Lettura in corso: #IFratelliKaramazov06

Sono giunti all’ottavo libro del romanzo ed ho finalmente superato la metà del racconto.16427336_10212077062112950_312260349113984977_n

In questi capitoli Dostoevskij si concentra soprattutto sui personaggi di Grusenka e Dmitrij: la crudele femme fatale ed il suo appassionato amante.

Da un incontro con Alesa, si riscopre una Grusenka del tutto diversa dalla donna che qualche capitolo prima aveva schernito Katerina Ivanovna in casa sua. Il più piccolo dei Karamazov infatti risveglia la sensibilità del suo animo riportando in superficie tutta la sofferenza di una ragazza sedotta e abbandonata cinque anni prima, e che è ancora sentimentalmente legata a quell’ufficiale polacco al quale aveva giurato amore all’età di diciassette anni.
Ecco che dunque si comprende il perché questa ragazza non può amare veramente Dmitrij, che invece la desidera al punto di impazzire.

Si, Dmitrij la ama di un amore folle, ed è proprio questa incontrollata e folle gelosia che lo porta, in un momento di feroce ira, a macchiarsi di una colpa indelebile che lo renderà un parricida e un mostro.

“Un’ora, un minuto del suo amore non valgono forse tutto il resto della vita, sia pure fra i tormenti del disonore?”

“Andare da lei, solo da lei, guardarla, ascoltarla, senza pensare a nulla, dimenticare tutto il resto, anche solo per questa notte, per un’ora, per un’istante!”

Meravigliosa e straziante la passione di Dmitrij per questa donna che alla fine cede al suo folle amore.

Questo ottavo libro è stato intenso e bellissimo: amore, follia, passione, gelosia, rimorso, rabbia.

Sono state tra le pagine più belle che abbia mai letto.

Stupendo. Solo questo.

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“la Bella e la Bestia” di Bill Condon

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Cari lettori, ecco le mie impressioni a caldo sul discutissimo, chiacchieratissimo, pubblicizzatissimo live-action de La Bella e la Bestia che vede Emma Watson nei panni di Belle, una delle principesse Disney più amate di sempre.

Io sono cresciuta guardando i film Disney e continuo  farlo tutt’ora, e devo dire che La Bella e la Bestia è sempre stato il mio classico preferito, quello visto e rivisto che periodicamente riguardo con affetto e nostalgia.
La cosa che maggiormente apprezzo di questo classico è la personalità di Belle, che è, a mio avviso, una delle più accurate e complesse tra tutte le protagoniste femminili dei film Disney.
Lei è intelligente, è una sognatrice, è coraggiosa, altruista, riflessiva, non si ferma alle apparenze ed è la prima protagonista femminile capace di vede la bontà d’animo, andando oltre la bellezza esteriore.

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Il lavoro che è stato fatto nel remake cinematografico è stato soprattutto quello di arricchire il personaggio della protagonista, dandole un carattere più ribelle e più forte, tant’è vero che nel film non si vede mai una Belle in lacrime, a differenza di quanto succedeva nel film d’animazione del 1991. Inoltre, nel film, la ragazza tenta la fuga fin dalla prima sera di reclusione, pensando di potersi calare dall’alto della torre in cui si trovava la sua stanza, cosa che non succede nel cartone animato.

Oltre alla personalità di Belle, ad arricchirsi è anche la storia di tutti personaggi principali di cui viene definito il ruolo e a cui viene dato un passato.
Prendiamo Gaston (Luke Evans), ad esempio, che nel cartone animato è un cacciatore arrogante, maschilista ed ignorante, nel film viene più volte sottolineato il fatto che ha da poco preso parte ad una guerra, ed è quindi un militare che sente il bisogno di dover dimostrare la sua forza e il suo eroismo anche fuori dal campo di battaglia.
Poi c’è Maurice (Kevin Kline), il padre di Belle, che da inventore, quale era nel film di animazione del 1991, diventa artista e pittore, mentre passa a sua figlia il ruolo di “inventore di famiglia”. Si accenna poi a sua moglie e si spiega brevemente, ma in modo esaustivo, il perché della sua morte prematura.
Acquista poi un passato anche la bestia (Dan Stevens): si parla della sua famiglia, della sua educazione e della sua istruzione e di come tutto ciò abbia influito sul suo carattere rendendolo egoista e scontroso.
Insomma non sono poche le cose aggiunte alla precedente trama di questo film, ma risultano tutte ben amalgamate e non appesantiscono né rallentano il ritmo della narrazione, anzi la arricchiscono portando qualcosa di nuovo alla fiaba che ogni amante della Disney conosce a menadito.

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Con l’allungamento della durata del film è aumentato anche il numero delle canzoni, e quelle riprese dal cartone animato hanno avuto una modifica del testo, senza subire stravolgimenti di significato.
Ecco… sul piano musicale non posso dire di aver avuto la stessa buona impressione che ho avuto per quanto riguarda la buona riuscita dell’evoluzione della trama.
Dico questo perché è troppo evidente il divario che c’è tra le canzoni che già appartenevano al film e quelle che sono state aggiunte successivamente: è come se appartenessero a qualcos’altro e non restano sulla stessa linea di contiguità della colonna sonora originale.
Per quanto riguarda invece lo stravolgimento dei testi originali delle canzoni, dico che questa modernizzazione è più che giustificata ed anche abbastanza ben riuscita (eccetto qualche strofa che… insomma… suona un tantino strana). Ma, tutto sommato, hanno fatto più che bene ad evidenziare la maturazione che c’è stata anche sul piano della musica; basta considerare che nel film si percepisce chiaramente lo spirito femminista di Belle ed anche una non troppo velata omosessualità di Le Tont. Insomma è stato fatto un lavoro di arricchimento delle tematiche e di attualizzazione non da poco rispetto al classico animato.

L’unico vero appunto negativo che mi sento di fare a questo film, che nel complesso mi è inaspettatamente piaciuto, è la recitazione di Emma Watson che proprio non riesce a convincermi.
Ammetto che esteticamente e fisicamente è più che adatta ad interpretare il ruolo di Belle, ma le sue espressioni proprio non convincono ed anche le sue movenze, la sua postura, il modo di camminare… appare tutto troppo artificioso, finto e per nulla spontaneo.

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Promosso a pieni voti, invece, Luke Evans, che risulta essere il più simpatico e divertente sullo schermo, con un’ottima interpretazione dell’affascinante Gaston. Bravo.

Queste sono le mie opinioni su quello che era uno dei film più attesi del 2017.

E voi lo avete visto? Cosa ne pensate?

Beauty and the Beast - La Bella e la Bestia - animated gif (1)

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Lettura in corso: #IFratelliKaramazov05

Si conclude l’impegnativa lettura dei libri letti sono due: il quinto, che chiude la seconda 16427336_10212077062112950_312260349113984977_nparte del romanzo, e il sesto, che apre la terza.

il quinto libro si concentra soprattutto sulla figura dello stàrec morente e sul racconto della sua vita.
Viene quindi riportato un sunto del cammino di fede di padre Zòsima e di tutti gli avvenimenti che lo hanno portato a diventare un uomo religioso.
In queste pagine si parla di conversione, di peccati e redenzione , di benevolenza e di perdono.
E’ uno dei momenti più intensi del romanzo e allo stesso tempo uno dei più impegnativi.

Purtroppo la morte coglie lo stàrec poche ore dopo, e la sua immagine di santo viene offuscata da un terribile scandalo che lo farà sembrare un impostore ed un peccatore agli occhi di molti.

Nel sesto libro, invece, si parla di Alesa, che è profondamente addolorato per aver perso la sua guida spirituale e per il terribile scandalo che ha seguito il decesso.

Ancora una volta vediamo messo in risalto il candore e la purezza dell’animo di Aleksej, che riesce a scaldare anche il cuore di Grusenka, la donna che ha sedotto Dmìtrij e suo padre Fedor.
E’ infatti solo in presenza di Alesa che la ragazza si mette a nudo, rivelando di essere nient’altro che una donna ferita, sedotta e poi abbandonata e che il suo modo di porsi verso gli altri non è che una corazza per difendersi e per sopravvivere in una società che altrimenti l’avrebbe sopraffatta.

Dostoevskij in questi capitoli ci fa conoscere meglio due personaggi che fino ad ora sono stati marginali e delinea sempre di più i tratti di Aleksej Fedorovic, ma intanto sembra che una catastrofe stia per stravolgere la vita dei fratelli Karamazov.

Ci avviciniamo ad una svolta.

 

“Da quassù la Terra è bellissima” di Toni Bruno

Pubblicata il 9 giugno 2016 dalla casa editrice BAO PublishingDa quassù la Terra è tonibellissima è l’ultimo lavoro del fumettista Toni Bruno, autore di altre graphic novel come Non mi uccide la morte – La storia di Stefano Cucchi (Castelvecchi Editore, 2009),  Lo psicotico domato (Nicola Pesce editore, 2010) e Kurt Cobain. Quando ero un alieno (Edizioni BD, 2013).

E’ considerato da molti una dei migliori albi a fumetti del 2016, la cui narrazione riesce a coinvolgere fin dall’inizio, mantenendo sempre molto alta la concentrazione del lettore.

Uno di quei libri da leggere tutto d’un fiato.

La vicenda si svolge negli anni Sessanta, tra Stati Uniti e Unione Sovietica, in piena guerra fredda.
Il contesto in cui si sviluppa il racconto è quello della corsa allo spazio, tra cosmonauti, addestramenti e rampe di lancio: uno sfondo che ben si amalgama ad una vicenda molto intimistica tra due uomini appartenenti a due mondi in conflitto.
Akim Smirnov e Frank Jones, i due protagonisti, sono personaggi molto diversi: il primo è un astronauta russo, ed il secondo è uno studente di psicologia squattrinato che vive in America.
Smirnov è ormai un eroe nazionale che però, dal suo ultimo viaggio in orbita, non riesce più ad affrontare i test che precedono il lancio a causa di un perenne senso di angoscia e frustrazione che lo paralizza.
Jones è un ansioso studente universitario disorganizzato che spesso si ritrova a fare i conti con attacchi di panico e crisi d’ansia.
Il fatto di vivere un disagio molto simile farà di Jones l’unico uomo in grado di curare Smirnov che, affrontando i mosti di un passato difficile, ritroverà la forza di guardare avanti.

Il punto di forza di questa graphic novel è senz’altro il coinvolgimento emotivo che suscita nel lettore, grazie alle atmosfere ricreate negli scenari dei disegni, e grazie soprattutto alla progressione narrativa, che non vede sbavature di alcun tipo nelle sue 204 pagine.
I personaggi, poi, sono ben caratterizzati e ben inseriti nel contesto storico e politico che ospita la storia. Inoltre essi hanno un trascorso e un mondo interiore che li rende assolutamente credibili e completi.

La sensazione che si prova dopo aver terminato la lettura è la stessa che può lasciare la visione di un bel film, anche (e soprattutto) perché la storia non è divisa in capitoli, ed in questo modo tutto risulta essere più unitario e compatto nella mente del lettore.

Insomma, non posso che consigliarvi questa meravigliosa graphic novel, augurandovi un buon viaggio attraverso le regioni più oscure della psiche umana.

“X-Men: Magneto Testament” di Greg Pak e Carmine di Giandomenico

Ho iniziato la lettura di questa graphic novel spinta dall’ondata di sorprendente meraviglia51mm0znudl-_sy344_bo1204203200_ che scaturita dalla visione del film Logan – The Wolverine di James Mangold, attualmente in sala.

Magneto Testament è il mio primissimo tentativo di approccio al mondo degli X-Men dei fumetti.
So benissimo che probabilmente avrei fatto meglio ad addentrarmi direttamente nel vivo delle vicende degli X-Men, ma scoraggiata ed indecisa di fronte ai titoli delle troppe testate, ho pensato che un avvicinamento “da lontano” avrebbe reso meno traumatico l’impatto.

Questo volume, firmato Marvel, racconta l’infanzia del personaggio di Magneto, il cui vero nome è Max Eisenhardt, che vive in prima persona il dramma della persecuzione e dello sterminio degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale.

Schindlers-List-Oliwia-Da-010Ho trovato i disegni veramente molto belli, con l’atmosfera tipica che siamo abituati a vedere nel cinema della Shoah.
Le copertine dei 5 volumi, in particolare, con queste immagini totalmente grige e fumose e con il dettaglio rosso, sono un chiaro riferimento a Shindler’s List e alla famosa bambina dal cappotto rosso, che si allontana dalla folla in marcia e si nasconde sotto il letto non vista da nessuno.

Insomma veramente molto bello ed elegante lo stile di Carmine magneto-testament-04-page-015Di Giandomenico, il disegnatore italiano che dal 2004 si è fatto valere in America, collaborando prima con la Marvel e poi con la DC comics.

Ma ora veniamo a qualche considerazione sulla storia e sulla narrazione.

Sostanzialmente quest’opera ha come unico scopo quello di raccontarci la giovinezza di Magneto, con tutte le difficoltà e le sofferenze che può incontrare un ragazzo ebreo cresciuto nella Germania nazista.
La trama del racconto si snoda dal 1935 fino al 1948, e va dalle prime discriminazioni razziali, fino alla liberazione dai campi di sterminio da parte dell’esercito americano.

E’ un lavoro storicamente ben accurato e ben documentato, e descrive molto bene le varie fasi del piano di sterminio degli ebrei… ma a mio avviso presenta una carenza abbastanza rilevante che gli impedisce di essere un’ottima graphic novel: la mancata profondità dei personaggi.
Non ho trovato, infatti, nessuno spessore a livello psicologico, nessuna introspezione, nessuna manifestazione di un qualsiasi tipo di sentimento, neanche da parte del protagonista.
Penso che il giovane Magneto avrebbe potuto trasmettere e raccontare molto di più della sua tragica esperienza, anche semplicemente con pensieri e riflessioni o con semplici confidenze. E invece… è un personaggio sempre triste e molto silenzioso, che parla poco e che non esterna mai il suo dolore.

Insomma non ho trovato lo spessore e la caratterizzazione che mi aspettavo, ed è un peccato, perché con un maggiore approfondimento psicologico di Max, unitamente all’accuratezza storica e alle bellissime tavole, sarebbe stata veramente una gran bella lettura.

E voi cosa ne pensate?
Avete letto questa graphic novel?

 

 

 

 

 

 

 

Vi mostro i miei libri

Ben ritrovati, cari lettori.
Volevo fare questo post da tempo, ed ora che finalmente sono riuscita a disporre i miei libri in un modo sensato ed esteticamente accettabile, posso mostrarvi nel dettaglio cosa c’è nella mia libreria, e magari consigliarvi qualche lettura tra quelle che mi sono piaciute di più.

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Ho disposto tutti i libri su tre livelli, sfruttando anche il piano della scrivania per evitare di dover ricorrere alla fastidiosissima doppia fila, che nasconde i titoli e rende il tutto esteticamente più pesante.
Mi piacciono i colori accesi, quindi ho cercato di rendere questo spazio il più colorato possibile.

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Iniziando dal basso abbiamo:

  • Dracula di Bram Stoker;
  • Spavento di Domenico Starnone;
  • Aracoeli di Elsa Morante;
  • Tutti i libretti d’opera di Mozart, in due volumi;
  • Tutti i racconti del mistero, dell’incubo e del terrore di Edgar Allan Poe;
  • Canti di Giacomo Leopardi, comprato per un esame all’università;
  • I demoni di Dostoevskij;
  • Solo se interrogato di Domenico Starnone;
  • Eccesso di zelo di Domenico Starnone;
  • Il giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani;
  • Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi (questi due li comprai l’estate prima del quinto anno di liceo e li lessi per scuola);
  • L’alba di un mondo nuovo di Alberto Asor Rosa;
  • Terra! di Stefano Benni;
  • Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry
  • Poetica di Aristotele;
  • Il razzismo spiegato a mia figlia di Tahar Ben Jelloun;
  • Romanzi – Volume primo di Ernest Hemingway, con FiestaAddio alle armiMorte nel pomeriggio Verdi colline d’Africa;
  • Serpico di Peter Maas;
  • Verso identità nuove di Antonietta Pastorelli.

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Sopra questi libro ho esposto Canto di Natale di Charles Dickens illustrato da Patrick James Lynch.
Questo libro è un vero gioiello: ogni pagina ha la sua illustrazione, curata nei minimi dettagli, che impreziosisce la lettura di questo bellissimo classico.
Sicuramente un bel libro da tenere in casa.

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Proseguendo abbiamo:

  • Paese dell’anima di Ignazio Silone;
  • Pasolini. Su Pasolini: Conversazioni con Jon Halliday;
  • Mio figlio non sa leggere di Ugo Pirro;
  • Ma non è una cosa seria/Il gioco delle parti di Luigi Pirandello;
  • Quando si è qualcuno/La favola del figlio cambiato/I giganti della montagna di Luigi Pirandello;
  • L’esclusa di Luigi Pirandello;
  • Sei personaggi in cerca d’autore/Enrico IV di Luigi Pirandello;
  • La mosca di Luigi Pirandello;
  • Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa;
  • Intervista sul fascismo di Renzo De Felice;
  • Amleto di William Shakespeare;
  • Tecnica e pratica della psicoanalisi di Sigmund Freud;
  • Psicopatologia della vita quotidiana di Sigmund Freud;
  • Antologia scolastica di Isaac Asimov;
  • Lettere dall’Irlanda di Hermann von Puckler;
  • De profundis di Oscar Wilde;
  • Elogio della follia di Erasmo da Rotterdam;
  • La favola di Eros e Psiche di Apuleio;
  • Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino di Christian F.;
  • Lettere sulla tolleranza di John Locke;
  • Mozart. La più bella biografia del divino Amadeus di Wolfgang Hildesheimer;
  • Freud di Patrick Landman.

Questi sono per lo più libri che ho ereditato (quelli più vecchi), ma ce ne sono anche di miei in mezzo.

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La prima fila si conclude con:

  • La ballata del vecchio marinaio di Samuel Taylor Coleridge;
  • Il secolo breve di Eric J. Hobsbawm;
  • A piedi, in bicicletta di Erri De Luca – Fabio Pierangeli;
  • Fiabe Italiane di Italo Calvino;
  • Il ciclo di Shannara di Terry Brooks.

Ora saliamo al piano di sopra e vediamo un po’ di colore 🙂

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Sulla prima mensola abbiamo:

  • Tutti i romanzi e i racconti di Italo Svevo;
  • La grammatica di Dio di Stefano Benni;
  • New Italian Epic di Wu Ming;
  • Robin Hood di Alexandre Dumas;
  • Questa piaga nel petto di Antonietta Pastorelli;
  • Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepúlveda;
  • Teorema di Pier Paolo Pasolini;
  • Ragazzi di vita di Pier Paolo Paolini;
  • Zibaldone di Giacomo Leopardi;
  • Mein Kampf di Adolf Hitler;
  • Il nome della rosa di Umberto Eco;
  • Via col vento di Margaret Mitchell;
  • Sei pezzi facili di Richard P. Feynman;
  • Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello;
  • La fattoria degli animali di George Orwell;
  • Il garofano rosso di Elio Vittorini;
  • L’amore ai tempi del colera di Gabriel Garcìa Marquez;
  • 1984 di George Orwell;
  • Rime di Guido Cavalcanti;
  • Spiriti di Stefano Benni;
  • Che ci faccio qui? di Bruce Chatwin;
  • Il tempo materiale di Giorgio Vasta.

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Nella seconda metà del ripiano abbiamo:

  • Trionfo della morte/Le vergini delle rocce di Gabriele D’Annunzio;
  • Il piacere/Giovanni Episcopo/L’innocente di Gabriele D’Annunzio;
  • Tutte le novelle di Gabriele D’Annunzio;
  • Il fuoco/Forse che sì forse che no di Gabriele D’Annunzio;
  • Prose scelte di Gabriele D’Annunzio;
  • Guerra e pace di Tolstoj;
  • L’ultima lacrima di Stefano Benni;
  • Diario di Ettore Schmitz (il fratello di Italo Svevo, libro utilizzato per la tesi dell’università);
  • L’ultimo uomo di Mary Shelley;
  • Eneide di Virgilio;
  • Satyricon di Petronio Arbitrio;
  • De rerum natura di Lucrezio, in due volumi;
  • La compagnia dei celestini di Stefano Benni.

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Chiudono la fila:

  • L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera;
  • L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks;
  • Ione di Platone;
  • L’uomo che cadde sulla Terra di Walter Tevis;
  • Olga di carta. Il viaggio straordinario di Elisabetta Gnone.

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Terzo ed ultimo ripiano (ci avviciniamo alla fine):

  • Saltatempo di Stefano Benni;
  • Baudolino di Umberto Eco;
  • Carcere e viaggio a cura di Luciana Scarcia;
  • Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters;
  • Il poeta Archia di Cicerone;
  • Le Beatrici di Stefano Benni;
  • Convivio di Dante Alighieri;
  • Vita nova  di Dante Aligieri;
  • Storia d’Italia dal dopoguerra a oggi di Paul Ginsborg;
  • La Resistenza in Italia di Alessandro Peli;
  • Filastrocche in cielo e in terra di Gianni Rodari;
  • Il sentiero dei nidi di ragno di Elio Vittorini;
  • Le donne di Messina di Elio Vittorini;
  • L’importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde;
  • Dottor Niù di Stefano Benni;
  • Il processo di Franz Kafka;
  • La valle incantata di Robert Musil;
  • Il principe/La mandragola di Niccolò Machiavelli;
  • Nelle terre estreme di John Krakauer;
  • Gerusalemme liberata di Torquato Tasso;
  • Frankenstein di Mary Shelley;
  • Suo marito i Luigi Pirandello;
  • Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello;
  • In silenzio/Tutt’e tre/Dal naso al cielo di Luigi Pirandello.

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Nel mezzo abbiamo:

  • La luna e i falò di Cesare Pavese;
  • Il turno di Luigi Pirandello;
  • Amori senza amore di Luigi Pirandello;
  • Donna Mimma di Luigi Pirandello;
  • Via Gemito di Domenico Starnone;
  • Il cimitero di Praga di Umberto Eco;
  • The Cenci di Percy Bysshe Shelley;
  • La linea d’0mbra di Joseph Conrad;
  • La Sonata a Kreutzer di Tolstoj;
  • Doppio sogno di Arthur Schnitzler;
  • Fuga senza fine di Joseph Roth;
  • Tre racconti di Gustave Flaubert;
  • Benito Cereno di Herman Melville;
  • Il carteggio Aspern di Henry James;
  • Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald;
  • Precauzione inutile di Marcel Proust;
  • Una giornata di Luigi Pirandello;
  • Il fantasma di Canterville e altri racconti di Oscar Wilde;
  • Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf;
  • Cuore di cane di Michail Bulgakov;
  • Il colonnello Chabert di Honoré de Balzac;
  • Il banchiere anarchico e altri racconti di Fernando Pessoa;
  • Una fantasia del dottor Ox di Jules Verne;
  • La battaglia della vita di Charles Dickens;
  • Taràs Bulba di Nicolaj Gogol’;
  • Madame de Treymes di Edith Wharton;
  • Storia straordinaria di Peter Schlemihl di Adalbert von Chamisso;
  • La notte di Villa Diodati di Shelley – Byron – Polidori;
  • Discorso sul metodo di Cartesio;
  • Notre-Dame de Paris di Victor Hugo.

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Chiudiamo la fila con:

  • Le notti di Salem di Stephen King;
  • Hitler e il Nazismo di Ezio Collotti;
  • I Viceré di Federico De Roberto;
  • L’uomo Ombra di Giampiero Bernardini;
  • La Divina Commedia di Dante Alighieri.

Esposti su questa mensola ci sono:

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  • Tinder di Sally Gardner;

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  • Tutte le poesie di Eugenio Montale.

Infine ho riservato un angolino per Tolkien, e vi ho esposto:

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  • Il Signore degli anelli;
  • Il Silmarillion;
  • Il Signore degli anelli illustrato da Alan Lee.

Questa è tutta la mia collezione al completo.
Lo so, il post è molto lungo… ma ho preferito concentrare tutto in una volta che suddividere in più parti.

Fatemi sapere cosa ne pensate e se trovate questi libri interessanti oppure no.

Lasciate un link nei commenti con le descrizioni delle vostre librerie, sarò felice di farci un salto 🙂

Consigli di lettura:

Vi consiglio alcuni libri che mi sono piaciuti sperando che possano piacere anche a voi:

 

 

 

 

 

 

LIEBSTER AWARD #1/2017

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Ecco il primo Liebster Award del 2017!
E’ sempre un piacere scoprire le abitudini dei lettori che seguiamo o che ci seguono, quindi ringrazio leggerechepassioneblog per la nomina e inizio a rispondere alle sue domande… ma prima il regolamento!

-Pubblicare il logo del Liebster Award sul proprio blog
-Ringraziare il blog che ti ha nominato e seguirlo
-Rispondere alle sue 11 domande
-Nominare a tua volta altri 11 blogger con meno di 200 follower
-Formulare altre 11 domande per i blogger nominati
-Informare i blogger della nomination

  1. Avete preferenza tra libro e film tratto da esso?
    In genere preferisco il libro ad un film tratto da esso, anche se a volte conoscere il libro influisce sul giudizio del film.
  2. Riuscite a leggere in tutti i posti e con molto chiasso o dovete essere per forza da soli?
    No… con rumore o gente intorno non riesco a concentrarmi: per poter leggere devo stare da sola, anche perché spesso lo faccio ad alta voce.
  3. C’è stato un libro che non siete riuscite a digerire che pensate sia brutto?
    Si, I Malavoglia di Verga. Non sono riuscita a finirlo.
  4. Siete più favorevoli al film tratto dal libro o alla serie Tv tratta dal libro?
    Non saprei… forse preferisco i film tratti dai libri piuttosto che le serie TV.
  5. Vi piace di più una copertina semplice o molto elaborata? Avete una copertina preferita?
    Non è la copertina la cosa che in genere mi spinge a comprare il libro, ma prediligo le copertine disegnate. Al momento la mia copertina preferita è quella di Olga di carta. Il viaggio straordinario di Elisabetta Gnone.
  6. Avete una lista dei libri che volete leggere in continuo aggiornamento?
    No, in genere non faccio liste di questo tipo perché leggo sempre quello che mi ispira al momento, e perché poi la lista diventerebbe chilometrica e non riuscirei mai a stare al passo.
  7. Usate un segnalibro personalizzato?
    Uso gli stessi segnalibri da almeno una decina d’anni e no, non sono personalizzati.
  8. Canzone preferita in questo periodo?
    It’s Another Day of Sun
    di La La Land. Trovo che metta di buon’umore.
  9. Quale libro state leggendo?
    Al momento troppi:
    I fratelli Karamazov di Dostoevskij;
    La porta di Tolomeo di Jonathan Stroud (terzo capitolo della Trilogia di Bartimeus);
    Lezioni di scrittura creativa del Gotham Writers’ Workshop;
    Lettere dall’Irlanda di Hermann von Puckler;
    Che ci faccio qui? di Bruce Chatwin.
    Prima o poi ce la farò ad uscire da questa situazione. Lo so.
  10. Qual è il vostro momento preferito per immergervi nella lettura?
    Dopo pranzo e dopo cena.
  11. Il/la vostro/a scrittore/trice preferita?
    Al momento non ce n’è uno in particolare. Al liceo mi piacevano molto i libri di Stefano Benni. Ultimamente ho molto apprezzato I Buddenbrook di Thomas Mann e Canto di Natale di Charles Dickens.
  12. Come è stato chiesto a me, lo vorrei chiedere anche a voi. Avete una citazione preferita?
    Ehmmm… direi di no.

Ed ora ecco le mie domande:

  1. Qual è il tuo genere letterario preferito?
  2. Preferisci acquistare libri on line o compri solo in libreria?
  3. Leggi mai in digitale?
  4. Sei un lettore fin da quando eri bambino o ti sei avvicinato alla lettura successivamente?
  5. Preferisci le saghe o i romanzi auto conclusivi?
  6. Preferisci leggere un libro da solo o in un gruppo di lettura?
  7. Perché hai deciso di aprire un blog?
  8. Un classico che proprio non riesci ad apprezzare ma che sembra piacere a tutti.
  9. Un libro che ti è piaciuto tantissimo ma che nessun altro sembra apprezzare.
  10. Leggi anche graphic novel?
  11. Consigliami il libro che ti è piaciuto di più in assoluto.

Ora nominerò 11 blog che hanno meno di 200 follower:

  1. The Book of Writer
  2. Fall in “Books”
  3. A tavola coi libri
  4. Book, lipstick & tea
  5. Milioni di particelle
  6. Canti delle balene
  7. Il Lettore Curioso
  8. Amati Libri
  9. Kerouaclibriebicchieri
  10. Guru Meditation
  11. Caduta Libera