Mid Year Book Freak Out Book Tag

Buona sera a tutti, cari lettori.
Ultimamente sono un po’ assente (un po’ più del solito), e mi giustifico dicendovi che il caldo mi sta togliendo la voglia di fare qualsiasi cosa, anche di leggere.
Ma supererò questo periodo e tornerò a scrivere qui sopra con più frequenza.
Promesso.

Ma ora iniziamo a rispondere alla nomina di Baylee (che ringrazio) a questo simpatico booktag.

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Miglior libro che hai letto per ora nel 2017

Sicuramente I Fratelli Karamazov di Dostoevskij. Non nego che sia stata una faticaccia leggerlo tutto, ma ne è valsa veramente la pena.

Miglior sequel che hai letto per ora nel 2017

L’unico sequel che ho letto quest’anno è La porta di Tolomeo di Jonathan Straud, ovvero il terzo volume della Trilogia di Bartimeus.

Nuova uscita che non hai letto ma che vuoi leggere

Sarei molto curiosa di leggere La più amata di Teresa Ciabatti.

Nuova uscita che attendi con trepidazione per la seconda metà dell’anno

In realtà nessuna. Non sto molto dietro alle nuove uscite, in genere le mie scelte di lettura riguardano libri già usciti da anni.

Peggior libro

Sicuramente Dodici di Zerocalcare. Dopo La profezia dell’armadillo non riesco proprio ad apprezzarlo.

Miglior sorpresa

Da quassù la Terra è bellissima di Toni Bruno. Veramente una bellissima graphic novel.

Nuovo autore preferito (nuovo per te o che ha appena debuttato)

Quest’anno ho scoperto Milan Kundera con L’insostenibile leggerezza dell’essere e sono curiosa di leggere altro di questo autore.

Nuova crush letteraria

Beh… direi Bartimeus.

Un libro che ti ha fatto piangere

Piangere no, ma ci è andato vicino. Sto parlando de La storia infinita di Michael Ende.

Un libro che ti ha reso felice

Sicuramente Olga di carta di Elisabetta Gnone: tanta dolcezza e tanta allegria.

Nominati

Take a book and drink a coffee with me

Pensieri spelacchiati

Pistacchi di carta

La libreria di Gabri

Lea e l’inchiostro

LUNA LOVEBOOK

 

 

 

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“X-Men: Magneto Testament” di Greg Pak e Carmine di Giandomenico

Ho iniziato la lettura di questa graphic novel spinta dall’ondata di sorprendente meraviglia51mm0znudl-_sy344_bo1204203200_ che scaturita dalla visione del film Logan – The Wolverine di James Mangold, attualmente in sala.

Magneto Testament è il mio primissimo tentativo di approccio al mondo degli X-Men dei fumetti.
So benissimo che probabilmente avrei fatto meglio ad addentrarmi direttamente nel vivo delle vicende degli X-Men, ma scoraggiata ed indecisa di fronte ai titoli delle troppe testate, ho pensato che un avvicinamento “da lontano” avrebbe reso meno traumatico l’impatto.

Questo volume, firmato Marvel, racconta l’infanzia del personaggio di Magneto, il cui vero nome è Max Eisenhardt, che vive in prima persona il dramma della persecuzione e dello sterminio degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale.

Schindlers-List-Oliwia-Da-010Ho trovato i disegni veramente molto belli, con l’atmosfera tipica che siamo abituati a vedere nel cinema della Shoah.
Le copertine dei 5 volumi, in particolare, con queste immagini totalmente grige e fumose e con il dettaglio rosso, sono un chiaro riferimento a Shindler’s List e alla famosa bambina dal cappotto rosso, che si allontana dalla folla in marcia e si nasconde sotto il letto non vista da nessuno.

Insomma veramente molto bello ed elegante lo stile di Carmine magneto-testament-04-page-015Di Giandomenico, il disegnatore italiano che dal 2004 si è fatto valere in America, collaborando prima con la Marvel e poi con la DC comics.

Ma ora veniamo a qualche considerazione sulla storia e sulla narrazione.

Sostanzialmente quest’opera ha come unico scopo quello di raccontarci la giovinezza di Magneto, con tutte le difficoltà e le sofferenze che può incontrare un ragazzo ebreo cresciuto nella Germania nazista.
La trama del racconto si snoda dal 1935 fino al 1948, e va dalle prime discriminazioni razziali, fino alla liberazione dai campi di sterminio da parte dell’esercito americano.

E’ un lavoro storicamente ben accurato e ben documentato, e descrive molto bene le varie fasi del piano di sterminio degli ebrei… ma a mio avviso presenta una carenza abbastanza rilevante che gli impedisce di essere un’ottima graphic novel: la mancata profondità dei personaggi.
Non ho trovato, infatti, nessuno spessore a livello psicologico, nessuna introspezione, nessuna manifestazione di un qualsiasi tipo di sentimento, neanche da parte del protagonista.
Penso che il giovane Magneto avrebbe potuto trasmettere e raccontare molto di più della sua tragica esperienza, anche semplicemente con pensieri e riflessioni o con semplici confidenze. E invece… è un personaggio sempre triste e molto silenzioso, che parla poco e che non esterna mai il suo dolore.

Insomma non ho trovato lo spessore e la caratterizzazione che mi aspettavo, ed è un peccato, perché con un maggiore approfondimento psicologico di Max, unitamente all’accuratezza storica e alle bellissime tavole, sarebbe stata veramente una gran bella lettura.

E voi cosa ne pensate?
Avete letto questa graphic novel?

 

 

 

 

 

 

 

LIEBSTER AWARD #1/2017

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Ecco il primo Liebster Award del 2017!
E’ sempre un piacere scoprire le abitudini dei lettori che seguiamo o che ci seguono, quindi ringrazio leggerechepassioneblog per la nomina e inizio a rispondere alle sue domande… ma prima il regolamento!

-Pubblicare il logo del Liebster Award sul proprio blog
-Ringraziare il blog che ti ha nominato e seguirlo
-Rispondere alle sue 11 domande
-Nominare a tua volta altri 11 blogger con meno di 200 follower
-Formulare altre 11 domande per i blogger nominati
-Informare i blogger della nomination

  1. Avete preferenza tra libro e film tratto da esso?
    In genere preferisco il libro ad un film tratto da esso, anche se a volte conoscere il libro influisce sul giudizio del film.
  2. Riuscite a leggere in tutti i posti e con molto chiasso o dovete essere per forza da soli?
    No… con rumore o gente intorno non riesco a concentrarmi: per poter leggere devo stare da sola, anche perché spesso lo faccio ad alta voce.
  3. C’è stato un libro che non siete riuscite a digerire che pensate sia brutto?
    Si, I Malavoglia di Verga. Non sono riuscita a finirlo.
  4. Siete più favorevoli al film tratto dal libro o alla serie Tv tratta dal libro?
    Non saprei… forse preferisco i film tratti dai libri piuttosto che le serie TV.
  5. Vi piace di più una copertina semplice o molto elaborata? Avete una copertina preferita?
    Non è la copertina la cosa che in genere mi spinge a comprare il libro, ma prediligo le copertine disegnate. Al momento la mia copertina preferita è quella di Olga di carta. Il viaggio straordinario di Elisabetta Gnone.
  6. Avete una lista dei libri che volete leggere in continuo aggiornamento?
    No, in genere non faccio liste di questo tipo perché leggo sempre quello che mi ispira al momento, e perché poi la lista diventerebbe chilometrica e non riuscirei mai a stare al passo.
  7. Usate un segnalibro personalizzato?
    Uso gli stessi segnalibri da almeno una decina d’anni e no, non sono personalizzati.
  8. Canzone preferita in questo periodo?
    It’s Another Day of Sun
    di La La Land. Trovo che metta di buon’umore.
  9. Quale libro state leggendo?
    Al momento troppi:
    I fratelli Karamazov di Dostoevskij;
    La porta di Tolomeo di Jonathan Stroud (terzo capitolo della Trilogia di Bartimeus);
    Lezioni di scrittura creativa del Gotham Writers’ Workshop;
    Lettere dall’Irlanda di Hermann von Puckler;
    Che ci faccio qui? di Bruce Chatwin.
    Prima o poi ce la farò ad uscire da questa situazione. Lo so.
  10. Qual è il vostro momento preferito per immergervi nella lettura?
    Dopo pranzo e dopo cena.
  11. Il/la vostro/a scrittore/trice preferita?
    Al momento non ce n’è uno in particolare. Al liceo mi piacevano molto i libri di Stefano Benni. Ultimamente ho molto apprezzato I Buddenbrook di Thomas Mann e Canto di Natale di Charles Dickens.
  12. Come è stato chiesto a me, lo vorrei chiedere anche a voi. Avete una citazione preferita?
    Ehmmm… direi di no.

Ed ora ecco le mie domande:

  1. Qual è il tuo genere letterario preferito?
  2. Preferisci acquistare libri on line o compri solo in libreria?
  3. Leggi mai in digitale?
  4. Sei un lettore fin da quando eri bambino o ti sei avvicinato alla lettura successivamente?
  5. Preferisci le saghe o i romanzi auto conclusivi?
  6. Preferisci leggere un libro da solo o in un gruppo di lettura?
  7. Perché hai deciso di aprire un blog?
  8. Un classico che proprio non riesci ad apprezzare ma che sembra piacere a tutti.
  9. Un libro che ti è piaciuto tantissimo ma che nessun altro sembra apprezzare.
  10. Leggi anche graphic novel?
  11. Consigliami il libro che ti è piaciuto di più in assoluto.

Ora nominerò 11 blog che hanno meno di 200 follower:

  1. The Book of Writer
  2. Fall in “Books”
  3. A tavola coi libri
  4. Book, lipstick & tea
  5. Milioni di particelle
  6. Canti delle balene
  7. Il Lettore Curioso
  8. Amati Libri
  9. Kerouaclibriebicchieri
  10. Guru Meditation
  11. Caduta Libera

 

“La Storia Infinita” di Michael Ende

Prendete un fantasy classico, aggiungete una manciata di avventura, un pizzico di fiabesco, mescolate il tutto con un romanzo di formazione e avrete ottenuto La Storia Infinita.
Un bellissimo ed entusiasmante romanzo ed un ottimo modo per iniziare un nuovo anno di letture!

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Avevo in casa questo libro da una decina d’anni circa e, sempre indecisa sull’iniziarlo o meno, ne ho rimandato la lettura fino ad ora. E non ho ancora capito se ho fatto bene o male ad evitarlo così a lungo. Avrei potuto leggerlo anni fa ed apprezzarlo come ora o avrei potuto leggerlo in un momento sbagliato non godendomelo appieno.

Ad ogni modo la mia fortuna è stata NON AVER VISTO MAI IL FILM. Si, esatto. Ho 26 anni e non ho mai visto il film de La Storia Infinita. “Ma no, ma come hai fatto? Lo hanno passato trilioni di volte in TV”, direte voi. Certo… ma io lo evitavo accuratamente da piccola, per il neverendingremakesemplice fatto che nella mia testa di bambina quell’enorme drago bianco sembrava troppo un cane di gomma e il ragazzino che lo cavalcava aveva dei capelli veramente troppo strani. Questo bastava, ai miei occhi, per renderlo un film non meritevole delle mie attenzioni.
Era la metà degli anni ’90.

Ma questo ha avuto del positivo, perché mi ha permesso di approcciarmi al romanzo senza avere una vere idea di ciò a cui stavo andando incontro. Quindi ho potuto scoprire la storia, i personaggi e le ambientazioni pagina per pagina, e l’effetto sorpresa ha molto peso in una narrazione come questa.

Pubblicato nel 1979 dalla penna dello scrittore tedesco Michael EndeLa Storia Infinita viene tradotto in più di quaranta lingue, vende oltre diecimila copie nel mondo ed approda in Italia nel 1981.

La struttura del romanzo è molto complessa, rendendolo un’opera non classificabile all’interno di un genere specifico. Infatti, come precedentemente detto, si tratta di un romanzo di formazione con elementi fiabeschi, fantastici e romantici.

E’ una metanarrazione, ovvero un romanzo nel romanzo. Abbiamo una cornice narrativa nel mondo reale al cui interno si svolgono gli avvenimenti del Regno di Fantàsia e i due racconti si intrecciano a tal punto che Bastiano, il protagonista undicenne, passerà da un mondo all’altro e sarà di volta in volta lettore e protagonista della storia.

La Storia Infinita è un romanzo che proietta il lettore al suo interno in un odo molto singolare, perché si ha realmente l’idea di passare continuamente dal auryn_72piano del reale, al piano del reale nella narrazione, al piano del Regno di Fantasìa, e in ognuno di questi piani possiamo ritrovare una copia fisica del libro: quella che abbiamo in mano noi mentre stiamo leggendo, quella che sta leggendo Bastiano e quella che sta scrivendo il Vecchio della Montagna Vagante ai margini di Fantàsia.

E’ una storia senza fine. Ed infatti non ha un capitolo di chiusura, ma il finale resta aperto a innumerevoli ritorni e possibilità ognuna diversa dalla precedenza e a noi, ormai giunti alle ultime righe, sembra di aver letto un unico singolo anello di una sconfinata catena di possibilità, di distruzioni e di creazioni di storie e di mondi.

Anche l’incipit dei 26 capitoli che costituiscono il romanzo rimanda all’idea del ritorno, perché ognuno di essi inizia con una lettera dell’alfabeto. E quando si arriva alla Z non si può far altro che ricominciare dalla lettera A, come un serpente che si morde la coda in un cerchio senza inizio né fine.

Geniale nella struttura, La Storia Infinita è un romanzo dalle ambientazioni meravigliose e dal linguaggio semplice e genuino della fiaba. Uno stile scorrevole, che non appesantisce mai la narrazione ed è adatto a tutte le età.

Non so se sono riuscita a rendere l’idea, ma posso dirvi che questo romanzo ha superato di gran lunga ogni mia aspettativa e mi ha stupita come pochi altri libri hanno saputo fare.

Amicizia, amore, avventura, responsabilità, imparare ad accettarsi per ciò che si è.

Avrei voluto più pagine da leggere per poter restare in Fantàsia un po’ più a lungo.

E’ stato un bel viaggio.

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I libri del mio 2016.

Il 2016 è ormai finito ed è tempo di bilanci.
Questo è stato per me un anno splendido per quanto riguarda l’argomento “libri”: un ritorno alla lettura di piacere e la scoperta di tanti titoli e scrittori nuovi.
Ma procediamo per ordine.
Durante i primi tre mesi dell’anno sono stata impegnata con la tesi di laurea, quindi ho letto parecchie cose per lo più di critica letteraria, visto che le opere dell’autore le avevo terminate già da qualche mese (la mia tesi è un’analisi di Corto viaggio sentimentale, novella incompiuta di Italo Svevo) e, dal momento che non si tratta di romanzi, non ne terrò conto. Ma nonostante il lavoro di ricerca per l’università sono comunque riuscita a leggere il primo librone di Martin, ovvero Il Gioco del Trono. Libro primo delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.
Dal mese di marzo in poi ho letto come non leggevo da anni e sono riuscita a portare a termine 16 libri. Ok, non sono tantissimi, ma ce ne sono anche parecchi che ho abbandonato a metà perché non mi stavano piacendo e che non citerò.
Dopo Il Gioco del Trono ho letto Tinder di Sally Gardner, Sette minuti dopo la mezzanotte di Patrick Ness, L’imprevedibile viaggio di Harold Fry di Rachel Joyce e L’uomo che cadde sulla terra di Walter Tevis. Questi quattro libri li ho letti in 4 o 5 settimane uno dietro l’altro e sono state 4 piacevolissime letture.
Poi è stata la volta de Il diario di Bridget Jones di Helen Fieldin e de Lo scontro dei re. Libro secondo delle Cronache del Ghiaccio e del fuoco di Martin. Il libro di Bridget Jones l’ho trovato esilarante e molto molto piacevole: mi ha sorpresa superando di gran lunga tutte le mie aspettative, quindi ve lo consiglio vivamente.
Dopo ancora sono venuti i due libri su Robin Hood di Alexandre Dumas, ovvero Il principe dei ladri Il proscritto, con la loro giocosa leggerezza a metà tra la leggenda, il fiabesco e la ballata d’altri tempi.
A maggio poi cadeva il mio compleanno e mi è stato regalato Star Rats di Leo Ortolani. Se non conoscete Leo Ortolani vi prego cercatelo, compratelo e leggetelo. Il genio che ha creato il personaggio di Rat-Man. Non conosco fumetto più divertente.
Arriviamo all’estate. La mia principale lettura da ombrellone di quest’anno è stata Via col vento di Margaret Mitchell che è un capolavoro assoluto. Meraviglioso, stupendo, fantastico, bellissimo, lo adoro. Ne ho parlato per settimane su questo blog, tanto che credo di aver esaurito tutte le mie parole al riguardo.
Invece la seconda lettura estiva è stata L’amuleto di Samarcanda di Jonathan Stroud. Molto carino. E’ il primo libro della Trilogia di Bartimeus, diventata tetralogia nel 2010. Maghi, magia, folletti, demoni, inganni… fateci un pensierino, ne vale la pena.
Poi è stata la volta di Tempesta di spade. Libro terzo delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco (sempre di Martin) e, ad ottobre, sono iniziati gli incontri del Salotto di lettura della Pennylane che hanno visto il romanzo I Buddenbrook di Thomas Mann come protagonista delle discussioni settimanali.
Dal momento che il salotto si è concluso a dicembre (il libro era bello corposo), nel frattempo ho letto anche L’occhio del Golem di Jonathan Stroud (secondo capitolo della Trilogia di Bartimeus) e, da Natale ad oggi, 29 dicembre, ho letto il meraviglioso Canto di Natale di Charles Dickens.

La cosa bella di questo 2016 è stata scoprire che esistono comunità di lettori sui vari social che si scambiano idee, opinioni e consigli. E’ un bel modo per arricchirsi. Ed è stato proprio grazie a questa tipologia di lettori che ho potuto scoprire libri per me nuovi, che non conoscevo prima. Tutto questo mi ha portata ad aprire il blog che ora state leggendo e, qualche giorno fa, anche un canale su YouTube che spero prenderà una buona piega.

Questo è stato in breve il lato libroso del mio 2016.

Vi faccio i migliori auguri di un felice anno nuovo e vi rimando al 2017.

capodanno

– Ophelia –

 

 

 

 

 

“L’occhio del Golem” di Jonathan Stroud

Salve a tutti!
Ecco finalmente la recensione del secondo capitolo della Trilogia di Bartimeus, ovvero L’occhio del Golem che ho terminato giusto ieri sera.

Pubblicato nel 2005 ed edito in Italia da Salani, questo secondo volume vede uncover
ampliamento della trama rispetto al primo.
Una narrazione più densa e con una trama più fitta e complicata che presenta una più vasta gamma di elementi.
Un romanzo più maturo, se vogliamo, rispetto al precedente L’amuleto di Samarcanda.

Sono passati quasi tre anni dalle vicende del primo libro, e Nathaniel si è confermato il mago più giovane e intraprendente di tutto il Ministero. Ed è proprio in virtù delle sue capacità straordinarie che viene scelto per risolvere un mistero inquietante: una specie di enorme mostro, circondato da una nube di oscurità, getta Londra nel panico e fa strage di cose e persone. Il primo ministro è convinto che sia colpa della Resistenza, un gruppo di londinesi privi di poteri magici che si oppone alla classe dominante dei maghi. Messo alle strette e circondato dall’invidia e dall’odio degli altri membri del Parlamento, Nathaniel deve andare a Praga alla ricerca del colpevole, ed evoca di nuovo il jinn Bartimeus che già l’aveva aiutato tre anni prima. Ma stavolta Bartimeus non è affatto d’accordo.

Anche volta la vicenda è divisa in tre parti che scandiscono le tre fasi della narrazione.
Ritornano l’esuberanza, l’ironia e il sarcasmo di Bartimeus, caratteristiche che lo rendono ancora una volta il personaggio più interessante e divertente dell’intero romanzo.
Troviamo poi un Nathaniel cresciuto, più consapevole delle proprie capacità ed ancor più ambizioso e avido di potere. Il carattere del giovane mago in questo romanzo perde quella bonarietà fanciullesca che traspariva ne L’amuleto di Samarcanda. Per quasi tutto il romanzo non si percepisce in lui alcun segno di umanità, umiltà e compassione. Oramai sembra essersi totalmente integrato nell’ambiente del Ministero, ed il suo personaggio è molto simile a quello di Simon Lovelace, il “cattivo” del libro precedente.
A sdrammatizzare l’eccessiva serietà della figura del ragazzo, che tenta in tutti i modi di apparire ben più maturo dei suoi quattordici anni, è l’ironia di Bartimeus, che non fa altro che ricoprirlo di ridicolo, facendolo sembrare un’impacciata caricatura di un mago.
Abbiamo poi una new entry con il personaggio di Kitty Jones, una comune  impegnata nella Resistenza che viene solo citata nel primo volume della saga, che vede una buona parte di capitoli a lei dedicati, in cui viene approfondita la sua storia e il suo rapporto con la Resistenza.

Lo stile di Jonathan Stroud è come sempre molto scorrevole e la struttura narrativa è ben organizzata e, come per il precedente capitolo della saga, si rimane col fiato sospeso fino alle ultime pagine del romanzo. Non mancano poi i colpi di scena che tengono il lettore incollato alle pagine dall’inizio alla fine.

Nel complesso devo dire che ho trovato L’occhio del Golem un buon libro di intrattenimento, anche se devo dire che ho avvertito un po’ la mancanza dell semplicità narrativa del primo libro e dei buoni sentimenti che rendevano Nathaniel un ragazzino capace di provare dell’affetto per le persone che gli erano vicine. Ecco…questo aspetto un po’ fanciullesco è andato un po’ a perdersi, ma resta comunque un libro che mi sento di consigliare, magari durante il periodo delle vacanze o se volete distrarvi e siete in cerca di una lettura leggera e piacevole.

Ora sono curiosa di vedere come andrà a finire questa trilogia.

Vi saluto e vi rimando alla prossima!

25 indiscrete domande letterarie

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Salve a tutti.
Vi ricordate le 25 indiscrete domande letterarie? E’ un tag che rimbalza tra canali youtube e blog personali dal 2011 e che tutti (ma proprio tutti) hanno fatto.
Tutti tranne me, a quanto pare.
Quindi ho pensato di recuperare queste domande per farmi conosce re un po’ meglio da voi e per presentarvi meglio i miei gusti letterari.

Buona lettura 🙂

1. Come scegli i libri da leggere?

In genere scelgo le mie letture in base alle opinioni che ne sento in giro e in base alle recensione che ne fanno sui vari blog o canali youtube.
Altre volte invece capita che semplicemente mi sento ispirata dal titolo.

2. Ti fai influenzare dalle recensioni?

Si, come ho detto prima, ma a volte capita che io mi trovi in disaccordo. Quindi mi faccio influenzare, ma non troppo.

3. Dove compri i libri: in libreria o online?

Oramai li compro praticamente solo online, a meno ché non mi capiti di ritrovarmi casualmente nei pressi di una libreria dell’usato.

4. Aspetti di finire la lettura di un libro prima di acquistarne un altro oppure hai una scorta?

Ho una scorta talmente grande che credo non mi basterebbero due vite per leggere tutti i libri che ho accumulato in modo totalmente sconsiderato. Devo darmi una mossa.

5. Di solito quando leggi?

Il momento della giornata che preferisco per dedicarmi alla lettura è il primo pomeriggio.

6. Ti fai influenzare dal numero delle pagine quando compri un libro?

No, sono abituata a leggere i mattoni. I libroni non mi spaventano.

7. Genere preferito?

Il romanzo storico. E il fantasy.

8. Hai un autore preferito?

No. Leggo raramente bibliografie intere perché preferisco spaziare piuttosto che fermarmi ad un singolo autore. Quindi non ho un autore preferito di cui leggo tutti i libri.

9. Quando è iniziata la tua passione per la lettura?

In terza media, quando lessi Il ritratto di Dorian Gray. Mi ricordo che ne rimasi del tutto rapita. Mi piacque molto e lo rilessi qualche anno dopo.

10. Presti i libri?

Non a tutti. Li presto solo a chi sa trattarli. Se qualcuno mi rovina i libri, mi arrabbio.

11. Leggi un libro alla volta o riesci a leggerne diversi insieme?

preferisco leggerne uno alla volta, così da terminarlo in minor tempo. Ma ci sono periodi in cui ne leggo anche 4 insieme.

12. I tuoi amici/famigliari leggono?

Alcuni, chi più e chi meno.

13. Quanto ci metti mediamente a leggere un libro?

Dipende da quanto riesce a coinvolgermi: tre giorni o due settimane. Se è particolarmente voluminoso e impegnativo, anche più di un mese (come è stato per Via col vento).

14. Quando vedi una persona che legge (ad esempio sui mezzi pubblici) ti metti immediatamente a sbirciare il titolo del suo libro?

Si, se posso lo faccio. Mi incuriosisce sapere cosa legge la gente.

15. Se tutti i libri del mondo dovessero essere distrutti e potessi salvarne uno soltanto quale sarebbe?

Probabilmente resterei a pensarci per troppo tempo e alla fine, in preda alla più totale indecisione, non riuscirei a salvarne nessuno.

16. Leggi libri in prestito (da amici o dalla biblioteca) o solo libri che possiedi?

Non mi capita quasi mai di leggere libri prestati da amici, mentre mi è capitato in passato di frequentare la biblioteca. Ultimamente leggo per lo più libri che possiedo o che acquisto.

17. Qual è il libro che non sei mai riuscito a finire?

I Malavoglia di Giovanni Verga, L’Usignolo di Kristin Hannah, Amabili resti di Alice Sebold…se un libro non li piace, non mi prende e non mi trasmette nulla, non esito ad accantonarlo.

18. Hai mai comprato un libro solo perché aveva una bella copertina, e cosa ti attrae nella copertina di un libro?

Non ho mai comprato un libro solo perché la copertina è bella. Mi attraggono molto le copertine colorate che spiccano sullo scaffale o con le bordature dorate, ma se non conosco il libro e la trama, non lo compro.

19. C’è una casa editrice che ami particolarmente, e perché?

Possiedo molti libri della Mondadori, soprattutto classici, e mi trovo abbastanza bene con le sue revisioni e traduzioni.

20. Porti i libri dappertutto (ad esempio in spiaggia o sui mezzi pubblici) o li tieni “al sicuro” dentro casa?

Porto sempre un libro con me, soprattutto se mi trovo a viaggiare da sola. Leggere in treno aiuta a far passare il tempo più velocemente.

21. Qual è il libro che ti hanno regalato che hai gradito maggiormente?

Che ci faccio qui? di Bruce Chatwin.

22. Come scegli un libro da regalare?

In genere evito di regalare libri perché leggere è un qualcosa di troppo personale, ma se conosco la persona molto bene, tento di trovare una via di mezzo tra i miei gusti e quelli della persona in questione. Non posso regalare un libro che non mi piace.

23. La tua libreria è ordinata secondo un criterio, o tieni i libri in ordine sparso?

Attualmente ho ordinato i libri per case editrici e edizioni, ma sono disposti su più file per mancanza di spazio. Quindi non sembrano ordinati, ma in realtà lo sono.

24. Quando leggi un libro che ha delle note, le leggi o le salti?

Le leggo. C’è un motivo se ci sono delle note, no?

25. Leggi eventuali introduzioni, prefazioni e postfazioni dei libri o le salti?

In genere le leggo. A volte prima di iniziare il libro, altre volte a lettura terminata.

Queste sono le mie risposte alle 25 indiscrete domande letterarie e le mie abitudini da lettrice.

Vi auguro una buona serata e vi rimando alla prossima.

Ciao!