LIEBSTER AWARD #1/2017

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Ecco il primo Liebster Award del 2017!
E’ sempre un piacere scoprire le abitudini dei lettori che seguiamo o che ci seguono, quindi ringrazio leggerechepassioneblog per la nomina e inizio a rispondere alle sue domande… ma prima il regolamento!

-Pubblicare il logo del Liebster Award sul proprio blog
-Ringraziare il blog che ti ha nominato e seguirlo
-Rispondere alle sue 11 domande
-Nominare a tua volta altri 11 blogger con meno di 200 follower
-Formulare altre 11 domande per i blogger nominati
-Informare i blogger della nomination

  1. Avete preferenza tra libro e film tratto da esso?
    In genere preferisco il libro ad un film tratto da esso, anche se a volte conoscere il libro influisce sul giudizio del film.
  2. Riuscite a leggere in tutti i posti e con molto chiasso o dovete essere per forza da soli?
    No… con rumore o gente intorno non riesco a concentrarmi: per poter leggere devo stare da sola, anche perché spesso lo faccio ad alta voce.
  3. C’è stato un libro che non siete riuscite a digerire che pensate sia brutto?
    Si, I Malavoglia di Verga. Non sono riuscita a finirlo.
  4. Siete più favorevoli al film tratto dal libro o alla serie Tv tratta dal libro?
    Non saprei… forse preferisco i film tratti dai libri piuttosto che le serie TV.
  5. Vi piace di più una copertina semplice o molto elaborata? Avete una copertina preferita?
    Non è la copertina la cosa che in genere mi spinge a comprare il libro, ma prediligo le copertine disegnate. Al momento la mia copertina preferita è quella di Olga di carta. Il viaggio straordinario di Elisabetta Gnone.
  6. Avete una lista dei libri che volete leggere in continuo aggiornamento?
    No, in genere non faccio liste di questo tipo perché leggo sempre quello che mi ispira al momento, e perché poi la lista diventerebbe chilometrica e non riuscirei mai a stare al passo.
  7. Usate un segnalibro personalizzato?
    Uso gli stessi segnalibri da almeno una decina d’anni e no, non sono personalizzati.
  8. Canzone preferita in questo periodo?
    It’s Another Day of Sun
    di La La Land. Trovo che metta di buon’umore.
  9. Quale libro state leggendo?
    Al momento troppi:
    I fratelli Karamazov di Dostoevskij;
    La porta di Tolomeo di Jonathan Stroud (terzo capitolo della Trilogia di Bartimeus);
    Lezioni di scrittura creativa del Gotham Writers’ Workshop;
    Lettere dall’Irlanda di Hermann von Puckler;
    Che ci faccio qui? di Bruce Chatwin.
    Prima o poi ce la farò ad uscire da questa situazione. Lo so.
  10. Qual è il vostro momento preferito per immergervi nella lettura?
    Dopo pranzo e dopo cena.
  11. Il/la vostro/a scrittore/trice preferita?
    Al momento non ce n’è uno in particolare. Al liceo mi piacevano molto i libri di Stefano Benni. Ultimamente ho molto apprezzato I Buddenbrook di Thomas Mann e Canto di Natale di Charles Dickens.
  12. Come è stato chiesto a me, lo vorrei chiedere anche a voi. Avete una citazione preferita?
    Ehmmm… direi di no.

Ed ora ecco le mie domande:

  1. Qual è il tuo genere letterario preferito?
  2. Preferisci acquistare libri on line o compri solo in libreria?
  3. Leggi mai in digitale?
  4. Sei un lettore fin da quando eri bambino o ti sei avvicinato alla lettura successivamente?
  5. Preferisci le saghe o i romanzi auto conclusivi?
  6. Preferisci leggere un libro da solo o in un gruppo di lettura?
  7. Perché hai deciso di aprire un blog?
  8. Un classico che proprio non riesci ad apprezzare ma che sembra piacere a tutti.
  9. Un libro che ti è piaciuto tantissimo ma che nessun altro sembra apprezzare.
  10. Leggi anche graphic novel?
  11. Consigliami il libro che ti è piaciuto di più in assoluto.

Ora nominerò 11 blog che hanno meno di 200 follower:

  1. The Book of Writer
  2. Fall in “Books”
  3. A tavola coi libri
  4. Book, lipstick & tea
  5. Milioni di particelle
  6. Canti delle balene
  7. Il Lettore Curioso
  8. Amati Libri
  9. Kerouaclibriebicchieri
  10. Guru Meditation
  11. Caduta Libera

 

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Oggi sistemo i libri.

 

Oggi ho trascorimg_20170222_171718so il pomeriggio a riordinare e a spolverare i miei libri, e sono molto contenta di come sono riuscita a sistemarli.

Li ho tenuti per anni accatastati in su due file senza riuscire a dare un senso estetico alla disposizione perché lo spazio, sempre più limitato, non me lo consentiva.

Ma poi, da un paio d’anni a questa parte, mi sono liberata dei volumi che non mi interessavano… ed oggi, finalmente, sono riuscita a sistemarli per bene.

Mi piacciono molto!

 

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E voi come tenete i vostri libri?

Li ordinate per edizioni, per autore o per colore?

 

 

 

The Interview – Tag

Ringrazio Fall in “Books” per avermi nominata nell’interessante intervista da lei ideata.

Mi fa sempre molto piacere conoscere meglio le persone che si trovano dietro ai blog che seguo, quindi partecipo volentieri 🙂

Cominciamo.

The Interview – Tag

Le regole sono semplicissime. Io scriverò dieci domande alla quale tutti i blog che nomino dovranno rispondere (se hanno piacere a farlo ovviamente) attraverso un articolo da pubblicare citando l’ideatrice del tag (Fall in “Books”) e nominando a loro volta altri blog (almeno tre) che dovranno continuare la catena.

Le domande rimangono le stesse ma sarà interessante leggere ogni volta le risposte di ognuno.

1 – Quanti anni hai e in che città vivi?

2 – Studi o lavori?

3 – Dicci un tuo pregio e un tuo difetto.

4 – Qual è il tuo libro preferito? (se ne hai uno)

5 – Cos’è per te la lettura?

6 – Se dovessi scegliere solo tre libri da portare con te in un’isola deserta, quali sceglieresti?

7 – Sei brava/o ai fornelli o preferisci mangiare?

8 – In quale città ti piacerebbe vivere?

9 – Qual è l’ultimo viaggio che hai fatto?

10 – Perché hai deciso di aprire un blog?

 
Ecco le mie risposte:

1 – Ho 26 anni (quasi 27) e vivo in provincia a sud di Roma.

2 – Studio. Sto terminando un corso di perfezionamento in flauto di tre anni e ad ottobre tornerò all’università per la laurea magistrale.

3 – Uhmmm… difficile. Non sono brava a riconoscere i miei pregi e i miei difetti. Sono una persona sostanzialmente buona e disponibile, e questo è un pregio direi. Un difetto invece è che non sono molto paziente.

4 – Il mio libro preferito è Il Signore degli Anelli.

5 – La lettura è quel momento in cui ti estranei completamente dal tuo presente e ti teletrasporti in un altro luogo e in un’altra epoca, dove puoi vedere cose bellissime e imparare tanto.

6 – Porterei il mio preferito, ovvero Il Signore degli Anelli, e due che ancora non ho letto, come Guerra e Pace e i racconti di sir Arthur Conan Doyle.

7 – Preferisco mangiare. Decisamente.

8 – Forse a Londra. Visivamente mi piace molto e c’è molto fermento culturale, ma la verità è che non lo farei mai realmente.

9 – Sono stata a Dublino. Città bellissima.

10 – Perché mi piace condividere e scambiare opinioni su ciò che mi piace.
Ed ora le nomination:

Book Coffee Site

Il Lettore Curioso

Diario di una lettrice

Cespuglio Curioso

Sara Fabian

Sono curiosa di leggere le vostre risposte 😉

 

“Olga di carta: il viaggio straordinario” di Elisabetta Gnone

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Finalmente.
Lo volevo da quando è uscito e quest’anno il Natale è stato generoso con me.

Proverò a parlarvi di questo libro che ho appena concluso così come mi viene, senza stare troppo a pensarci o a ragionarci, perché si tratta di un libro che lascia molte sensazioni… e le sensazioni non sono razionalizzabili.hd650x433_wm

Per me leggere Olga di carta è stato come mangiare uno di quei pasticcini di pasta frolla ripieni di crema e guarniti con frutti di bosco.
E’ un libro tenero, dolce e delicato che profuma di bosco d’estate.
E’ come un quadro con i colori di un campo di grano in un giorno di sole estivo.
E’ la morbida carezza di una fresca brezza dopo un tuffo nel lago in un pomeriggio caldo.
E’ sedersi all’ombra di un albero a guardare il cielo azzurro mentre intorno è tutto un frinìo di cicale.

19741926La storia è quella di Olga Papel, una bambina che vive nel paesino di Balicò, uno come ce ne sono tanti in Italia, dove il tempo sembra essersi fermato e dove la gente vive di tradizioni, di chiacchiere davanti un bar e di messe la domenica mattina.
Olga ha 11 anni ed in paese è famosa per le storie che racconta, così dettagliate e ben narrate che tutti si chiedono se siano vere.
Un giorno, per consolare il suo amico Bruco dalle prese in giro di bulli che lo perseguitano a causa del suo carattere debole e del suo marcato rotacismo, Olga inizia a raccontare la storia di una bambina di carta che non voleva più essere di carta, e per questo decide di intraprendere un lungo viaggio per chiedere alla maga Ausolia di trasformarla in una bambina normale, come tutte le altre.
Il viaggio si rivelerà lungo, faticoso e pieno di pericoli ma la bambina di carta incontrerà tanti amici che l’aiuteranno e che le faranno scoprire quanto lei sia forte nonostante sia fatta di fragile carta.
Per tutto il viaggio la bambina di carta penserà a qual è la sua dote, a cosa la contraddistingue come individuo… e alla fine non solo la troverà, ma capirà che la normalità non esiste perché ognuno è speciale e unico al mondo.

Uno stile semplice e scorrevole, adatto ai più piccoli, Olga di carta è una favola moderna che profuma di antico per i bambini che amano viaggiare con la fantasia e per gli adulti che vogliono riscoprire la semplicità e la dolcezza.

Io non posso che consigliarvi questo libro meraviglioso.

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“La Storia Infinita” di Michael Ende

Prendete un fantasy classico, aggiungete una manciata di avventura, un pizzico di fiabesco, mescolate il tutto con un romanzo di formazione e avrete ottenuto La Storia Infinita.
Un bellissimo ed entusiasmante romanzo ed un ottimo modo per iniziare un nuovo anno di letture!

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Avevo in casa questo libro da una decina d’anni circa e, sempre indecisa sull’iniziarlo o meno, ne ho rimandato la lettura fino ad ora. E non ho ancora capito se ho fatto bene o male ad evitarlo così a lungo. Avrei potuto leggerlo anni fa ed apprezzarlo come ora o avrei potuto leggerlo in un momento sbagliato non godendomelo appieno.

Ad ogni modo la mia fortuna è stata NON AVER VISTO MAI IL FILM. Si, esatto. Ho 26 anni e non ho mai visto il film de La Storia Infinita. “Ma no, ma come hai fatto? Lo hanno passato trilioni di volte in TV”, direte voi. Certo… ma io lo evitavo accuratamente da piccola, per il neverendingremakesemplice fatto che nella mia testa di bambina quell’enorme drago bianco sembrava troppo un cane di gomma e il ragazzino che lo cavalcava aveva dei capelli veramente troppo strani. Questo bastava, ai miei occhi, per renderlo un film non meritevole delle mie attenzioni.
Era la metà degli anni ’90.

Ma questo ha avuto del positivo, perché mi ha permesso di approcciarmi al romanzo senza avere una vere idea di ciò a cui stavo andando incontro. Quindi ho potuto scoprire la storia, i personaggi e le ambientazioni pagina per pagina, e l’effetto sorpresa ha molto peso in una narrazione come questa.

Pubblicato nel 1979 dalla penna dello scrittore tedesco Michael EndeLa Storia Infinita viene tradotto in più di quaranta lingue, vende oltre diecimila copie nel mondo ed approda in Italia nel 1981.

La struttura del romanzo è molto complessa, rendendolo un’opera non classificabile all’interno di un genere specifico. Infatti, come precedentemente detto, si tratta di un romanzo di formazione con elementi fiabeschi, fantastici e romantici.

E’ una metanarrazione, ovvero un romanzo nel romanzo. Abbiamo una cornice narrativa nel mondo reale al cui interno si svolgono gli avvenimenti del Regno di Fantàsia e i due racconti si intrecciano a tal punto che Bastiano, il protagonista undicenne, passerà da un mondo all’altro e sarà di volta in volta lettore e protagonista della storia.

La Storia Infinita è un romanzo che proietta il lettore al suo interno in un odo molto singolare, perché si ha realmente l’idea di passare continuamente dal auryn_72piano del reale, al piano del reale nella narrazione, al piano del Regno di Fantasìa, e in ognuno di questi piani possiamo ritrovare una copia fisica del libro: quella che abbiamo in mano noi mentre stiamo leggendo, quella che sta leggendo Bastiano e quella che sta scrivendo il Vecchio della Montagna Vagante ai margini di Fantàsia.

E’ una storia senza fine. Ed infatti non ha un capitolo di chiusura, ma il finale resta aperto a innumerevoli ritorni e possibilità ognuna diversa dalla precedenza e a noi, ormai giunti alle ultime righe, sembra di aver letto un unico singolo anello di una sconfinata catena di possibilità, di distruzioni e di creazioni di storie e di mondi.

Anche l’incipit dei 26 capitoli che costituiscono il romanzo rimanda all’idea del ritorno, perché ognuno di essi inizia con una lettera dell’alfabeto. E quando si arriva alla Z non si può far altro che ricominciare dalla lettera A, come un serpente che si morde la coda in un cerchio senza inizio né fine.

Geniale nella struttura, La Storia Infinita è un romanzo dalle ambientazioni meravigliose e dal linguaggio semplice e genuino della fiaba. Uno stile scorrevole, che non appesantisce mai la narrazione ed è adatto a tutte le età.

Non so se sono riuscita a rendere l’idea, ma posso dirvi che questo romanzo ha superato di gran lunga ogni mia aspettativa e mi ha stupita come pochi altri libri hanno saputo fare.

Amicizia, amore, avventura, responsabilità, imparare ad accettarsi per ciò che si è.

Avrei voluto più pagine da leggere per poter restare in Fantàsia un po’ più a lungo.

E’ stato un bel viaggio.

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I libri del mio 2016.

Il 2016 è ormai finito ed è tempo di bilanci.
Questo è stato per me un anno splendido per quanto riguarda l’argomento “libri”: un ritorno alla lettura di piacere e la scoperta di tanti titoli e scrittori nuovi.
Ma procediamo per ordine.
Durante i primi tre mesi dell’anno sono stata impegnata con la tesi di laurea, quindi ho letto parecchie cose per lo più di critica letteraria, visto che le opere dell’autore le avevo terminate già da qualche mese (la mia tesi è un’analisi di Corto viaggio sentimentale, novella incompiuta di Italo Svevo) e, dal momento che non si tratta di romanzi, non ne terrò conto. Ma nonostante il lavoro di ricerca per l’università sono comunque riuscita a leggere il primo librone di Martin, ovvero Il Gioco del Trono. Libro primo delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.
Dal mese di marzo in poi ho letto come non leggevo da anni e sono riuscita a portare a termine 16 libri. Ok, non sono tantissimi, ma ce ne sono anche parecchi che ho abbandonato a metà perché non mi stavano piacendo e che non citerò.
Dopo Il Gioco del Trono ho letto Tinder di Sally Gardner, Sette minuti dopo la mezzanotte di Patrick Ness, L’imprevedibile viaggio di Harold Fry di Rachel Joyce e L’uomo che cadde sulla terra di Walter Tevis. Questi quattro libri li ho letti in 4 o 5 settimane uno dietro l’altro e sono state 4 piacevolissime letture.
Poi è stata la volta de Il diario di Bridget Jones di Helen Fieldin e de Lo scontro dei re. Libro secondo delle Cronache del Ghiaccio e del fuoco di Martin. Il libro di Bridget Jones l’ho trovato esilarante e molto molto piacevole: mi ha sorpresa superando di gran lunga tutte le mie aspettative, quindi ve lo consiglio vivamente.
Dopo ancora sono venuti i due libri su Robin Hood di Alexandre Dumas, ovvero Il principe dei ladri Il proscritto, con la loro giocosa leggerezza a metà tra la leggenda, il fiabesco e la ballata d’altri tempi.
A maggio poi cadeva il mio compleanno e mi è stato regalato Star Rats di Leo Ortolani. Se non conoscete Leo Ortolani vi prego cercatelo, compratelo e leggetelo. Il genio che ha creato il personaggio di Rat-Man. Non conosco fumetto più divertente.
Arriviamo all’estate. La mia principale lettura da ombrellone di quest’anno è stata Via col vento di Margaret Mitchell che è un capolavoro assoluto. Meraviglioso, stupendo, fantastico, bellissimo, lo adoro. Ne ho parlato per settimane su questo blog, tanto che credo di aver esaurito tutte le mie parole al riguardo.
Invece la seconda lettura estiva è stata L’amuleto di Samarcanda di Jonathan Stroud. Molto carino. E’ il primo libro della Trilogia di Bartimeus, diventata tetralogia nel 2010. Maghi, magia, folletti, demoni, inganni… fateci un pensierino, ne vale la pena.
Poi è stata la volta di Tempesta di spade. Libro terzo delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco (sempre di Martin) e, ad ottobre, sono iniziati gli incontri del Salotto di lettura della Pennylane che hanno visto il romanzo I Buddenbrook di Thomas Mann come protagonista delle discussioni settimanali.
Dal momento che il salotto si è concluso a dicembre (il libro era bello corposo), nel frattempo ho letto anche L’occhio del Golem di Jonathan Stroud (secondo capitolo della Trilogia di Bartimeus) e, da Natale ad oggi, 29 dicembre, ho letto il meraviglioso Canto di Natale di Charles Dickens.

La cosa bella di questo 2016 è stata scoprire che esistono comunità di lettori sui vari social che si scambiano idee, opinioni e consigli. E’ un bel modo per arricchirsi. Ed è stato proprio grazie a questa tipologia di lettori che ho potuto scoprire libri per me nuovi, che non conoscevo prima. Tutto questo mi ha portata ad aprire il blog che ora state leggendo e, qualche giorno fa, anche un canale su YouTube che spero prenderà una buona piega.

Questo è stato in breve il lato libroso del mio 2016.

Vi faccio i migliori auguri di un felice anno nuovo e vi rimando al 2017.

capodanno

– Ophelia –

 

 

 

 

 

“I Buddenbrook. Decadenza di una famiglia” di Thomas Mann

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Salve a tutti.
Oggi voglio parlarvi de I Buddenbrook: l’ultimo libro che ho letto.
Questo romanzo è stato il mio primo approccio all’opera di Thomas Mann e mi ha così piacevolmente sorpreso che non posso fare a meno di dirvi che cosa ho apprezzato di queste pagine.

Pubblicato nel 1901, quando Mann aveva appena 26 anni, I Buddenbrook divenne subito un best seller. Fu il primo romanzo ed il primo grande successo dello scrittore, al punto che lo portò alla vittoria del Premio Nobel per la letteratura nel 1929.

Il libro racconta la storia di una famiglia dell’alta borghesia di Lubecca che si occupa della vendita di granaglie. Il racconto si svolge in un lasso di tempo che va dal 1835 al 1877, ed in questo periodo vediamo come la famiglia Buddenbrook sia andata sempre più verso la disgregazione e la completa rovina,  attraverso le vicende di quattro generazioni.

Il romanzo inizia con un pranzo di inaugurazione della casa che ospiterà la famiglia per quasi tutto il libro. Il capofamiglia è il vecchio console Johann Buddenbrook, capo della ditta “Johann Buddenbrook”, è uomo di stampo illuminista, legato ai princìpi e alle mode del proprio secolo. Johann ha girato l’Europa ed è un brillante uomo d’affari che conduce la ditta e la famiglia attraverso anni di felice prosperità.

Alla sua morte gli succederà il figlio Johann, detto “Jean”. Totalmente diverso dal padre, è pervaso da un forte e sempre presente spirito religioso. Sotto la sua guida la famiglia e la ditta vedranno i primi traumi che comprometteranno le loro sorti per sempre.

A Jean succede il primogenito Thomas, che si rivelerà un ottimo dirigente ed un’importante guida per la famiglia. Fin da giovanissimo imparò con entusiasmo ad occupare il posto che gli spettava e con lui l’onore della famiglia vede il momento di maggiore splendore quando fu eletto senatore.
Ma sarà proprio con Thomas che la famiglia inizierà il suo vero tracollo, poiché lui è il primo Buddenbrook che, ad un certo punto della sua vita, si ritrovbuddenbrookhaus_um_1870erà a lavorare senza una ragione perché non vedrà più un futuro in cui la sua stirpe potrà continuare a prosperare.

Johann Justus Kaspar, soprannominato “Hanno” è l’unico figlio di Thomas e rappresenta la quarta generazione della famiglia. La sua indole è completamente diversa da quella del padre: fin da piccolissimo si dimostrerà essere di salute cagionevole e troppo sensibile ed insicuro per poter sperare un giorno di portare avanti la ditta di famiglia.
Questo è il primo membro della famiglia ad avere sviluppatissime doti musicali, e lo renderà totalmente estraneo al padre e molto più vicino alla madre Gerda, talentuosa violinista.
Hanno incarna pienamente il tramonto della sua famiglia e rappresenta allo stesso tempo
l’epilogo di un’epoca  e di quella borghesia che vive la sua crisi schiacciata dal peso dei suoi stessi riti e dei suoi obblighi morali.
In Hanno è già presente il seme dell’uomo nuovo del Novecento.

Ciò che mi è piaciuto in modo particolare di questo libro sono stati i motivi ricorrenti, o leitmotiv, che Mann utilizza e a cui attribuisce diversi valori simbolici. Ad esempio: con il passare del tempo si affievolisce sempre più la salute dei personaggi principali, soprattutto  di Antonie, Christian e Clara, anche se alla fine anche Thomas riscontrerà problemi di salute. La malattia caratterizza l’anello debole della famiglia, colui che, nonostante l’impegno e le buone intenzioni non vi porterà altro che disgrazie e disonore, contribuendo a trascinarla verso il disgregamento e la rovina. C’è da dire che i mali dei personaggi sono strettamente legati al cibo, e la salute dei loro denti e dei loro stomaci peggiora sempre di più fino a causare problemi di alimentazione, come succede per Hanno quasi alla fine del libro.
Oltre al mal di denti e al mal di stomaco, gli altri elementi ricorrenti sono il giallo e l’azzurro. Il vecchio Johann ed il figlio Jean poco prima di morire diventano gialli in volto. Thomas da piccolo aveva i denti gialli. Posso dedurre che questo colore contraddistingua le personalità forti e positive della famiglia (ricordo che il declino di Thomas inizia a quarantadue anni e non prima). Invece Gerda ed Hanno sono contraddistinti dal colore azzurro, che potrebbe rappresentare la non appartenenza, la diversità e l’estraneità rispetto agli altri Buddenbrook.

Ho poi notato che Mann manifesta molto chiaramente il suo apprezzamento verso l’opera di Wagner, o “nuova musica”, come viene definita all’interno del romanzo. E probabilmente si è ispirato proprio al compositore tedesco per l’utilizzo del leitmotiv di cui vi ho appena parlato.

Ho trovato poi molto belle ed accurate le pagine in cui si parla di musica, armonia e composizione. Pagine in cui traspaiono le competenze e le conoscenze dello scrittore in campo musicale.

Mi sono imbattuta in questo romanzo grazie al un gruppo di lettura su facebook Salotto di Lettura di Pannylane, e mi sento di ringraziarlo perché aver avuto la possibilità di leggere in gruppo un’opera così importante a livello letterario e pregna di significato, di storia e di simbologie, ha reso certamente l’impresa più leggera e divertente.

Non è un libro che consiglierei a chiunque perché la scrittura di Thomas Mann è molto poco coinvolgente a livello emotivo e i personaggi sono delineati in modo tale che il lettore difficilmente riesca ad immedesimarsi in loro.
Quindi se vi piacciono letture coinvolgenti non è certo questo il libro che fa per voi.
Se invece siete lettori ben temprati e abituati a questo genere di romanzi, non esitate nell’intraprendere questa meravigliosa lettura.

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