“La La Land” di Damien Chazelle

Dallo stesso regista di Whiplash , film del 2014 interpretato da Miles Teller e J. K. Simmons e vincitore di tre Premi Oscar nel 2015 (miglior attore non protagonista a J. K. Simmons, miglior montaggio e miglior sonoro), il 26 gennaio 2017 è arrivato nelle sale italiane un altro film in cui l’argomento “musica” ha un ruolo fondamentale.

La La Land racconta un’intensa e burrascosa storia d’amore tra l’aspirante attrice Mia (Emma Stone) ed il musicista jazz Sebastian (Ryan Gosling), che si sono appena trasferiti a Los Angeles in cerca di fortuna.

Mia, tra un provino e l’altro, serve cappuccini alle star del cinema.
Sebastian sbarca il lunario suonando nei piano bar.
Dopo alcuni incontri casuali, fra Mia e Sebastian esplode una travolgente passione nutrita dalla condivisione di aspirazioni comuni, da sogni intrecciati e da una complicità fatta di incoraggiamento e sostegno reciproco.
Ma quando iniziano ad arrivare i primi successi, i due si dovranno confrontare con delle scelte che metteranno in discussione il loro rapporto.
La minaccia più grande sarà rappresentata proprio dai sogni che condividono e dalle loro ambizioni professionali.

Si oscilla continuamente tra il fascino coinvolgente delle canzoni di Justin Hurwitz (musiche) e Benj Pasek e Justin Paul (parole) e le incomprensioni o i fallimenti che incrinano le vite reali.
La La Land è il musical contemporaneo che vuole omaggiare la Hollywood degli anni ’50 e avvicinare il giovane pubblico a quel mondo meraviglioso e lontano, e ci riesce benissimo riproponendone le atmosfere allegre e sognanti, che ben si armonizzano con i personaggi principali: due romantici sognatori.

Film di inaugurazione della Mostra di Venezia, calorosamente applaudito dal pubblico, arriva nelle sale italiane dopo il trionfo ai Golden Globe vincendo tutto quello che poteva vincere e portando a casa sette premi su sette candidature: miglior film, migliori attori protagonisti, migliore sceneggiaturamiglior regia, migliore colonna sonora e migliore canzone (City of Stars), diventando così il film con il maggior numero di premi vinti in tutta la storia dei Golden Globe.
Insomma, un simile successo sicuramente pone La La Land tra i favoriti per gli Oscar 2017.

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Ma cos’è che colpisce e che piace così tanto in questo film?

La prima cosa che si nota sono i colori.
La La Land è un caleidoscopio di colori: rosso, giallo, verde, blu, viola e bianco che si sovrappongono vertiginosamente nelle coreografie.
I forti contrasti cromatici, soprattutto degli abiti degli attori con lo sfondo, caratterizzano fortemente questa pellicola, dandole quel tocco di stile che contribuisce a renderne piacevole la visione.
Questa caratteristica è strettamente collegata con l’evoluzione della trama, perché con la crescita e la maturazione dei personaggi (soprattutto di Mia), i colori degli abiti si fanno più sobri ed eleganti, quasi a voler sottolineare la graduale presa di coscienza che la vita non è sempre allegra, spensierata e felice.

Molto particolare anche è la regia: una telecamera sempre in movimento e che quasi si unisce alle coreografie, dando una fluida dinamicità alle scene e coinvolgendo maggiormente lo spettatore, che viene così posto al centro dell’azione.

Ma è la colonna sonora è la vera anima di questo film, molto più della trama che è semplice e lineare.
Motivetti orecchiabili che vanno dall’energica e allegra Another Day of Summer alla malinconica e speranzosa City of Stars, la musica di La La Land sa trasmettere la magia del musical classico fin dalla prima scena.
Molto presente è il pianoforte che spesso si lascia andare su accordi jazz unendosi alla tromba, al sax, alle percussioni e al contrabbasso, ma troviamo anche brani con l’intera orchestra da cui si affacciano gli acuti trilli di due flauti che si rincorrono, o ancora brani in cui si trova tutto questo, come in A Lovely Night.

Altro aspetto che ho molto apprezzato di La La Land è l’evoluzione a cui vanno incontro Mia e Sebastian e la loro storia, e con loro matura l’intero film: dalla trama ai dialoghi, dalla musica alla fotografia.
E’ come se il mondo dei due protagonisti maturi e cresca con loro, trasmettendo allo spettatore questo lento cambiamento graduale che diventa veramente evidente solo alla fine.

Insomma, avrete ormai capito che ho apprezzato molto la visione di questo film dalla trama semplice, ma complesso e articolato in tutto ciò che le ruota intorno.
La La Land vi resterà sicuramente impresso, perché è uno di quei film che si fa ricordare: ha dentro tutto un mondo da mostrare e da raccontare allo spettatore, ovvero il mondo di una Hollywood che oramai non c’è più.
E per questo motivo che vi consiglio caldamente di vederlo: per scoprire (o per riscoprire) la magia del musical degli anni d’oro.

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