“Picciridda” di Catena Fiorello

Salve a tutti, cari lettori.
In questi giorni è veramente difficile sopportare il caldo. Dalle mie parti si sfiorano a65531k-F5CEGWR1 tratti i 40° ed anche stare sdraiati a leggere diventa fastidioso senza un ventilatore puntato addosso, ma nonostante ciò, questa settimana ho letto un libro di cui vorrei parlarvi: Picciridda, romanzo d’esordio di Catena Fiorello.

Il libro racconta l’esperienza di Lucia, una bambina di undici anni che vive a Leto (Letojanni), in provincia di Messina, che ha vissuto in modo indiretto la tragica esperienza dell’emigrazione.

Siamo all’inizio degli anni Sessanta quando i genitori di Lucia sono costretti ad emigrare in Germania per lavoro, e lei si ritrova a dover vivere con sua nonnala Generala, come la chiamano in paese. La picciridda però non va molto d’accordo con la nonna, che ha un carattere duro ed è spesso molto severa con lei. Si sente molto sola, e soffre per l’abbandono improvviso dei suoi genitori, che hanno deciso di portare con sè solamente il suo fratellino Pietro, perché ancora troppo piccolo per poter sopportare un distacco simile. Lucia invece è grande, deve essere forte e non deve piangere o dar a vedere agli altri il suo malessere, perché alla gente non interessa se soffri o se stai male anzi, la gente non perde occasione per colpirti se ti mostri debole, anche solo per un attimo. Questo è l’insegnamento che la nonna dà a sua nipote cercando di prepararla alle difficoltà della vita, perché in fondo, sotto la dura corteccia del suo carattere, lei vuole molto bene alla piccola Lucia e si affanna per proteggerla e spronarla ad andare avanti e a non mollare mai nonostante tutto.

Con una scrittura molto fluida e scorrevole, le pagine scivolano una dietro l’altra ed il libro si divora in poco tempo.

I personaggi (soprattutto la nonna, che ho adorato) sono ben costruiti ed acquistano spessore mano a mano che si va avanti con la lettura. Anche la cultura della Sicilia del tempo è resa alla perfezione e crea quell’atmosfera tipica che dà carattere e spessore al romanzo.

Scoperto quasi per caso e divorato in pochissimo tempo, è una lettura che mi sento di consigliarvi fortemente soprattutto per la tematica trattata, che consente di osservare il dramma dell’emigrazione da una prospettiva diversa.

Fatemi sapere se avete letto anche voi questo romanzo e cosa ne pensate.

Vi lascio qui il link del libro e vi rimando alla prossima 😉

 

 

 

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“L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera

E’ difficile scrivere un post su questo libro, ma voglio provare comunque a parlarvene f1a6aa41f8c3d3b9f9b681d4e5dad53a_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyperché L’insostenibile leggerezza dell’essere è uno di quei romanzi che aprono un mondo e che servono per pensare e per conoscere aspetti della propria vita che forse prima non avevamo considerato.

Dunque… di cosa parla questo libro? Parla di tante cose in verità, ma ognuna di queste cose è legata all’amore e alla sua realizzazione nei diversi tipi di rapporti analizzati dallo scrittore. Dico “analizzati” perché di fatto questo romanzo è un’analisi della vita, dell’amore, della morte, delle casualità, della storia e del pensiero.

Siamo nella Praga del 1968, in un’irrequieto scenario di dominazione comunista, quando Tomàs e Tereza si incontrano per caso e per caso si innamorano. Tereza è una donna fragile, che ha bisogno di protezione e di sentirsi amata. Tomàs, al contrario, è un uomo fortemente indipendente che non vuole sentire su di sé la costrizione di una relazione amorosa stabile e che non può fare a meno di avere numerose amanti occasionali.
Questi primi due personaggi sono uno l’opposto dell’altro ed intendono la relazione amorosa in due modi completamente diversi: per Tereza l’amore è la totale dedizione (anima e corpo) ad una persona soltanto, mentre per Tomàs c’è differenza tra amore e sesso, e la profondità del sentimento che lo lega a Tereza non ha nulla a che vedere con la passione che lo spinge tra le bracia di altre donne.
Intorno a questi due personaggi principali ruotano altre figure secondarie, come Sabina, amante di Tomàs, Franz, spasimante di Sabina, Simon, figlio di Tomàs, e Karenin, la cagnolina di Tereza e di Tomàs.
Le relazioni che intercorrono tra questi personaggi sono tutte regolate da un equilibrio che li pone in posizioni opposte l’uno all’altro, proprio come i due protagonisti.
Ogni personaggio cerca di attrarre a sé il suo opposto, e più sono vicini e maggiore è la pesantezza che li schiaccia e li distrugge. Sì, perché tutto si gioca sul continuo susseguirsi e scontrarsi di stati di leggerezza e di pesantezza, come nel quarto movimento del Quartetto No. 16, Op. 135 di Beethoven, che lo scrittore conosce molto bene.
<<Es muss sein!>>, scrive Beethoven all’inizio del quarto movimento. Deve essere. Nessun uomo può ribellarsi al proprio es muss sein, alla propria indole, alla propria vocazione ed inclinazione naturale. Sfuggire all’es muss sein vuol dire cedere alla pesantezza e schiacciare il proprio essere, perdersi per non ritrovare più la leggerezza, che è l’unico stato di pace e serenità.

Ma cos’è che costringe l’uomo verso la pesantezza? Non è certamente una condizione che si raggiunge consapevolmente o volontariamente, poiché la vita dell’uomo e diretta solo dal caso. E’ infatti per caso che si incontrano e si conoscono nuove persone, è per caso che ci si innamora, ed è sempre per caso che si può perdere il proprio lavoro.

Come vedete siamo di fronte ad un romanzo molto filosofico che rivela molto della mente che si cela dietro la penna da cui è nato.
Nel corso della narrazione, infatti, viene spesso fatto riferimento, oltre al sopracitato quartetto per archi, alle teorie di grandi filosofi come Nietzsche, Kant e Descartes, per passare poi a riflessioni sul Kitsch e sulla morte.

Nonostante in questo libro ci sia tutto questo (e molto altro ancora), la lettura non risulta mai troppo pesante o lenta. Lo stile, infatti, è molto scorrevole e leggero e le sue 336 pagine scorrono senza fatica, grazie anche alla brevità dei capitoletti che compongono le sette parti del romanzo.

Io mi sento di consigliarlo a chiunque non l’abbia ancora letto e che abbia voglia di affrontare una lettura così intensa, ma non direi che sia adatto ad un pubblico troppo giovane, perché credo che la maturità e un po’ di esperienza di vita aiutino a comprendere meglio alcune parti.

Detto questo, vi lascio il link in cui potrete trovare questo bellissimo romanzo (ovvero qui).

Fatemi sapere se anche voi lo avete letto e cosa ne pensate, o se avete in programma di leggerlo prossimamente.

Alla prossima.

“Panzerotta e Crocchetto” di Ana Oncini

Ben ritrovati, cari lettori!

Oggi voglio parlarvi di un fumetto che ho appena letto, che ho apprezzato e che vorrei consigliarvi.
Sapete che in realtà non mi capita troppo spesso di leggere fumetti e graphic novel, ma da qualche tempo sto page_1cercando di avvicinarmi anche a questo tipo di letture, e sto scoprendo opere veramente molto belle, come Panzerotta e Crocchetto di Ana Oncini.

Giunto in Italia nel giugno del 2016, grazie alla Bao Publishing, dopo un notevole successo riscosso in Spagna, Panzerotta e Crocchetto è l’opera prima della giovanissima Ana Oncini (classe 1989) che, in 128 pagine, ci racconta brevi storie di vita quotidiana di una coppia di innamorati che vanno a vivere insieme e, nella convivenza, scoprono un po’ per volta i difetti e i pregi dell’altro.

L’autrice si è ispirata alla propria esperienza di convivenza e, aggiungendo un pizzico di dolcezza, molta simpatia, un po’ di leggerezza e molta ironia, ha creato un’adorabile coppia di buffi personaggi.

Il perché del successo di questo fumetto, infatti, sta proprio nella semplicità con cui racconta le tante piccole cose, i gesti e le frasi che ogni coppia di innamorati conosce e vive in prima persona, e la facilità con cui ci si riesce ad immedesimare nelle storie, non può che far sorridere il lettore, concedendogli una mezz’ora (tanto dura la lettura del fumetto) di spensierata leggerezza ed allegria.

Il fatto che non avere una vera e propria trama, essendo una raccolta di scenette quotidiane, rende la lettura molto scorrevole e perfetta per chi viaggia spesso sui mezzi pubblici. Un viaggio in treno o in metro, ad esempio, potrebbe infatti essere un buon momento per leggere Panzerotta e Croccchetto, sia per le sue ridotte dimensioni che per il suo contenuto molto leggero.

E’ stata una lettura che mi ha fatto sorridere e che mi ha messa di buon umore, e spero che possa essere, o che sia stato, lo stesso anche per voi.

Mi farebbe molto piacere sapere se lo avete letto anche voi o se avete intenzione di farlo, e che cosa ne pensate.

Io vi saluto e vi lascio il link per acquistarlo su Amazon
http://amzn.to/2qWeCT2

 

 

 

 

 

 

Vi mostro i miei libri

Ben ritrovati, cari lettori.
Volevo fare questo post da tempo, ed ora che finalmente sono riuscita a disporre i miei libri in un modo sensato ed esteticamente accettabile, posso mostrarvi nel dettaglio cosa c’è nella mia libreria, e magari consigliarvi qualche lettura tra quelle che mi sono piaciute di più.

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Ho disposto tutti i libri su tre livelli, sfruttando anche il piano della scrivania per evitare di dover ricorrere alla fastidiosissima doppia fila, che nasconde i titoli e rende il tutto esteticamente più pesante.
Mi piacciono i colori accesi, quindi ho cercato di rendere questo spazio il più colorato possibile.

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Iniziando dal basso abbiamo:

  • Dracula di Bram Stoker;
  • Spavento di Domenico Starnone;
  • Aracoeli di Elsa Morante;
  • Tutti i libretti d’opera di Mozart, in due volumi;
  • Tutti i racconti del mistero, dell’incubo e del terrore di Edgar Allan Poe;
  • Canti di Giacomo Leopardi, comprato per un esame all’università;
  • I demoni di Dostoevskij;
  • Solo se interrogato di Domenico Starnone;
  • Eccesso di zelo di Domenico Starnone;
  • Il giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani;
  • Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi (questi due li comprai l’estate prima del quinto anno di liceo e li lessi per scuola);
  • L’alba di un mondo nuovo di Alberto Asor Rosa;
  • Terra! di Stefano Benni;
  • Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry
  • Poetica di Aristotele;
  • Il razzismo spiegato a mia figlia di Tahar Ben Jelloun;
  • Romanzi – Volume primo di Ernest Hemingway, con FiestaAddio alle armiMorte nel pomeriggio Verdi colline d’Africa;
  • Serpico di Peter Maas;
  • Verso identità nuove di Antonietta Pastorelli.

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Sopra questi libro ho esposto Canto di Natale di Charles Dickens illustrato da Patrick James Lynch.
Questo libro è un vero gioiello: ogni pagina ha la sua illustrazione, curata nei minimi dettagli, che impreziosisce la lettura di questo bellissimo classico.
Sicuramente un bel libro da tenere in casa.

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Proseguendo abbiamo:

  • Paese dell’anima di Ignazio Silone;
  • Pasolini. Su Pasolini: Conversazioni con Jon Halliday;
  • Mio figlio non sa leggere di Ugo Pirro;
  • Ma non è una cosa seria/Il gioco delle parti di Luigi Pirandello;
  • Quando si è qualcuno/La favola del figlio cambiato/I giganti della montagna di Luigi Pirandello;
  • L’esclusa di Luigi Pirandello;
  • Sei personaggi in cerca d’autore/Enrico IV di Luigi Pirandello;
  • La mosca di Luigi Pirandello;
  • Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa;
  • Intervista sul fascismo di Renzo De Felice;
  • Amleto di William Shakespeare;
  • Tecnica e pratica della psicoanalisi di Sigmund Freud;
  • Psicopatologia della vita quotidiana di Sigmund Freud;
  • Antologia scolastica di Isaac Asimov;
  • Lettere dall’Irlanda di Hermann von Puckler;
  • De profundis di Oscar Wilde;
  • Elogio della follia di Erasmo da Rotterdam;
  • La favola di Eros e Psiche di Apuleio;
  • Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino di Christian F.;
  • Lettere sulla tolleranza di John Locke;
  • Mozart. La più bella biografia del divino Amadeus di Wolfgang Hildesheimer;
  • Freud di Patrick Landman.

Questi sono per lo più libri che ho ereditato (quelli più vecchi), ma ce ne sono anche di miei in mezzo.

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La prima fila si conclude con:

  • La ballata del vecchio marinaio di Samuel Taylor Coleridge;
  • Il secolo breve di Eric J. Hobsbawm;
  • A piedi, in bicicletta di Erri De Luca – Fabio Pierangeli;
  • Fiabe Italiane di Italo Calvino;
  • Il ciclo di Shannara di Terry Brooks.

Ora saliamo al piano di sopra e vediamo un po’ di colore 🙂

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Sulla prima mensola abbiamo:

  • Tutti i romanzi e i racconti di Italo Svevo;
  • La grammatica di Dio di Stefano Benni;
  • New Italian Epic di Wu Ming;
  • Robin Hood di Alexandre Dumas;
  • Questa piaga nel petto di Antonietta Pastorelli;
  • Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepúlveda;
  • Teorema di Pier Paolo Pasolini;
  • Ragazzi di vita di Pier Paolo Paolini;
  • Zibaldone di Giacomo Leopardi;
  • Mein Kampf di Adolf Hitler;
  • Il nome della rosa di Umberto Eco;
  • Via col vento di Margaret Mitchell;
  • Sei pezzi facili di Richard P. Feynman;
  • Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello;
  • La fattoria degli animali di George Orwell;
  • Il garofano rosso di Elio Vittorini;
  • L’amore ai tempi del colera di Gabriel Garcìa Marquez;
  • 1984 di George Orwell;
  • Rime di Guido Cavalcanti;
  • Spiriti di Stefano Benni;
  • Che ci faccio qui? di Bruce Chatwin;
  • Il tempo materiale di Giorgio Vasta.

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Nella seconda metà del ripiano abbiamo:

  • Trionfo della morte/Le vergini delle rocce di Gabriele D’Annunzio;
  • Il piacere/Giovanni Episcopo/L’innocente di Gabriele D’Annunzio;
  • Tutte le novelle di Gabriele D’Annunzio;
  • Il fuoco/Forse che sì forse che no di Gabriele D’Annunzio;
  • Prose scelte di Gabriele D’Annunzio;
  • Guerra e pace di Tolstoj;
  • L’ultima lacrima di Stefano Benni;
  • Diario di Ettore Schmitz (il fratello di Italo Svevo, libro utilizzato per la tesi dell’università);
  • L’ultimo uomo di Mary Shelley;
  • Eneide di Virgilio;
  • Satyricon di Petronio Arbitrio;
  • De rerum natura di Lucrezio, in due volumi;
  • La compagnia dei celestini di Stefano Benni.

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Chiudono la fila:

  • L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera;
  • L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks;
  • Ione di Platone;
  • L’uomo che cadde sulla Terra di Walter Tevis;
  • Olga di carta. Il viaggio straordinario di Elisabetta Gnone.

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Terzo ed ultimo ripiano (ci avviciniamo alla fine):

  • Saltatempo di Stefano Benni;
  • Baudolino di Umberto Eco;
  • Carcere e viaggio a cura di Luciana Scarcia;
  • Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters;
  • Il poeta Archia di Cicerone;
  • Le Beatrici di Stefano Benni;
  • Convivio di Dante Alighieri;
  • Vita nova  di Dante Aligieri;
  • Storia d’Italia dal dopoguerra a oggi di Paul Ginsborg;
  • La Resistenza in Italia di Alessandro Peli;
  • Filastrocche in cielo e in terra di Gianni Rodari;
  • Il sentiero dei nidi di ragno di Elio Vittorini;
  • Le donne di Messina di Elio Vittorini;
  • L’importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde;
  • Dottor Niù di Stefano Benni;
  • Il processo di Franz Kafka;
  • La valle incantata di Robert Musil;
  • Il principe/La mandragola di Niccolò Machiavelli;
  • Nelle terre estreme di John Krakauer;
  • Gerusalemme liberata di Torquato Tasso;
  • Frankenstein di Mary Shelley;
  • Suo marito i Luigi Pirandello;
  • Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello;
  • In silenzio/Tutt’e tre/Dal naso al cielo di Luigi Pirandello.

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Nel mezzo abbiamo:

  • La luna e i falò di Cesare Pavese;
  • Il turno di Luigi Pirandello;
  • Amori senza amore di Luigi Pirandello;
  • Donna Mimma di Luigi Pirandello;
  • Via Gemito di Domenico Starnone;
  • Il cimitero di Praga di Umberto Eco;
  • The Cenci di Percy Bysshe Shelley;
  • La linea d’0mbra di Joseph Conrad;
  • La Sonata a Kreutzer di Tolstoj;
  • Doppio sogno di Arthur Schnitzler;
  • Fuga senza fine di Joseph Roth;
  • Tre racconti di Gustave Flaubert;
  • Benito Cereno di Herman Melville;
  • Il carteggio Aspern di Henry James;
  • Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald;
  • Precauzione inutile di Marcel Proust;
  • Una giornata di Luigi Pirandello;
  • Il fantasma di Canterville e altri racconti di Oscar Wilde;
  • Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf;
  • Cuore di cane di Michail Bulgakov;
  • Il colonnello Chabert di Honoré de Balzac;
  • Il banchiere anarchico e altri racconti di Fernando Pessoa;
  • Una fantasia del dottor Ox di Jules Verne;
  • La battaglia della vita di Charles Dickens;
  • Taràs Bulba di Nicolaj Gogol’;
  • Madame de Treymes di Edith Wharton;
  • Storia straordinaria di Peter Schlemihl di Adalbert von Chamisso;
  • La notte di Villa Diodati di Shelley – Byron – Polidori;
  • Discorso sul metodo di Cartesio;
  • Notre-Dame de Paris di Victor Hugo.

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Chiudiamo la fila con:

  • Le notti di Salem di Stephen King;
  • Hitler e il Nazismo di Ezio Collotti;
  • I Viceré di Federico De Roberto;
  • L’uomo Ombra di Giampiero Bernardini;
  • La Divina Commedia di Dante Alighieri.

Esposti su questa mensola ci sono:

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  • Tinder di Sally Gardner;

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  • Tutte le poesie di Eugenio Montale.

Infine ho riservato un angolino per Tolkien, e vi ho esposto:

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  • Il Signore degli anelli;
  • Il Silmarillion;
  • Il Signore degli anelli illustrato da Alan Lee.

Questa è tutta la mia collezione al completo.
Lo so, il post è molto lungo… ma ho preferito concentrare tutto in una volta che suddividere in più parti.

Fatemi sapere cosa ne pensate e se trovate questi libri interessanti oppure no.

Lasciate un link nei commenti con le descrizioni delle vostre librerie, sarò felice di farci un salto 🙂

Consigli di lettura:

Vi consiglio alcuni libri che mi sono piaciuti sperando che possano piacere anche a voi:

 

 

 

 

 

 

“Olga di carta: il viaggio straordinario” di Elisabetta Gnone

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Finalmente.
Lo volevo da quando è uscito e quest’anno il Natale è stato generoso con me.

Proverò a parlarvi di questo libro che ho appena concluso così come mi viene, senza stare troppo a pensarci o a ragionarci, perché si tratta di un libro che lascia molte sensazioni… e le sensazioni non sono razionalizzabili.hd650x433_wm

Per me leggere Olga di carta è stato come mangiare uno di quei pasticcini di pasta frolla ripieni di crema e guarniti con frutti di bosco.
E’ un libro tenero, dolce e delicato che profuma di bosco d’estate.
E’ come un quadro con i colori di un campo di grano in un giorno di sole estivo.
E’ la morbida carezza di una fresca brezza dopo un tuffo nel lago in un pomeriggio caldo.
E’ sedersi all’ombra di un albero a guardare il cielo azzurro mentre intorno è tutto un frinìo di cicale.

19741926La storia è quella di Olga Papel, una bambina che vive nel paesino di Balicò, uno come ce ne sono tanti in Italia, dove il tempo sembra essersi fermato e dove la gente vive di tradizioni, di chiacchiere davanti un bar e di messe la domenica mattina.
Olga ha 11 anni ed in paese è famosa per le storie che racconta, così dettagliate e ben narrate che tutti si chiedono se siano vere.
Un giorno, per consolare il suo amico Bruco dalle prese in giro di bulli che lo perseguitano a causa del suo carattere debole e del suo marcato rotacismo, Olga inizia a raccontare la storia di una bambina di carta che non voleva più essere di carta, e per questo decide di intraprendere un lungo viaggio per chiedere alla maga Ausolia di trasformarla in una bambina normale, come tutte le altre.
Il viaggio si rivelerà lungo, faticoso e pieno di pericoli ma la bambina di carta incontrerà tanti amici che l’aiuteranno e che le faranno scoprire quanto lei sia forte nonostante sia fatta di fragile carta.
Per tutto il viaggio la bambina di carta penserà a qual è la sua dote, a cosa la contraddistingue come individuo… e alla fine non solo la troverà, ma capirà che la normalità non esiste perché ognuno è speciale e unico al mondo.

Uno stile semplice e scorrevole, adatto ai più piccoli, Olga di carta è una favola moderna che profuma di antico per i bambini che amano viaggiare con la fantasia e per gli adulti che vogliono riscoprire la semplicità e la dolcezza.

Io non posso che consigliarvi questo libro meraviglioso.

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I libri del mio 2016.

Il 2016 è ormai finito ed è tempo di bilanci.
Questo è stato per me un anno splendido per quanto riguarda l’argomento “libri”: un ritorno alla lettura di piacere e la scoperta di tanti titoli e scrittori nuovi.
Ma procediamo per ordine.
Durante i primi tre mesi dell’anno sono stata impegnata con la tesi di laurea, quindi ho letto parecchie cose per lo più di critica letteraria, visto che le opere dell’autore le avevo terminate già da qualche mese (la mia tesi è un’analisi di Corto viaggio sentimentale, novella incompiuta di Italo Svevo) e, dal momento che non si tratta di romanzi, non ne terrò conto. Ma nonostante il lavoro di ricerca per l’università sono comunque riuscita a leggere il primo librone di Martin, ovvero Il Gioco del Trono. Libro primo delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.
Dal mese di marzo in poi ho letto come non leggevo da anni e sono riuscita a portare a termine 16 libri. Ok, non sono tantissimi, ma ce ne sono anche parecchi che ho abbandonato a metà perché non mi stavano piacendo e che non citerò.
Dopo Il Gioco del Trono ho letto Tinder di Sally Gardner, Sette minuti dopo la mezzanotte di Patrick Ness, L’imprevedibile viaggio di Harold Fry di Rachel Joyce e L’uomo che cadde sulla terra di Walter Tevis. Questi quattro libri li ho letti in 4 o 5 settimane uno dietro l’altro e sono state 4 piacevolissime letture.
Poi è stata la volta de Il diario di Bridget Jones di Helen Fieldin e de Lo scontro dei re. Libro secondo delle Cronache del Ghiaccio e del fuoco di Martin. Il libro di Bridget Jones l’ho trovato esilarante e molto molto piacevole: mi ha sorpresa superando di gran lunga tutte le mie aspettative, quindi ve lo consiglio vivamente.
Dopo ancora sono venuti i due libri su Robin Hood di Alexandre Dumas, ovvero Il principe dei ladri Il proscritto, con la loro giocosa leggerezza a metà tra la leggenda, il fiabesco e la ballata d’altri tempi.
A maggio poi cadeva il mio compleanno e mi è stato regalato Star Rats di Leo Ortolani. Se non conoscete Leo Ortolani vi prego cercatelo, compratelo e leggetelo. Il genio che ha creato il personaggio di Rat-Man. Non conosco fumetto più divertente.
Arriviamo all’estate. La mia principale lettura da ombrellone di quest’anno è stata Via col vento di Margaret Mitchell che è un capolavoro assoluto. Meraviglioso, stupendo, fantastico, bellissimo, lo adoro. Ne ho parlato per settimane su questo blog, tanto che credo di aver esaurito tutte le mie parole al riguardo.
Invece la seconda lettura estiva è stata L’amuleto di Samarcanda di Jonathan Stroud. Molto carino. E’ il primo libro della Trilogia di Bartimeus, diventata tetralogia nel 2010. Maghi, magia, folletti, demoni, inganni… fateci un pensierino, ne vale la pena.
Poi è stata la volta di Tempesta di spade. Libro terzo delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco (sempre di Martin) e, ad ottobre, sono iniziati gli incontri del Salotto di lettura della Pennylane che hanno visto il romanzo I Buddenbrook di Thomas Mann come protagonista delle discussioni settimanali.
Dal momento che il salotto si è concluso a dicembre (il libro era bello corposo), nel frattempo ho letto anche L’occhio del Golem di Jonathan Stroud (secondo capitolo della Trilogia di Bartimeus) e, da Natale ad oggi, 29 dicembre, ho letto il meraviglioso Canto di Natale di Charles Dickens.

La cosa bella di questo 2016 è stata scoprire che esistono comunità di lettori sui vari social che si scambiano idee, opinioni e consigli. E’ un bel modo per arricchirsi. Ed è stato proprio grazie a questa tipologia di lettori che ho potuto scoprire libri per me nuovi, che non conoscevo prima. Tutto questo mi ha portata ad aprire il blog che ora state leggendo e, qualche giorno fa, anche un canale su YouTube che spero prenderà una buona piega.

Questo è stato in breve il lato libroso del mio 2016.

Vi faccio i migliori auguri di un felice anno nuovo e vi rimando al 2017.

capodanno

– Ophelia –

 

 

 

 

 

I miei 4 libri preferiti.

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Salve a tutti!
Come state trascorrendo l’estate?
State leggendo?
Che libri avete sul comodino?
Io ho deciso di dedicare questi mesi estivi alla lettura di Via col Vento di Margaret Mitchell e, sebbene sia arrivata appena alla metà del libro, mi sento di dire che è una delle migliori letture che abbia mai affrontato.
Rendermi conto di questo mi ha fatto pensare a quali sono effettivamente i libri che mi sono piaciuti di più tra tutti quelli che ho letto, ed eccone quindi una breve descrizione.
Fatemi sapere se li avete letti e se sono piaciuti anche a voi 🙂

  1. Il Signore degli Anelli di John R.R. Tolkien. L’ho letto quando avevo 18 anni. Ricordo che impiegai parecchio tempo per finirlo, ma ricordo anche che fu una scoperta sensazionale e credo proprio che lo rileggerò tra non molto. Ambientazioni stupende, costruzione dei personaggi ottima, descrizioni accuratissime, poesia, magia, combattimenti epici. Insomma…tanto amore per questa trilogia.
  2. Il Nome della Rosa di Umberto Eco. Unico libro che ho letto di Eco all’età di 19-20 anni. Io ho un debole per i romanzi storici e ho trovato in questo libro un’ambientazione molto accurata e realistica, che ti permette di entrare perfettamente in nel mondo descritto. La storia è sviluppata in modo impeccabile e termina in un finale commovente, ed anche i personaggi sono molto realistici a testimonianza della maestria dell’autore. Leggerò sicuramente altro di Umberto Eco, sperando che anche tutto il resta regga il confronto con questo meraviglioso romanzo.
  3. Notre-Dame de Paris di Victor Hugo. Letto all’età di 22 anni. Altro romanzo storico di una bellezza disarmante. Ho adorato in particolare il capitolo dedicato all’architettura delle cattedrali. Non posso che consigliarvene la lettura.
  4. Via col Vento di Margaret Mitchell. Ancora un romanzo storico. Credo di aver visto la trasposizione cinematografica una quindicina di volte e mai mi sarei aspettata di trovare così tanto in questo libro. Nel film il triangolo amoroso tra Rossella, Ashley e Rhett è il fulcro attorno al quale si muove la narrazione, e questo ne fa un film prettamente romantico a mio avviso. Il libro è tutt’altro: è la crescita e la maturazione di una ragazzina capricciosa e viziata che si trova a dover combattere per sopravvivere e a diventare una donna forte, coraggiosa e senza scrupoli, è la testimonianza di una società e di una civiltà spazzata via dalla ferocia della guerra ed è il racconto di come il Sud ha vissuto la Guerra di Secessione contro gli stati del Nord America e di come la sua gente è sopravvissuta alla miseria e ai saccheggi delle truppe yankee, e solo dopo tutto questo ci arriva la storia travagliata di un triangolo amoroso. Quindi non pensate che sia solamente un romanzo rosa, perché è molto di più.

Questi sono i miei 4 libri preferiti.
Ora sono curiosa di sapere quali sono i vostri 😉

Un saluto e alla prossima.