“Da quassù la Terra è bellissima” di Toni Bruno

Pubblicata il 9 giugno 2016 dalla casa editrice BAO PublishingDa quassù la Terra è tonibellissima è l’ultimo lavoro del fumettista Toni Bruno, autore di altre graphic novel come Non mi uccide la morte – La storia di Stefano Cucchi (Castelvecchi Editore, 2009),  Lo psicotico domato (Nicola Pesce editore, 2010) e Kurt Cobain. Quando ero un alieno (Edizioni BD, 2013).

E’ considerato da molti una dei migliori albi a fumetti del 2016, la cui narrazione riesce a coinvolgere fin dall’inizio, mantenendo sempre molto alta la concentrazione del lettore.

Uno di quei libri da leggere tutto d’un fiato.

La vicenda si svolge negli anni Sessanta, tra Stati Uniti e Unione Sovietica, in piena guerra fredda.
Il contesto in cui si sviluppa il racconto è quello della corsa allo spazio, tra cosmonauti, addestramenti e rampe di lancio: uno sfondo che ben si amalgama ad una vicenda molto intimistica tra due uomini appartenenti a due mondi in conflitto.
Akim Smirnov e Frank Jones, i due protagonisti, sono personaggi molto diversi: il primo è un astronauta russo, ed il secondo è uno studente di psicologia squattrinato che vive in America.
Smirnov è ormai un eroe nazionale che però, dal suo ultimo viaggio in orbita, non riesce più ad affrontare i test che precedono il lancio a causa di un perenne senso di angoscia e frustrazione che lo paralizza.
Jones è un ansioso studente universitario disorganizzato che spesso si ritrova a fare i conti con attacchi di panico e crisi d’ansia.
Il fatto di vivere un disagio molto simile farà di Jones l’unico uomo in grado di curare Smirnov che, affrontando i mosti di un passato difficile, ritroverà la forza di guardare avanti.

Il punto di forza di questa graphic novel è senz’altro il coinvolgimento emotivo che suscita nel lettore, grazie alle atmosfere ricreate negli scenari dei disegni, e grazie soprattutto alla progressione narrativa, che non vede sbavature di alcun tipo nelle sue 204 pagine.
I personaggi, poi, sono ben caratterizzati e ben inseriti nel contesto storico e politico che ospita la storia. Inoltre essi hanno un trascorso e un mondo interiore che li rende assolutamente credibili e completi.

La sensazione che si prova dopo aver terminato la lettura è la stessa che può lasciare la visione di un bel film, anche (e soprattutto) perché la storia non è divisa in capitoli, ed in questo modo tutto risulta essere più unitario e compatto nella mente del lettore.

Insomma, non posso che consigliarvi questa meravigliosa graphic novel, augurandovi un buon viaggio attraverso le regioni più oscure della psiche umana.

Annunci

“X-Men: Magneto Testament” di Greg Pak e Carmine di Giandomenico

Ho iniziato la lettura di questa graphic novel spinta dall’ondata di sorprendente meraviglia51mm0znudl-_sy344_bo1204203200_ che scaturita dalla visione del film Logan – The Wolverine di James Mangold, attualmente in sala.

Magneto Testament è il mio primissimo tentativo di approccio al mondo degli X-Men dei fumetti.
So benissimo che probabilmente avrei fatto meglio ad addentrarmi direttamente nel vivo delle vicende degli X-Men, ma scoraggiata ed indecisa di fronte ai titoli delle troppe testate, ho pensato che un avvicinamento “da lontano” avrebbe reso meno traumatico l’impatto.

Questo volume, firmato Marvel, racconta l’infanzia del personaggio di Magneto, il cui vero nome è Max Eisenhardt, che vive in prima persona il dramma della persecuzione e dello sterminio degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale.

Schindlers-List-Oliwia-Da-010Ho trovato i disegni veramente molto belli, con l’atmosfera tipica che siamo abituati a vedere nel cinema della Shoah.
Le copertine dei 5 volumi, in particolare, con queste immagini totalmente grige e fumose e con il dettaglio rosso, sono un chiaro riferimento a Shindler’s List e alla famosa bambina dal cappotto rosso, che si allontana dalla folla in marcia e si nasconde sotto il letto non vista da nessuno.

Insomma veramente molto bello ed elegante lo stile di Carmine magneto-testament-04-page-015Di Giandomenico, il disegnatore italiano che dal 2004 si è fatto valere in America, collaborando prima con la Marvel e poi con la DC comics.

Ma ora veniamo a qualche considerazione sulla storia e sulla narrazione.

Sostanzialmente quest’opera ha come unico scopo quello di raccontarci la giovinezza di Magneto, con tutte le difficoltà e le sofferenze che può incontrare un ragazzo ebreo cresciuto nella Germania nazista.
La trama del racconto si snoda dal 1935 fino al 1948, e va dalle prime discriminazioni razziali, fino alla liberazione dai campi di sterminio da parte dell’esercito americano.

E’ un lavoro storicamente ben accurato e ben documentato, e descrive molto bene le varie fasi del piano di sterminio degli ebrei… ma a mio avviso presenta una carenza abbastanza rilevante che gli impedisce di essere un’ottima graphic novel: la mancata profondità dei personaggi.
Non ho trovato, infatti, nessuno spessore a livello psicologico, nessuna introspezione, nessuna manifestazione di un qualsiasi tipo di sentimento, neanche da parte del protagonista.
Penso che il giovane Magneto avrebbe potuto trasmettere e raccontare molto di più della sua tragica esperienza, anche semplicemente con pensieri e riflessioni o con semplici confidenze. E invece… è un personaggio sempre triste e molto silenzioso, che parla poco e che non esterna mai il suo dolore.

Insomma non ho trovato lo spessore e la caratterizzazione che mi aspettavo, ed è un peccato, perché con un maggiore approfondimento psicologico di Max, unitamente all’accuratezza storica e alle bellissime tavole, sarebbe stata veramente una gran bella lettura.

E voi cosa ne pensate?
Avete letto questa graphic novel?