Leggere Harry Potter a 27 anni – Parte III

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

Continua la mia lettura tardiva della saga di Harry Potter. 71C2wmHIeBL
In questi giorni ho letto il terzo volume ed ho divorato le pagine cavalcando l’ondata di entusiasmo che mi ha travolto dopo Harry Potter e la camera dei segreti (di cui trovate la recensione qui), che ritengo essere, fino ad ora, il miglior libro della saga.

Anche in questo terzo volume torna la struttura dei precedenti e di nuovo tutta l’azione viene scandita dai vari momenti dell’anno scolastico.

Rispetto al precedente, lo stile rimane pressoché invariato, ma si incontrano tante novità a livello narrativo che preparano a quello che verrà con i prossimi libri.

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban è quindi un ponte tra l’Harry bambino e l’Harry adolescente, ed insieme a lui cresce anche l’intreccio narrativo che si fa più adatto ad un pubblico di ragazzi.

Anche se ho preferito la storia narrata in Harry Potter e la camera dei segreti, mi hanno molto incuriosito le novità che la Rowling ha inserito in questo terzo libro.
Qui per la prima volta Harry non si ritrova faccia a faccia con Voldemort e non è il bersaglio di un premeditato assassinio che per mesi tiene in allerta l’intero castello di Hogwarts, ma il finale, totalmente inaspettato, distende la tensione che ha pervaso i nervi del lettore fin dai primi capitoli, terminando in una piacevole quiete che mette di buon umore.

Tra le cose che più mi sono piaciute di questo libro c’è il momento in cui Piton viene a sapere che Harry infrange le regole della scuola, ed il suo rimprovero mentre cerca di farlo confessare è veramente divertente!

Poi tra Patronus, Animagi, GiraTempo e padrini segreti… non vedo l’ora di andare avanti con la lettura.

Detto questo, ho una domanda che mi perseguita dall’inizio del libro:
– Ma Harry se ne andrà mai da casa dei Dursley?

 

Link ai libri di Harry Potter letti fino ad ora:
– Harry Potter e la pietra filosofale
– Harry Potter e la camera dei segreti 
– Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

 

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Leggere “Harry Potter” a 27 anni – Parte II

Harry Potter e la Camera dei Segreti

Continua la mia lettura di Harry Potter alla scoperta del fantastico mondo di Hogwarts.9788867158133_harry_potter_e_la_camera_dei_segreti
Dal momento che ho già fatto una bella premessa sul perché ho totalmente ignorato tutto ciò che riguarda il maghetto con la cicatrice a forma di saetta qui, spiegando anche il perché io abbia deciso di leggerlo solo ora, passerò direttamente a parlarvi del libro.

Inizialmente, devo dire, non avevo grandi aspettative proprio perché Harry Potter e la Pietra Filosofale non mi aveva convinto molto. E INVECE.

La struttura narrativa è identica a quella del libro precedente e si divide in cinque momenti:
1. fine delle vacanze estive, che per Harry terminano sempre nel peggiore dei modi;
2. fuga da casa Dursley e inizio dell’anno scolastico;
3. con l’avvicinarsi delle vacanze di Natale iniziano a succedere cose strane ad Hogwarts ed Harry, Hermione e Ron si sentono in dovere di investigare per il bene della scuola correndo diversi pericoli ed infrangendo numerose regole scolastiche;
4. i tre risolvono il mistero ed Harry finisce da solo ad affrontare il cattivone di turno (che è sempre lo stesso, per ora) in una camera buia e con un mostro enorme;
5. con la fine dell’anno scolastico la pace torna ad Hogwarts, e Grifondoro guadagna tantissimi punti grazie alle prodezze del coraggioso e generoso Harry Potter.

Ma c’è da dire che nonostante questo libro sia totalmente ricalcato sul primo capitolo della saga, la scrittura è più matura, più brillante e divertente. Infatti la Rowling mantiene alta l’attenzione del lettore già dalle primissime pagine con situazioni divertenti e paradossali magistralmente descritte.
Harry è cresciuto molto rispetto al libro precedente e ormai appartiene al mondo dei maghi. E’ molto più sicuro di sé e, sebbene ignori ancora molto dei suoi reali poteri e della realtà in cui è stato catapultato, ha acquisito coraggio e scaltrezza.
Insomma, il piccolo e disorientato Harry è diventato un personaggio veramente interessante.

A testimonianza del fatto che si tratta di un libro più maturo del precedente, troviamo le tematiche trattate. Si rafforza notevolmente il sentimento di amicizia che lega Harry, Hermione e Ron, che lascia intravedere anche il sentore di sentimenti più profondi. Si parla poi moltissimo di razzismo poiché tutta la trama del libro ruota attorno al tentativo di impedire l’accesso ad Hogwarts (e quindi al mondo magico) a tutti i mezzosangue, ovvero coloro che hanno ereditato poteri magici pur provenendo da famiglie di babbani o da matrimoni misti tra maghi e babbani. Tant’è vero che i vari attentati che si verificano durante l’anno scolastico hanno come bersaglio soprattutto i mezzosangue e i magonò (= figlio di maghi che non ha ereditato alcun potere magico).

L’atmosfera è ben più tesa rispetto al primo libro e molto più cupa e, a tratti, veramente inquietante, e se dovessi classificare Harry Potter e la Camera dei Segreti all’interno di un genere letterario non lo identificherei certo con il genere fantasy, perché la magia e le creature fantastiche fanno solo da sfondo ad una narrazione piena di suspense e colpi di scena tipica del romanzo thriller.

Che altro dirvi? Io ho fatto fatica a staccarmi dalle pagine di questo libro e sono stata tentata di iniziare subito il successivo.
So che probabilmente lo avrete letto tutti ma, se così non fosse, correte a leggere Harry Potter sgombri di qualsiasi pregiudizio possiate avere.
Non ve ne pentirete.

 

 

Vi lascio i link ai libri citati:
– Harry Potter e la Camera dei Segreti
– Harry Potter e la Pietra Filosofale

 

 

 

Leggere “Harry Potter” a 27 anni – Parte I

Harry Potter e la Pietra Filosofale

Pubblicata per la prima volta nel giugno del 1997, la saga del maghetto più famoso del 9788867158126.1000mondo, che ha stregato e affascinato migliaia e migliaia di bambini della mia generazione, quest’anno compie 20 anni.
Immagino che voi ne eravate già al corrente… io invece l’ho saputo solo qualche giorno fa, quando ormai la mia PRIMA LETTURA di Harry Potter e la Pietra Folosofale era già bella che avviata.

Come mai ho deciso di iniziare la saga di Harry Potter alla tenera età di 27 anni?
Per pura curiosità.
Insomma… se la Rowling è riuscita a guadagnarsi tutti questi fans, sicuramente varrà la pena leggere la saga che l’ha resa così famosa.
Quindi, munitami forza e coraggio e senza pensare troppo allo sconfinato numero di pagine da affrontare, ho iniziato la lettura di questa saga famosissima.

Purtroppo le mie prime impressioni non sono state delle migliori, infatti ho trovato la lettura quasi noiosa fino a circa metà del libro, quando (finalmente) iniziano a comparire i primi misteri ed i primi colpi di scena che vanno a complicare e ad arricchire la trama. Ed è proprio a causa di questo disinteresse iniziale che ci ho messo fin troppo tempo a leggere questo primo volume, e spero vivamente di trovare i prossimi molto più scorrevoli ed interessanti… altrimenti sarà dura arrivare alla fine della saga.

Io credo di aver visto i primi tre film (o forse quattro) dedicati alla serie di Harry Potter, ma con il passare degli anni li ho completamente rimossi dalla mia memoria, quindi la mia è una lettura totalmente nuova (anche perché sono riuscita a tenermi ben alla larga da spoiler di vario tipo, seppur involontariamente).

Ma ora voglio dirvi cosa ho apprezzato di questo libro e cosa no, senza dilungarmi ulteriormente.

Sicuramente una caratteristica positiva del libro è la scorrevolezza della scrittura, che è molto lineare ed utilizza un linguaggio semplice, ma ho sentito la mancanza di un’introspezione anche minima dei personaggi principali, che li rendesse più credibili e che facilitasse l’immedesimazione del lettore.
Si, ok, è un libro per bambini e deve essere adatto ad un pubblico molto giovane, ma ultimamente ho letto altri libri indirizzati a questa fascia di età e non ho sentito affatto la mancanza di una profondità dei protagonisti (mi sto riferendo in particolar modo ad Olga di carta di Elisabetta Gnone ed alla Trilogia di Bartimeus di Jonathan Stroud)… ma in fondo siamo solo al primo libro, immagino che ci sarà tempo per incastrare bene tutti i pezzi.

Un’altra cosa che mi ha lasciata un po’ perplessa è stata la rapidità con cui Harry passa da una situazione di sfortuna più nera ed assoluta ad essere il maghetto più fortunato e talentuoso del mondo. Una volta entrato ad Hogwarts, in pratica, il nostro Harry non fa che infrangere le regole della scuola, ma invece di essere punito viene spesso e volentieri premiato in modo esagerato. Insomma, va bene la trama semplice e carina, va bene il modo fantastico e meraviglioso dei maghi che rende tutto più bello, ma senza esagerare, eh.

Molto belle invece le atmosfere che la Rowling è riuscita a creare: gli ampi saloni della scuola, scale che cambiano strada, fantasmi che girano, ritratti appesi ai muri che vanno a farsi un giro quando si annoiano, foreste incantate, centauri, unicorni, draghi… tutto veramente suggestivo e molto bello: il vero punto di forza in questo libro, a parer mio.

Ma la cosa che mi è piaciuta di più e che mi ha convinto a proseguire la lettura della saga è stato l’incontro finale tra Harry Potter e Voldemort nell’inquietantissima la scena in cui il professor Raptor si toglie il turbante e scopre il volto del suo padrone, troppo debole per abitare in un corpo proprio.
Un’immagine da brivido, direi.

Che altro dirvi? E’ stata una lettura iniziata nel modo sbagliato, forse con poca voglia e con qualche pregiudizio, ma ora sono molto curiosa di scoprire come andrà avanti la storia di Harry Potter e del suo temibilissimo nemico.

 

Potete trovare l’edizione che ho letto cliccando qui

Altri libri citati:
Olga di carta
Il ciclo di Bartimeus