vedere Sherlock anche solo per l’accuratezza della fotografia.

La colonna sonora.

La sigla di apertura è stata composta da David Arnold e Michael Price, nomi importanti della musica da film (il primo ha lavorato a Stargate e Independence Day, il secondo come music editor nella trilogia del Signore degli Anelli).
La melodia è orecchiabile e riconoscibile, e basta sentirla una volta per ritrovarsi a canticchiare il vivace ritornello dall’atmosfera vagamente orientale.
Un motivo ironico, retrò ed elegante, proprio come Sherlock.
Il personaggio che si rispecchia nel tema della colonna sonora.
Non capita poi così spesso.

Questo è stato quello che mi ha colpito di più nei primi  tre episodi di Sherlock.
Mi aspetto grandi cose dalle stagioni successive.

 

 

 

 

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