“Picciridda” di Catena Fiorello

Salve a tutti, cari lettori.
In questi giorni è veramente difficile sopportare il caldo. Dalle mie parti si sfiorano a65531k-F5CEGWR1 tratti i 40° ed anche stare sdraiati a leggere diventa fastidioso senza un ventilatore puntato addosso, ma nonostante ciò, questa settimana ho letto un libro di cui vorrei parlarvi: Picciridda, romanzo d’esordio di Catena Fiorello.

Il libro racconta l’esperienza di Lucia, una bambina di undici anni che vive a Leto (Letojanni), in provincia di Messina, che ha vissuto in modo indiretto la tragica esperienza dell’emigrazione.

Siamo all’inizio degli anni Sessanta quando i genitori di Lucia sono costretti ad emigrare in Germania per lavoro, e lei si ritrova a dover vivere con sua nonnala Generala, come la chiamano in paese. La picciridda però non va molto d’accordo con la nonna, che ha un carattere duro ed è spesso molto severa con lei. Si sente molto sola, e soffre per l’abbandono improvviso dei suoi genitori, che hanno deciso di portare con sè solamente il suo fratellino Pietro, perché ancora troppo piccolo per poter sopportare un distacco simile. Lucia invece è grande, deve essere forte e non deve piangere o dar a vedere agli altri il suo malessere, perché alla gente non interessa se soffri o se stai male anzi, la gente non perde occasione per colpirti se ti mostri debole, anche solo per un attimo. Questo è l’insegnamento che la nonna dà a sua nipote cercando di prepararla alle difficoltà della vita, perché in fondo, sotto la dura corteccia del suo carattere, lei vuole molto bene alla piccola Lucia e si affanna per proteggerla e spronarla ad andare avanti e a non mollare mai nonostante tutto.

Con una scrittura molto fluida e scorrevole, le pagine scivolano una dietro l’altra ed il libro si divora in poco tempo.

I personaggi (soprattutto la nonna, che ho adorato) sono ben costruiti ed acquistano spessore mano a mano che si va avanti con la lettura. Anche la cultura della Sicilia del tempo è resa alla perfezione e crea quell’atmosfera tipica che dà carattere e spessore al romanzo.

Scoperto quasi per caso e divorato in pochissimo tempo, è una lettura che mi sento di consigliarvi fortemente soprattutto per la tematica trattata, che consente di osservare il dramma dell’emigrazione da una prospettiva diversa.

Fatemi sapere se avete letto anche voi questo romanzo e cosa ne pensate.

Vi lascio qui il link del libro e vi rimando alla prossima 😉

 

 

 

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Mid Year Book Freak Out Book Tag

Buona sera a tutti, cari lettori.
Ultimamente sono un po’ assente (un po’ più del solito), e mi giustifico dicendovi che il caldo mi sta togliendo la voglia di fare qualsiasi cosa, anche di leggere.
Ma supererò questo periodo e tornerò a scrivere qui sopra con più frequenza.
Promesso.

Ma ora iniziamo a rispondere alla nomina di Baylee (che ringrazio) a questo simpatico booktag.

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Miglior libro che hai letto per ora nel 2017

Sicuramente I Fratelli Karamazov di Dostoevskij. Non nego che sia stata una faticaccia leggerlo tutto, ma ne è valsa veramente la pena.

Miglior sequel che hai letto per ora nel 2017

L’unico sequel che ho letto quest’anno è La porta di Tolomeo di Jonathan Straud, ovvero il terzo volume della Trilogia di Bartimeus.

Nuova uscita che non hai letto ma che vuoi leggere

Sarei molto curiosa di leggere La più amata di Teresa Ciabatti.

Nuova uscita che attendi con trepidazione per la seconda metà dell’anno

In realtà nessuna. Non sto molto dietro alle nuove uscite, in genere le mie scelte di lettura riguardano libri già usciti da anni.

Peggior libro

Sicuramente Dodici di Zerocalcare. Dopo La profezia dell’armadillo non riesco proprio ad apprezzarlo.

Miglior sorpresa

Da quassù la Terra è bellissima di Toni Bruno. Veramente una bellissima graphic novel.

Nuovo autore preferito (nuovo per te o che ha appena debuttato)

Quest’anno ho scoperto Milan Kundera con L’insostenibile leggerezza dell’essere e sono curiosa di leggere altro di questo autore.

Nuova crush letteraria

Beh… direi Bartimeus.

Un libro che ti ha fatto piangere

Piangere no, ma ci è andato vicino. Sto parlando de La storia infinita di Michael Ende.

Un libro che ti ha reso felice

Sicuramente Olga di carta di Elisabetta Gnone: tanta dolcezza e tanta allegria.

Nominati

Take a book and drink a coffee with me

Pensieri spelacchiati

Pistacchi di carta

La libreria di Gabri

Lea e l’inchiostro

LUNA LOVEBOOK

 

 

 

“L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera

E’ difficile scrivere un post su questo libro, ma voglio provare comunque a parlarvene f1a6aa41f8c3d3b9f9b681d4e5dad53a_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyperché L’insostenibile leggerezza dell’essere è uno di quei romanzi che aprono un mondo e che servono per pensare e per conoscere aspetti della propria vita che forse prima non avevamo considerato.

Dunque… di cosa parla questo libro? Parla di tante cose in verità, ma ognuna di queste cose è legata all’amore e alla sua realizzazione nei diversi tipi di rapporti analizzati dallo scrittore. Dico “analizzati” perché di fatto questo romanzo è un’analisi della vita, dell’amore, della morte, delle casualità, della storia e del pensiero.

Siamo nella Praga del 1968, in un’irrequieto scenario di dominazione comunista, quando Tomàs e Tereza si incontrano per caso e per caso si innamorano. Tereza è una donna fragile, che ha bisogno di protezione e di sentirsi amata. Tomàs, al contrario, è un uomo fortemente indipendente che non vuole sentire su di sé la costrizione di una relazione amorosa stabile e che non può fare a meno di avere numerose amanti occasionali.
Questi primi due personaggi sono uno l’opposto dell’altro ed intendono la relazione amorosa in due modi completamente diversi: per Tereza l’amore è la totale dedizione (anima e corpo) ad una persona soltanto, mentre per Tomàs c’è differenza tra amore e sesso, e la profondità del sentimento che lo lega a Tereza non ha nulla a che vedere con la passione che lo spinge tra le bracia di altre donne.
Intorno a questi due personaggi principali ruotano altre figure secondarie, come Sabina, amante di Tomàs, Franz, spasimante di Sabina, Simon, figlio di Tomàs, e Karenin, la cagnolina di Tereza e di Tomàs.
Le relazioni che intercorrono tra questi personaggi sono tutte regolate da un equilibrio che li pone in posizioni opposte l’uno all’altro, proprio come i due protagonisti.
Ogni personaggio cerca di attrarre a sé il suo opposto, e più sono vicini e maggiore è la pesantezza che li schiaccia e li distrugge. Sì, perché tutto si gioca sul continuo susseguirsi e scontrarsi di stati di leggerezza e di pesantezza, come nel quarto movimento del Quartetto No. 16, Op. 135 di Beethoven, che lo scrittore conosce molto bene.
<<Es muss sein!>>, scrive Beethoven all’inizio del quarto movimento. Deve essere. Nessun uomo può ribellarsi al proprio es muss sein, alla propria indole, alla propria vocazione ed inclinazione naturale. Sfuggire all’es muss sein vuol dire cedere alla pesantezza e schiacciare il proprio essere, perdersi per non ritrovare più la leggerezza, che è l’unico stato di pace e serenità.

Ma cos’è che costringe l’uomo verso la pesantezza? Non è certamente una condizione che si raggiunge consapevolmente o volontariamente, poiché la vita dell’uomo e diretta solo dal caso. E’ infatti per caso che si incontrano e si conoscono nuove persone, è per caso che ci si innamora, ed è sempre per caso che si può perdere il proprio lavoro.

Come vedete siamo di fronte ad un romanzo molto filosofico che rivela molto della mente che si cela dietro la penna da cui è nato.
Nel corso della narrazione, infatti, viene spesso fatto riferimento, oltre al sopracitato quartetto per archi, alle teorie di grandi filosofi come Nietzsche, Kant e Descartes, per passare poi a riflessioni sul Kitsch e sulla morte.

Nonostante in questo libro ci sia tutto questo (e molto altro ancora), la lettura non risulta mai troppo pesante o lenta. Lo stile, infatti, è molto scorrevole e leggero e le sue 336 pagine scorrono senza fatica, grazie anche alla brevità dei capitoletti che compongono le sette parti del romanzo.

Io mi sento di consigliarlo a chiunque non l’abbia ancora letto e che abbia voglia di affrontare una lettura così intensa, ma non direi che sia adatto ad un pubblico troppo giovane, perché credo che la maturità e un po’ di esperienza di vita aiutino a comprendere meglio alcune parti.

Detto questo, vi lascio il link in cui potrete trovare questo bellissimo romanzo (ovvero qui).

Fatemi sapere se anche voi lo avete letto e cosa ne pensate, o se avete in programma di leggerlo prossimamente.

Alla prossima.

“Le otto montagne” di Paolo Cognetti

Salve a tutti, cari lettori.
Oggi voglio parlarvi de Le otto montagne di Paolo Cognetti: uno di quei libri che ti 51CtvKYXUxL._SX313_BO1,204,203,200_lasciano dentro tutto un vortice di sensazioni e immagini che difficilmente si dimenticano.

Io ho preso questo questo libro in prestito dalla biblioteca della mia città, incuriosita in parte dalla copertina (eh, si… devo ammetterlo) ed in parte da come e da quanto se ne parla, soprattutto su internet.

Ho sentito di molta gente consigliarlo ed altra parlarne bene e, vendendolo casualmente in biblioteca, ho deciso di approfittarne per prendermi qualche giorno di pausa da I fratelli Karamazov, intraprendendo la (breve) lettura di un autore a me del tutto sconosciuto.

Il romanzo è diviso in tre parti introdotte da un prologo, che introduce il lettore in una situazione famigliare che farà poi da sfondo all’intera vicenda, evolvendosi.

Quella di Paolo Cognetti è una scrittura molto scarna, diretta, rapida, ma che non tralascia mai nulla: tutto sembra essere perfettamente studiato per trasmettere al lettore solo le informazioni essenziali ed importanti ai fini della narrazione.

In ogni pagina la montagna è sempre presente, ed essa ci viene presentata sotto tutti i suoi aspetti e con tutti i suoi paesaggi: c’è la montagna dei boschi e dei ruscelli, quella dei laghi e dei pascoli e, infine, c’è la montagna delle vette innevate coi suoi enormi ghiacciai, ed ogni personaggio del romanzo di Cognetti appartiene ad uno di questi scenari montuosi ed in esso si rispecchia anche caratterialmente.

Penso che Le otto montagne si possa definire a tutti gli effetti un romanzo di formazione, in cui il legame con la montagna è così talmente profondo e radicato negli animi dei personaggi, che essa diventa un vero e proprio modo di intendere la vita, facendo di questo lavoro un romanzo esistenzialista che scava nell’animo del protagonista, tra ricordi e affetti.

Una piacevole sorpresa, quindi, che non posso fare a meno di consigliarvi.

Una veloce ed intensa lettura che vi catapulterà a tremila metri d’altezza, dove l’unico rumore che resta è quello dei ricordi.

 

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“Lion. La strada verso casa” di Garth Davis

Salve a tutti e ben ritrovati, cari lettori.
Questo blog ha toccato la soglia dei 100 iscritti e per questo vi ringrazio 🙂
100 inizia ad essere un numero considerevole e la cosa mi fa veramente molto piacere!

Ma oggi sono qui soprattutto perché voglio consigliarvi un film che ho visto qualche giorno fa e che mi ha veramente colpito come pochi altri film sono riusciti a fare.
Sto parlando di Lion. La strada verso casa di Garth Davis.

Uscito nelle sLion fronte neutro_0ale italiane lo scorso 22 dicembre, è passato del tutto inosservato ai miei occhi, ed il fatto che io lo abbia visto di recente è stato del tutto fortuito.

Dovete sapere che, per la maggior parte delle volte, il mio criterio di scelta dei film da vedere è quasi totalmente casuale.
Mi lascio spesso influenzare dalle locandine, dal titolo o da quanto e da come se ne parla sul web, e raramente vado a cercare recensioni o trailer. Questo perché preferisco di gran lunga approcciarmi al nuovo scoprendolo da zero, senza sapere bene cosa aspettarmi.

E quella di Lion è stata veramente una gran bella scoperta.

Ma di cosa parla questo film?
La trama è ispirata alla vera storia di Saroo, un bambino indiano che nel 1986, all’età di cinque anni, sale su un treno per sbaglio e si perde per e strade di Calcutta, a 1600 chilometri da casa sua. Saroo non parla la lingua del posto ed è troppo piccolo per sapere il nome della sua famiglia; e così passa dalla strada all’orfanotrofio, fino a quando non viene adottato da una coppia australiana. In Australia Saroo conduce una vita agiata ed ha la possibilità di studiare, ma il pensiero dell’India e i ricordi d’infanzia non lo abbandonano mai, fino a quando, 25 anni dopo, riesce finalmente a ritrovare la strada di casa grazie a Google Earth.

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Il film è distintamente diviso in due parti: nella prima si racconta l’infanzia del piccolo Saroo (interpretato da Sunny Pawar) che passa dalla difficile vita in una povera cittadella alla lotta per la sopravvivenza in una delle più grandi metropoli indiane.
Molto bella e curata la fotografia che mostra colori, paesaggi e scorci del lato povero dell’India.
Sono scene molto forti e dirette che ci mettono di fronte ad un realtà a cui spesso non pensiamo, e che lasciano emergere tutto lo smarrimento e la paura che può provare un bambino di cinque anni che si è perso in un mondo totalmente diverso dal suo.

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Nella seconda parte il film diventa molto meno documentaristico e cambia anche il ritmo narrativo, che si accelera per arrivare alla conclusione della storia e chiudere il cerchio del racconto.
Qui vediamo un Saroo adulto (interpretato da Dev Patel) totalmente ossessionato dai ricordi della sua prima infanzia, e che fa di tutto per ritrovare la propria casa e la propria famiglia.

Purtroppo in questa seconda parte ho avvertito come un senso di “fretta di arrivare al finale”, e credo che questo abbia influito negativamente soprattutto sul carattere psicologico del protagonista e sul suo rapporto con la famiglia adottiva.
Si, insomma… avrei preferito che il film fosse stato più lungo per dare maggiore spazio a questi aspetti, a parer mio importanti, che sono stati un po’ (troppo) trascurati.

Ma nonostante qualche piccola pecca di questo tipo, nel complesso Lion resta un gran bel 2941866-9788891507167film ed uno dei migliori che ho visto negli ultimi mesi. Ma la cosa veramente buona è che, a visione terminata, lascia lo spettatore di buon’umore.
Una storia triste a lieto fine ben raccontata e una finestra sul difficile mondo dei troppi bambini poveri che ogni anno scompaiono in India.

Ho poi scoperto che la vita di Saroo era stata già raccontata nel libro autobiografico (scritto dallo stesso Saroo Brierley) pubblicato nel 2014: La lunga strada per tornare a casa, e considerando che il film mi è piaciuto molto, credo che prima o poi leggerò anche il libro.

Voi avete visto il film o avete letto il libro?
Se sì, cosa ne pensate?
Li consigliereste?

 

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“Da quassù la Terra è bellissima” di Toni Bruno

Pubblicata il 9 giugno 2016 dalla casa editrice BAO PublishingDa quassù la Terra è tonibellissima è l’ultimo lavoro del fumettista Toni Bruno, autore di altre graphic novel come Non mi uccide la morte – La storia di Stefano Cucchi (Castelvecchi Editore, 2009),  Lo psicotico domato (Nicola Pesce editore, 2010) e Kurt Cobain. Quando ero un alieno (Edizioni BD, 2013).

E’ considerato da molti una dei migliori albi a fumetti del 2016, la cui narrazione riesce a coinvolgere fin dall’inizio, mantenendo sempre molto alta la concentrazione del lettore.

Uno di quei libri da leggere tutto d’un fiato.

La vicenda si svolge negli anni Sessanta, tra Stati Uniti e Unione Sovietica, in piena guerra fredda.
Il contesto in cui si sviluppa il racconto è quello della corsa allo spazio, tra cosmonauti, addestramenti e rampe di lancio: uno sfondo che ben si amalgama ad una vicenda molto intimistica tra due uomini appartenenti a due mondi in conflitto.
Akim Smirnov e Frank Jones, i due protagonisti, sono personaggi molto diversi: il primo è un astronauta russo, ed il secondo è uno studente di psicologia squattrinato che vive in America.
Smirnov è ormai un eroe nazionale che però, dal suo ultimo viaggio in orbita, non riesce più ad affrontare i test che precedono il lancio a causa di un perenne senso di angoscia e frustrazione che lo paralizza.
Jones è un ansioso studente universitario disorganizzato che spesso si ritrova a fare i conti con attacchi di panico e crisi d’ansia.
Il fatto di vivere un disagio molto simile farà di Jones l’unico uomo in grado di curare Smirnov che, affrontando i mosti di un passato difficile, ritroverà la forza di guardare avanti.

Il punto di forza di questa graphic novel è senz’altro il coinvolgimento emotivo che suscita nel lettore, grazie alle atmosfere ricreate negli scenari dei disegni, e grazie soprattutto alla progressione narrativa, che non vede sbavature di alcun tipo nelle sue 204 pagine.
I personaggi, poi, sono ben caratterizzati e ben inseriti nel contesto storico e politico che ospita la storia. Inoltre essi hanno un trascorso e un mondo interiore che li rende assolutamente credibili e completi.

La sensazione che si prova dopo aver terminato la lettura è la stessa che può lasciare la visione di un bel film, anche (e soprattutto) perché la storia non è divisa in capitoli, ed in questo modo tutto risulta essere più unitario e compatto nella mente del lettore.

Insomma, non posso che consigliarvi questa meravigliosa graphic novel, augurandovi un buon viaggio attraverso le regioni più oscure della psiche umana.

Vi mostro i miei libri

Ben ritrovati, cari lettori.
Volevo fare questo post da tempo, ed ora che finalmente sono riuscita a disporre i miei libri in un modo sensato ed esteticamente accettabile, posso mostrarvi nel dettaglio cosa c’è nella mia libreria, e magari consigliarvi qualche lettura tra quelle che mi sono piaciute di più.

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Ho disposto tutti i libri su tre livelli, sfruttando anche il piano della scrivania per evitare di dover ricorrere alla fastidiosissima doppia fila, che nasconde i titoli e rende il tutto esteticamente più pesante.
Mi piacciono i colori accesi, quindi ho cercato di rendere questo spazio il più colorato possibile.

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Iniziando dal basso abbiamo:

  • Dracula di Bram Stoker;
  • Spavento di Domenico Starnone;
  • Aracoeli di Elsa Morante;
  • Tutti i libretti d’opera di Mozart, in due volumi;
  • Tutti i racconti del mistero, dell’incubo e del terrore di Edgar Allan Poe;
  • Canti di Giacomo Leopardi, comprato per un esame all’università;
  • I demoni di Dostoevskij;
  • Solo se interrogato di Domenico Starnone;
  • Eccesso di zelo di Domenico Starnone;
  • Il giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani;
  • Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi (questi due li comprai l’estate prima del quinto anno di liceo e li lessi per scuola);
  • L’alba di un mondo nuovo di Alberto Asor Rosa;
  • Terra! di Stefano Benni;
  • Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry
  • Poetica di Aristotele;
  • Il razzismo spiegato a mia figlia di Tahar Ben Jelloun;
  • Romanzi – Volume primo di Ernest Hemingway, con FiestaAddio alle armiMorte nel pomeriggio Verdi colline d’Africa;
  • Serpico di Peter Maas;
  • Verso identità nuove di Antonietta Pastorelli.

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Sopra questi libro ho esposto Canto di Natale di Charles Dickens illustrato da Patrick James Lynch.
Questo libro è un vero gioiello: ogni pagina ha la sua illustrazione, curata nei minimi dettagli, che impreziosisce la lettura di questo bellissimo classico.
Sicuramente un bel libro da tenere in casa.

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Proseguendo abbiamo:

  • Paese dell’anima di Ignazio Silone;
  • Pasolini. Su Pasolini: Conversazioni con Jon Halliday;
  • Mio figlio non sa leggere di Ugo Pirro;
  • Ma non è una cosa seria/Il gioco delle parti di Luigi Pirandello;
  • Quando si è qualcuno/La favola del figlio cambiato/I giganti della montagna di Luigi Pirandello;
  • L’esclusa di Luigi Pirandello;
  • Sei personaggi in cerca d’autore/Enrico IV di Luigi Pirandello;
  • La mosca di Luigi Pirandello;
  • Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa;
  • Intervista sul fascismo di Renzo De Felice;
  • Amleto di William Shakespeare;
  • Tecnica e pratica della psicoanalisi di Sigmund Freud;
  • Psicopatologia della vita quotidiana di Sigmund Freud;
  • Antologia scolastica di Isaac Asimov;
  • Lettere dall’Irlanda di Hermann von Puckler;
  • De profundis di Oscar Wilde;
  • Elogio della follia di Erasmo da Rotterdam;
  • La favola di Eros e Psiche di Apuleio;
  • Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino di Christian F.;
  • Lettere sulla tolleranza di John Locke;
  • Mozart. La più bella biografia del divino Amadeus di Wolfgang Hildesheimer;
  • Freud di Patrick Landman.

Questi sono per lo più libri che ho ereditato (quelli più vecchi), ma ce ne sono anche di miei in mezzo.

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La prima fila si conclude con:

  • La ballata del vecchio marinaio di Samuel Taylor Coleridge;
  • Il secolo breve di Eric J. Hobsbawm;
  • A piedi, in bicicletta di Erri De Luca – Fabio Pierangeli;
  • Fiabe Italiane di Italo Calvino;
  • Il ciclo di Shannara di Terry Brooks.

Ora saliamo al piano di sopra e vediamo un po’ di colore 🙂

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Sulla prima mensola abbiamo:

  • Tutti i romanzi e i racconti di Italo Svevo;
  • La grammatica di Dio di Stefano Benni;
  • New Italian Epic di Wu Ming;
  • Robin Hood di Alexandre Dumas;
  • Questa piaga nel petto di Antonietta Pastorelli;
  • Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepúlveda;
  • Teorema di Pier Paolo Pasolini;
  • Ragazzi di vita di Pier Paolo Paolini;
  • Zibaldone di Giacomo Leopardi;
  • Mein Kampf di Adolf Hitler;
  • Il nome della rosa di Umberto Eco;
  • Via col vento di Margaret Mitchell;
  • Sei pezzi facili di Richard P. Feynman;
  • Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello;
  • La fattoria degli animali di George Orwell;
  • Il garofano rosso di Elio Vittorini;
  • L’amore ai tempi del colera di Gabriel Garcìa Marquez;
  • 1984 di George Orwell;
  • Rime di Guido Cavalcanti;
  • Spiriti di Stefano Benni;
  • Che ci faccio qui? di Bruce Chatwin;
  • Il tempo materiale di Giorgio Vasta.

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Nella seconda metà del ripiano abbiamo:

  • Trionfo della morte/Le vergini delle rocce di Gabriele D’Annunzio;
  • Il piacere/Giovanni Episcopo/L’innocente di Gabriele D’Annunzio;
  • Tutte le novelle di Gabriele D’Annunzio;
  • Il fuoco/Forse che sì forse che no di Gabriele D’Annunzio;
  • Prose scelte di Gabriele D’Annunzio;
  • Guerra e pace di Tolstoj;
  • L’ultima lacrima di Stefano Benni;
  • Diario di Ettore Schmitz (il fratello di Italo Svevo, libro utilizzato per la tesi dell’università);
  • L’ultimo uomo di Mary Shelley;
  • Eneide di Virgilio;
  • Satyricon di Petronio Arbitrio;
  • De rerum natura di Lucrezio, in due volumi;
  • La compagnia dei celestini di Stefano Benni.

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Chiudono la fila:

  • L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera;
  • L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks;
  • Ione di Platone;
  • L’uomo che cadde sulla Terra di Walter Tevis;
  • Olga di carta. Il viaggio straordinario di Elisabetta Gnone.

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Terzo ed ultimo ripiano (ci avviciniamo alla fine):

  • Saltatempo di Stefano Benni;
  • Baudolino di Umberto Eco;
  • Carcere e viaggio a cura di Luciana Scarcia;
  • Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters;
  • Il poeta Archia di Cicerone;
  • Le Beatrici di Stefano Benni;
  • Convivio di Dante Alighieri;
  • Vita nova  di Dante Aligieri;
  • Storia d’Italia dal dopoguerra a oggi di Paul Ginsborg;
  • La Resistenza in Italia di Alessandro Peli;
  • Filastrocche in cielo e in terra di Gianni Rodari;
  • Il sentiero dei nidi di ragno di Elio Vittorini;
  • Le donne di Messina di Elio Vittorini;
  • L’importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde;
  • Dottor Niù di Stefano Benni;
  • Il processo di Franz Kafka;
  • La valle incantata di Robert Musil;
  • Il principe/La mandragola di Niccolò Machiavelli;
  • Nelle terre estreme di John Krakauer;
  • Gerusalemme liberata di Torquato Tasso;
  • Frankenstein di Mary Shelley;
  • Suo marito i Luigi Pirandello;
  • Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello;
  • In silenzio/Tutt’e tre/Dal naso al cielo di Luigi Pirandello.

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Nel mezzo abbiamo:

  • La luna e i falò di Cesare Pavese;
  • Il turno di Luigi Pirandello;
  • Amori senza amore di Luigi Pirandello;
  • Donna Mimma di Luigi Pirandello;
  • Via Gemito di Domenico Starnone;
  • Il cimitero di Praga di Umberto Eco;
  • The Cenci di Percy Bysshe Shelley;
  • La linea d’0mbra di Joseph Conrad;
  • La Sonata a Kreutzer di Tolstoj;
  • Doppio sogno di Arthur Schnitzler;
  • Fuga senza fine di Joseph Roth;
  • Tre racconti di Gustave Flaubert;
  • Benito Cereno di Herman Melville;
  • Il carteggio Aspern di Henry James;
  • Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald;
  • Precauzione inutile di Marcel Proust;
  • Una giornata di Luigi Pirandello;
  • Il fantasma di Canterville e altri racconti di Oscar Wilde;
  • Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf;
  • Cuore di cane di Michail Bulgakov;
  • Il colonnello Chabert di Honoré de Balzac;
  • Il banchiere anarchico e altri racconti di Fernando Pessoa;
  • Una fantasia del dottor Ox di Jules Verne;
  • La battaglia della vita di Charles Dickens;
  • Taràs Bulba di Nicolaj Gogol’;
  • Madame de Treymes di Edith Wharton;
  • Storia straordinaria di Peter Schlemihl di Adalbert von Chamisso;
  • La notte di Villa Diodati di Shelley – Byron – Polidori;
  • Discorso sul metodo di Cartesio;
  • Notre-Dame de Paris di Victor Hugo.

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Chiudiamo la fila con:

  • Le notti di Salem di Stephen King;
  • Hitler e il Nazismo di Ezio Collotti;
  • I Viceré di Federico De Roberto;
  • L’uomo Ombra di Giampiero Bernardini;
  • La Divina Commedia di Dante Alighieri.

Esposti su questa mensola ci sono:

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  • Tinder di Sally Gardner;

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  • Tutte le poesie di Eugenio Montale.

Infine ho riservato un angolino per Tolkien, e vi ho esposto:

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  • Il Signore degli anelli;
  • Il Silmarillion;
  • Il Signore degli anelli illustrato da Alan Lee.

Questa è tutta la mia collezione al completo.
Lo so, il post è molto lungo… ma ho preferito concentrare tutto in una volta che suddividere in più parti.

Fatemi sapere cosa ne pensate e se trovate questi libri interessanti oppure no.

Lasciate un link nei commenti con le descrizioni delle vostre librerie, sarò felice di farci un salto 🙂

Consigli di lettura:

Vi consiglio alcuni libri che mi sono piaciuti sperando che possano piacere anche a voi: