Liebster Award 2017

Salve a tutti, cari lettori!
Eccoci con un nuovo Liebster Award, e questa volta devo ringraziare per la nomina Baylee di La siepe di more.

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Le regole

  • Pubblicare il logo del Liebster Award sul proprio blog;
  • Ringraziare il blog che ti ha nominato e seguirlo;
  • Rispondere alle sue 11 domande;
  • Nominare a tua volta altri 11 blogger con meno di 200 followers;
  • Formulare altre 11 domande per i blogger nominati;
  • Informare i blogger della nomination.

Bene.
Ora ecco le mie risposte alle domande di Baylee.

  1. Qual è la cosa che ami di più del tuo blog?
    Senza dubbio i commenti ai post: fa sempre piacere quando qualcuno legge ciò che scrivi ed esprime un parere a riguardo.
  2. Hai un mezzo di trasporto (auto, moto…) preferito da un libro/film/serie tv?
    Non è propriamente un mezzo di trasporto, ma un giretto sul drago Fùcur lo farei volentieri.
  3. Ascolti musica mentre leggi?
    No, mai. In genere quando leggo devo ascoltare la mia voce oppure, se ci sono altre persone intorno a me, ascolto la mia lettura mentale. La musica mi distrae.
  4. Ti appunti informazioni (citazioni, osservazioni…) mentre leggi?
    A volte si. Citazioni per lo più.
  5. È primavera: fiore preferito?
    La margherita. Adoro i prati ricoperti di piccole margheritine bianche. In questo periodo che ne sono molti dalle mie parti.
  6. Che colore assoceresti alla lettura?
    Un verde, un blu… o comunque un colore rilassante.
  7. Hai fatto qualcosa di scemo che ti va di raccontare durante l’adolescenza?
    Sono sempre stata un tipo abbastanza tranquillo. Non ho nulla di interessante da dire.
  8. Preferisci i personaggi realisti o quelli sognatori?
    I sognatori. Sia nei libri che nella vita reale.
  9. Ti sei mai sentit* tradit* da un* autore/autrice o da un personaggio?
    Ultimamente, con La porta di Tolomeo (terzo capitolo della Trilogia di Bartimeus) di Jonathan Stroud, mi sono imbattuta in un finale del tutto inaspettato, ma in genere non me la prendo con autori e personaggi se la storia non va come vorrei che andasse. Valuto sempre il libro per come l’autore lo ha pensato, o almeno ci provo.
  10. C’è un argomento che vorresti vedere maggiormente trattato nei romanzi?
    Non ho mai pensato a questa cosa. Ci sono in circolazione romanzi che trattano molti argomenti diversi… diciamo che per adesso ho sempre trovato un libro per ogni argomento che mi interessava.
  11. Hai un’app preferita o davvero tanto utile?
    Non ho un’applicazione preferita in assoluto, ma la più utile (per me) si chiama Orario Treni. Se si conduce una vita da pendolari, è quasi indispensabile, insieme a Google Maps.

Ora, come da regolamento, nominerò 11 blog con meno di 200 followers…

  1. Il Lettore Curioso
  2. Leggererecensire
  3. Milioni di Particelle
  4. Luna Lovebook
  5. Mariquitty
  6. Book and details
  7. Fall in “Books”
  8. Canti delle Balene
  9. Gli Amabili Libri
  10. A Tavola coi Libri
  11. Book Addicted

…a cui porrò le mie 11 domande:

  1. Sei solo un lettore o anche uno scrittore?
  2. Preferisci i romanzi o i racconti e perché?
  3. Qual è il tuo film preferito?
  4. Se potessi scegliere, in quale epoca vorresti vivere?
  5. Un cartone animato al quale ti senti molto legato.
  6. Stai seguendo serie TV in questo momento? Se sì, quali?
  7. Preferisci andare al cinema o goderti i film sul divano di casa?
  8. Qual è il tuo percorso di studi?
  9. Ti piace la poesia?
  10. Ti piace andare a teatro? Se sì, che genere di spettacoli preferisci?
  11. Ti interessi di arte figurativa? Hai un artista preferito?

 

Lettura in corso: #IFratelliKaramazov07

Il libro nono conclude la terza parte del romanzo ed è inter16427336_10212077062112950_312260349113984977_namente dedicato alla figura di Dmitrij.
Sì, sembra proprio che la personalità più sviscerata da Dostoevskij sia proprio quella del maggiore dei fratelli Karamazov (almeno fino ad ora).

Questa parte è interamente dedicata all’interrogatorio a cui viene sottoposto il povero Dmitrij appena dopo l’arresto per un omicidio di cui, a quanto pare, non è affatto colpevole.

Denudato, spogliato di ogni dignità e privato dell’onore che è a lui così caro, a ben poco servono le sue confessioni.
Dmitrij mette a nudo la sua anima e rinuncia all’orgoglio per allontanare le terribili accuse dal suo nome ma, purtroppo, non c’è una testimonianza valida che possa sollevarlo dai sospetti delle ignobili azioni che, agli occhi di tutti, ha commesso la sera precedente.

In queste pagine si scopre un Dmirtij veramente innamorato di una passione travolgente e profonda.
La dedizione di lui per la sua donna è totale al punto di esporre completamente il lato più segreto del suo animo pur di difenderla e proteggerla dalla terribile catastrofe che sta per travolgerlo.

Sembra proprio che la il povero Mitja stia per toccare il fondo e a tradirlo è stata proprio la sua indole impervia e passionale.

Si aggiunge ora a questo meraviglioso romanzo la suspense di un fitto mistero, forse frutto delle macchinazioni di una mente criminale e crudele.

Chissà se Dmitrij riuscirà ad uscirne indenne…

 

 

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“Lion. La strada verso casa” di Garth Davis

Salve a tutti e ben ritrovati, cari lettori.
Questo blog ha toccato la soglia dei 100 iscritti e per questo vi ringrazio 🙂
100 inizia ad essere un numero considerevole e la cosa mi fa veramente molto piacere!

Ma oggi sono qui soprattutto perché voglio consigliarvi un film che ho visto qualche giorno fa e che mi ha veramente colpito come pochi altri film sono riusciti a fare.
Sto parlando di Lion. La strada verso casa di Garth Davis.

Uscito nelle sLion fronte neutro_0ale italiane lo scorso 22 dicembre, è passato del tutto inosservato ai miei occhi, ed il fatto che io lo abbia visto di recente è stato del tutto fortuito.

Dovete sapere che, per la maggior parte delle volte, il mio criterio di scelta dei film da vedere è quasi totalmente casuale.
Mi lascio spesso influenzare dalle locandine, dal titolo o da quanto e da come se ne parla sul web, e raramente vado a cercare recensioni o trailer. Questo perché preferisco di gran lunga approcciarmi al nuovo scoprendolo da zero, senza sapere bene cosa aspettarmi.

E quella di Lion è stata veramente una gran bella scoperta.

Ma di cosa parla questo film?
La trama è ispirata alla vera storia di Saroo, un bambino indiano che nel 1986, all’età di cinque anni, sale su un treno per sbaglio e si perde per e strade di Calcutta, a 1600 chilometri da casa sua. Saroo non parla la lingua del posto ed è troppo piccolo per sapere il nome della sua famiglia; e così passa dalla strada all’orfanotrofio, fino a quando non viene adottato da una coppia australiana. In Australia Saroo conduce una vita agiata ed ha la possibilità di studiare, ma il pensiero dell’India e i ricordi d’infanzia non lo abbandonano mai, fino a quando, 25 anni dopo, riesce finalmente a ritrovare la strada di casa grazie a Google Earth.

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Il film è distintamente diviso in due parti: nella prima si racconta l’infanzia del piccolo Saroo (interpretato da Sunny Pawar) che passa dalla difficile vita in una povera cittadella alla lotta per la sopravvivenza in una delle più grandi metropoli indiane.
Molto bella e curata la fotografia che mostra colori, paesaggi e scorci del lato povero dell’India.
Sono scene molto forti e dirette che ci mettono di fronte ad un realtà a cui spesso non pensiamo, e che lasciano emergere tutto lo smarrimento e la paura che può provare un bambino di cinque anni che si è perso in un mondo totalmente diverso dal suo.

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Nella seconda parte il film diventa molto meno documentaristico e cambia anche il ritmo narrativo, che si accelera per arrivare alla conclusione della storia e chiudere il cerchio del racconto.
Qui vediamo un Saroo adulto (interpretato da Dev Patel) totalmente ossessionato dai ricordi della sua prima infanzia, e che fa di tutto per ritrovare la propria casa e la propria famiglia.

Purtroppo in questa seconda parte ho avvertito come un senso di “fretta di arrivare al finale”, e credo che questo abbia influito negativamente soprattutto sul carattere psicologico del protagonista e sul suo rapporto con la famiglia adottiva.
Si, insomma… avrei preferito che il film fosse stato più lungo per dare maggiore spazio a questi aspetti, a parer mio importanti, che sono stati un po’ (troppo) trascurati.

Ma nonostante qualche piccola pecca di questo tipo, nel complesso Lion resta un gran bel 2941866-9788891507167film ed uno dei migliori che ho visto negli ultimi mesi. Ma la cosa veramente buona è che, a visione terminata, lascia lo spettatore di buon’umore.
Una storia triste a lieto fine ben raccontata e una finestra sul difficile mondo dei troppi bambini poveri che ogni anno scompaiono in India.

Ho poi scoperto che la vita di Saroo era stata già raccontata nel libro autobiografico (scritto dallo stesso Saroo Brierley) pubblicato nel 2014: La lunga strada per tornare a casa, e considerando che il film mi è piaciuto molto, credo che prima o poi leggerò anche il libro.

Voi avete visto il film o avete letto il libro?
Se sì, cosa ne pensate?
Li consigliereste?

 

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Segnalibro fatto a mano *work in progress*

Ultimamente ho riscoperto il ricamo a punto croce e, dopo anni ed anni di inattività (imparai da piccola senza riuscire mai a terminare un lavoro), ho deciso di rispolverare le mie “abilità” in materia provando a realizzare un segnalibro con lo stemma dei Lannister.

Si, io ADORO i Lannister.
Penso che essi siano la casata con la storia e la tradizione più affascinanti di tutta Westeros, e Tyrion, Cersei, Jemie e Tywin sono personaggi veramente meravigliosi come pochi altri usciti dalla penna di Martin.

Quindi per ora il mio tempo libero si alterna tra la lettura de I fratelli Karamazon e il lavoro di ricamo.
La difficoltà maggiore, per ora, sta nel riuscire a distinguere le sfumature dell’oro mentre si lavora, perché ad un certo punto tutto sembra fondersi in un unico colore, e allora devo cercare di ritrovare il punto in cui mi trovo sullo schema senza sbagliare *assolutamente*.

Probabilmente quando lo avrò terminato dovrò andare in cerca di un paio di occhi nuovi.

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“La porta di Tolomeo” di Jonathan Stroud

E’ trascorso un po’ di tempo dall’ultima volta in cui vi ho parlato di una lettura appena conclusa, ma ultimamente mi sono ritrovata a leggere troppi libri insieme e, per questa ragione, mi sono rallentata molto sia nella lettura stessa che nella pubblicazione di recensioni.
Insomma, la situazione mi è *leggermente* sfuggita di mano… ma sto piano piano riprendendo il controllo sui libri.
Ce la posso fare.

Oggi voglio parlarvi del terzo ed ultimo capitolo della bellissima Trilogia di 81kZPUEv0WL._SL1500_BartimeusLa porta di Tolomeo di Jonathan Stroud.

Pubblicato in Italia nel 2006 dalla casa editrice Salani EditoreLa porta di Tolomeo chiude brillantemente questa meravigliosa saga per ragazzi.

Ancora una volta ritroviamo il jinn Bartimeus, il mago Nathaniel (o meglio, John Mandrake) che ormai ricopre il ruolo di ministro dell’informazione, all’apice della sua carriera, e la comune e rivoluzionaria Kitty Jones in una coinvolgente avventura che vedrà le loro strade incrociarsi per un’ultima volta.

Sono trascorsi circa tre anni dai fatti narrati nel precedente volume L’occhio del Golem, e il nostro giovane Nathaniel è ormai un potente mago che gode di una posizione elitaria all’interno del governo. Il suo carattere si è inasprito ancora di più dall’ultima volta che lo abbiamo visto: è snob, egoista, corrotto ed esteticamente impeccabile.
Durante tutto questo tempo ha sempre tenuto il povero Bartimeus in schiavitù, costringendolo a svolgere anche i lavori più umili e concedendogli solo brevi periodi di congedo. Ma la lontananza troppo prolungata dall’Altro Luogo ha provocato un profondo logorìo dell’essenza del povero jinn, rendendolo sempre più debole al punto da rendergli difficile persino la sola sopravvivenza nel mondo degli umani.
Tutto questo accade perché Nathaniel non può correre il rischio che un suo nemico politico convochi Bartimeus e possa così venire a conoscenza del suo nome di nascita: qualora ciò dovesse accadere, potrebbe essere per lui la rovina.

Rispetto al precedente episodio, oltre alla forza di Bartimeus, è precipitata anche la stabilità politica dell’impero e la classe dirigente dei maghi deve contrastare il malcontento del popolo dei comuni (i non maghi) che si vedono coinvolti in una guerra che non gli appartiene.
A complicare ulteriormente il quadro c’è la scarsa collaborazione tra i politici che risiedono ai vertici della società: si respira una densa aria di rivalità tra i maghi più potenti poiché ognuno mira a prevalere sull’altro in un’atmosfera colma di attriti, dissapori e rancori.

Ritroviamo anche Kitty Jones, che dopo aver salvato Nathaniel dall’attacco del Golem, e dopo lo sfaldamento della Resistenza, vive sotto falso nome, ma non dimentica il suo sogno di voler porre fine alle sofferenze che i comuni devono subire per mano dei maghi crudeli e sfruttatori.

Tutto il libro si basa sul rapporto di fiducia tra umani (maghi e non) e demoni, che spesso vacilla, ma che è fondamentale per riportare la pace e per porre fine all’imminente distruzione dell’impero.
Si cerca quindi di costruire un forte legame che tende ad eliminare i ruoli di schiavo e padrone, e che mira ad una collaborazione fondata sul rispetto.
Si tratta di un legame profondo, che Bartiemus  ha potuto conoscere soltanto con Tolomeo, un mago che visse ad Alessandria d’Egitto e che fu per lui molto più che un padrone, e che il jinn ricorda da oltre duemila anni con immutato affetto e stima.

La porta di Tolomeo è un perfetto capitolo di chiusura di un’originalissima e coinvolgente trilogia.
In questo terzo libro vengono chiariti tutti i dubbi che erano rimasti aperti nei precedenti episodi e tutti gli elementi vengono ricongiunti.
Si ritrovano anche tutti gli oggetti magici incontrati in precedenza, come l’amuleto di Samarcanda, il bastone di Gladstone e gli stivali delle Sette Leghe, ed ognuno di essi ha una funzione importantissima all’interno degli eventi narrati.
Anche i rapporti tra i personaggi principali maturano, ed arrivano a colmare abissi e ad esprimere affetti e sentimenti che fin quasi alla fine non vengono espressi mai appieno.

Vi consiglio vivamente di leggere questa trilogia, sia che siate amanti del fantasy e sia che non lo siate.
Questa saga, infatti, saprà conquistarvi in ogni caso proprio perché si tratta di una storia del tutto originale e diversa da qualsiasi altro romanzo del genere.

Fatemi sapere se l’avete letta anche voi e se leggerete altro di questo autore.

Vi lascio qui i link per poter acquistare i libri:

L’amuleto di Samarcanda http://amzn.to/2nFtKCN

L’occhio del Golem http://amzn.to/2nYojSa

La porta di Tolomeo http://amzn.to/2nFFhSG